Da quasi due secoli gli avventurosi romanzi di Jules Verne (1828-1905), considerato il padre della moderna fantascienza, continuano ad affascinare milioni di ragazzi in tutto il pianeta. Ambientati nello spazio, negli abissi marini e sotto terra, hanno il pregio di stimolare l’immaginazione dei più piccoli trasportandoli in mondi carichi di fantasia e suggestione.
La notizia della scomparsa di Verne, avvenuta il 24 Marzo 1905, suscitò grande commozione in Guido Gozzano, che da giovanissimo ne aveva letto e apprezzato le opere.
Con il sonetto In morte di Giulio Verne, confluito nella raccolta La via del rifugio (1907), il poeta crepuscolare volle celebrare il genio del maestro francese per avergli reso meno grigia e cupa l’adolescenza.
Vediamo la spiegazione, il significato e l’analisi di un componimento che si propone di essere innanzitutto il tributo a un grande artista ma dove si ravvisa anche una personale e del tutto crepuscolare vena di malinconia che lo pervade dal primo all’ultimo verso.
“In morte di Giulio Verne”: testo del sonetto
O che l’Eroe che non sa riposi
discenda nella Terra, o che si libri
per le virtù di cifre e d’equilibri
oltre gli spazi inesplorati ed ositentar le stelle, o il Nautilo rivibri
e s’inabissi in mari spaventosi:
Maestro, quanti sogni avventurosi
sognammo sulle trame dei tuoi libri!La terra il Mare il Cielo l’Universo
per te, con te, poeta dei prodigi,
varcammo in sogno oltre la Scienza.Pace al tuo grande spirito disperso,
tu che illudesti molti giorni grigi
della nostra pensosa adolescenza.
“In morte di Giulio Verne”: struttura e stile
Dal punto di vista strutturale, In morte di Giulio Verne è un sonetto costituito da 14 versi endecasillabi suddivisi in due quartine e due terzine.
Il linguaggio è piuttosto aulico e non manca qualche colto riferimento letterario; nell’espressione "la nostra pensosa adolescenza" riecheggia la "pensosa" fanciullezza di Silvia nell’omonima poesia di Giacomo Leopardi.
Da notare, infine, il frequente e non casuale utilizzo di maiuscole, che servono a sottolineare la grandezza di Verne e degli universi nati dalla sua penna.
“In morte di Giulio Verne”: la fantasia come evasione dal grigiore della realtà
Dalla Terra alla luna, Ventimila leghe sotto i mari, Viaggio al centro della Terra e Il giro del mondo in 80 giorni sono alcuni dei capolavori di Verne che hanno accompagnato l’infanzia e l’adolescenza di generazioni di ragazzi, alimentandone la capacità di fantasticare e trasportandoli virtualmente in mondi sconosciuti ancora tutti da esplorare.
Consapevole dell’importanza dell’insegnamento ricevuto e grato per la possibilità di immaginare donatagli dalle sue opere, fra i versi di In morte di Giulio Verne Gozzano elogia lo scrittore appena scomparso omaggiandolo come il Maestro di sogni che era riuscito a trasformare la sua scialba adolescenza in un viaggio meraviglioso.
Dal punto di vista contenutistico, infatti, il componimento si snoda lungo due piani contrapposti: da una parte c’è l’eroismo immaginario delle peripezie spaziali, sotterranee e sottomarine descritte nei romanzi di Verne, dall’altra la vita vera del poeta torinese, decisamente meno eclatante, fatta di una quotidianità alquanto dimessa e, probabilmente, di troppe rinunce. Per questo Gozzano sente di dover ringraziare lo scrittore francese, colui che, attraverso racconti prodigiosi e futuristici, superando i limiti imposti dalla scienza e dal reale, ne aveva gioiosamente accompagnato una fanciullezza altrimenti piatta e incolore.
Ed è questo il potere dell’arte: perdersi in storie immaginifiche e lasciare libera la fantasia, che può trasformare la monotonia in una splendida avventura.
La nostalgia è un tratto tipico della poetica crepuscolare e trova massima espressione nelle opere di Gozzano. Al di là dei toni entusiastici accostati al grande scrittore francese, infatti, nel componimento In morte di Giulio Verne non è difficile ravvisare un palpabile velo di malinconia che lo attraversa dall’inizio alla fine.
Il ricordo dell’adolescenza, per quanto definita "pensosa" e costellata di "giorni grigi", provoca nell’autore un profondo struggimento: nell’età dei sogni, quando ci si illude che tutto sia possibile, gli era facile sfuggire al tedio quotidiano attraverso la letteratura, ma adesso che è adulto è pienamente consapevole di quanto essa rappresenti soltanto un rifugio fittizio, una bellissima illusione.
Questo atteggiamento disincantato è onnipresente in Gozzano ed è anche l’aspetto più autenticamente crepuscolare della sua poetica; in In morte di Giulio Verne l’avventura resta un lontano ricordo sognato, senza alcuna attinenza con la realtà, a dimostrazione del distacco insuperabile esistente fra l’uno e l’altra.
In tale contesto la scomparsa di Verne assume una valenza simbolica e segna, metaforicamente, il passaggio dall’adolescenza, epoca di incanto e fantasia, all’età adulta, quando le illusioni vengono meno e il vero cancella i vagheggiamenti della fanciullezza.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: “In morte di Giulio Verne”: l’omaggio in poesia di Guido Gozzano al grande scrittore francese
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