- Autore: Bernhard Schlink
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Neri Pozza
- Anno di pubblicazione: 2025
Il romanzo Il tempo che resta (Neri Pozza, 2025, titolo originale Das Späte Leben, traduzione di Susanne Kolb) è scritto da Bernhard Schlink (Bielefeld, 6 luglio 1944), uno dei maggiori scrittori tedeschi contemporanei.
La vita è ricca di sorprese, talvolta piacevoli, spesso spiacevoli, dure, dolorose e difficili da affrontare, soprattutto quando riguardano la propria pelle. Allora scatta automatica la domanda: “Perché a me?”. Domanda che non ha una risposta. Egoisticamente parlando, per fortuna di solito accade agli altri: un giorno ci si reca dal medico per un controllo e viene comunicato che non rimane molto da vivere. Ma come si reagisce quando la sentenza tocca la propria persona?
Martin Brehm, settantasei anni, giurista in pensione, con una giovane e bella moglie, Ulla, e un figlio di sei anni, David. Una vita appagata e appagante, serena, quasi felice. Ma in un giorno di primavera tutto cambia: a Martin viene diagnosticato un male incurabile. Aspettativa di vita: sei mesi, questo il tempo che gli resta da vivere.
Se solo non fosse andato dal medico! Non sarebbe successo quel che era successo, non avrebbe saputo quel che aveva saputo. E non sapendolo, non sarebbe nemmeno esistito.
Già da diverse settimane Martin si sentiva esausto, convinto si trattasse di anemia e di carenza di vitamine si aspettava che il medico gli desse una ricetta e delle indicazioni sullo stile di vita. Si conoscevano da molti anni ed erano in confidenza, anche se il loro rapporto non andava oltre gli incontri in ambulatorio. La solita visita annuale, ogni tanto qualche mal di pancia, un po’ di raucedine o il colpo della strega, e di quando in quando un vaccino. Ma dopo un’ecografia, le analisi del sangue e delle urine, una Tac, il medico gli aveva detto che aveva un tumore al pancreas.
Non era più terribile come un tempo, la chemioterapia aveva fatto enormi progressi e inoltre esistevano nuovi tipi di trattamento, alcuni collaudati, altri ancora in via di sperimentazione. Il tumore era a uno stadio avanzato, quindi il medico non poteva dargli garanzie né si sentiva di fare promesse, ma in ogni caso, prima iniziava le cure, meglio sarebbe stato.
Schlink è un autore empatico, raffinato e acuto, la sua scrittura è precisa ed elegante. In questo romanzo breve riesce a dare il meglio di sé, narrando lo stato d’animo di un uomo consapevole di essere giunto al tramonto, triste, perché deve lasciare gli affetti più cari. Ma la cosa più difficile è accettare di dover morire.
Stamani mi sono svegliato e mi sono sentito in ottima forma.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il tempo che resta
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