America Settentrionale Colle Nuove Scoperti fin all’ Anno 1688, Atlante Veneto
Leonardo Frigo, artista originario di Asiago con studio a Londra, lo ha fatto di nuovo. Prima ci sono stati i i 33 violini e la viola illustrati con scene tratte dall’Inferno di Dante, uno per ogni canto. Oggi crea globi, antichi mappamondi che sembrano venire direttamente dal passato. Un progetto che fa di lui un unicum al mondo.
A ispirarlo, ancora una volta, è un libro, antichissimo anche lui. Si tratta dell’Epitome cosmografica, stampata nel 1693 a Venezia. E non è un caso: solo in laguna ci poteva essere l’interesse e il fermento necessario per mettere su carta le conoscenze geografiche dell’epoca. L’autore? Un frate: Vincenzo Coronelli, geografo, cartografo, cosmografo, enciclopedista nato il 19 agosto.
Un incontro che ha il sapore del destino
L’incontro con Coronelli, seppure a distanza di secoli, per Leonardo Frigo ha il sapore del destino. Vissuto tra il 1650 e 1718, lo studioso tenta di catalogare tutte le conoscenze cosmografiche dell’epoca. Realizza centinaia di mappe e globi spettacolari per re, principi, aristocratici. I più famosi sono destinato a Luigi XIV, quel Re Sole che domina la Francia e il mondo contemporaneo.
Ma Coronelli scrive anche. E molto. Enciclopedie, principalmente, ma anche un libro speciale: la già citata Epitome cosmografica, che contiene nozioni, dati, descrizioni, ma anche dettagliate istruzioni per creare i suoi globi. Un tesoro per studiosi ed artigiani.
Leonardo Frigo la scarica da internet e la studia. Anni dopo ne ritrova copia in un mercatino dell’usato, a Londra. Un segno, forse. Poi si mette al lavoro: oggi è l’unico creatore al mondo di globi secondo l’antico metodo veneziano.
Istruzioni antiche e una nuova generazione di artisti
Niente plastica, stampanti digitali o colori acrilici. Tutto si svolge rigorosamente come da originale. A partire dallo scheletro in legno che assicura sostegno e durata all’intera struttura. E poi carta appositamente creata a Fabriano secondo il metodo di Coronelli, colori ad acqua, colle e stucchi. Materiali creati appositamente seguendo le istruzioni antiche e forniti da artigiani italiani, spesso giovani come Frigo che riscoprono tecniche e procedimenti.
Così si ripete quel collegamento tra cultura, artigianato, pittura e letteratura che contraddistingue l’operato di una nuova generazione di artisti, ben rappresentata da Frigo. Tra i suoi mappamondi in costruzione nel 2026 ce n’è uno dedicato a Dante, in omaggio alla passione per l’autore della Divina Commedia. Vi saranno raffigurati i personaggi e la volta celeste, in un ideale ponte tra passato e futuro.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: I mappamondi di Leonardo Frigo: una tradizione che fa rivivere il Seicento veneziano
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