- Autore: Lorenzo Benadusi
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Laterza
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788858149652
Macchine volanti, treni sotterranei e velocissimi, città sottomarine, un mondo interconnesso dove grazie all’efficienza dei nuovi mezzi di comunicazione le distanze sono ridotte e le nuove invenzioni hanno migliorato la vita degli esseri umani; infine è stata abolita la guerra. Questo è il futuro prospettato da Emilio Salgari nel suo romanzo Le meraviglie del duemila, libro pubblicato dal grande scrittore torinese nel 1907. In quest’opera, in realtà per metà utopia e per l’altra metà una distopia, sono ipotizzate quelle invenzioni destinate in futuro a cambiare in meglio il futuro, visioni di futuro che, come spesso accade con la fantascienza, finiscono per condizionare il processo storico, producendo effetti concreti – non semplice speculazione fantastica – sulla società umana degli anni a venire, fino a giungere ai nostri giorni.
Ma Salgari è solo uno dei tanti scrittori che si è cimentato in questo gioco di Fantastica Scienza (uno delle due possibile origini del termine “Fantascienza”, l’altro è Fantasia e Scienza ndr) perché molti scrittori italiani hanno affrontato il dilemma del futuro: sarebbe stato ricco di invenzioni che avrebbero migliorato l’esistenza degli Italiani oppure di minacce di morte e distruzione che li avrebbero annientati?
La risposta si può trovare sfogliando le pagine del libro Il mondo che verrà. Gli italiani e il futuro 1851-1945 (Laterza, 2025) scritto da Lorenzo Benadusi, che insegna Storia contemporanea all’Università Roma Tre. Un viaggio nel passato del futuro che non è nuovo per l’autore di questo saggio, il quale ha già curato altre pubblicazioni sulla fantascienza oltre che numerose pubblicazioni sul rapporto tra sessualità e potere durante il fascismo e di guerra e mascolinità.
In questo libro Lorenzo Benadusi parte dall’analisi della situazione italiana di questi ultimi anni – Covid, esplorazioni dello spazio, guerre, progressi tecnologici nel mondo dei media – per domandarsi quanto il nostro presente assomigli al futuro ipotizzato dai nostri avi e soprattutto cercare di dare una risposta alla domanda che, come accennato sopra, è alla base dell’intera ricerca: come pensavano il futuro soprattutto a partire dalla metà dell’Ottocento?
1851 – 1945 è il periodo storico scelto per questa analisi storica, compreso tra due date tutt’altro che casuali. Cominciamo dalla prima: il 1851. Questa coincide con l’inizio della seconda rivoluzione industriale, caratterizzata dalla scoperta di nuove fonti di energia come il petrolio e l’elettricità, dall’impiego di nuovi sistemi di comunicazione (telegrafo e telefono) e di trasporto (locomotiva, nave a vapore e l’automobile), dall’espansione coloniale in Africa e in Asia e dal dominio incontrastato da parte dell’Europa del commercio mondiale. Un periodo storico unico per gli europei perché il progresso tecnologico diede a molti di loro la sensazione che sarebbe stato possibile realizzare un mondo migliore, anche se non mancarono i detrattori di un simile progresso, timorosi di così tanto profondi e quanto rapidi cambiamenti. Un’epoca che sconvolse tutti gli equilibri del passato, rendendo superate credenze religiose, conoscenze scientifiche e creando una proiezione in avanti, una frenetica ricerca del nuovo, una corsa verso quel futuro aperto a tutte le possibilità. Una diversa prospettiva del futuro – utopico oppure distopico – che non poté non influire sui processi storici perché tale prospettiva, proiezione delle ansie del momento storico, finì poi per condizionare le azioni della classe politica degli stati europei. E in questo libro l’autore ha operato una ricostruzione del passato del futuro con l’obiettivo di comprendere come questo abbia condizionato i comportamenti e l’immaginario degli italiani.
Una parte importante di questo saggio è riservata alla letteratura di anticipazione e sul ruolo che ha svolto nel periodo preso in esame. Ufficialmente la Fantascienza italiana nasce nel 1952, ma in questa ricerca l’autore ha preso in considerazione quella letteratura uscita prima di tale data, definita protofantascienza, sconosciuta a quanti non sono appassionati al genere (e a volte anche agli “esperti”, ndr). Perché a partire appunto dalla metà dell’Ottocento si assistette a una vera esplosione di questo genere, declinato nelle forme più diverse: dai viaggi spaziali ai conflitti interplanetari, dalle guerre del futuro alla fantapolitica, dal catastrofico all’apocalittico, dalla clonazione alla robotica, dall’ucronia all’archeologia misteriosa, dall’utopia alla distopia. Un fenomeno in linea con quanto stava avvenendo in Europa, una secca smentita dell’idea che il nostro paese fosse ancorato al passato, arretrato e provinciale, così imbevuto di cultura umanistica da vedere con diffidenza la scienza. Giovani scrittori consapevoli di operare in un nuovo ambito letterario, dove la scienza e la tecnologia giocavano un ruolo di primissimo piano, partendo da verità scientifiche si addentrarono così nel campo della speculazione pura, lasciando libero campo alla fantasia, creando avventure che avevano tutta l’apparenza della realtà. Un nuovo genere letterario dal canone non ancora ben definito, limite che gli consentì di passare rapidamente dal fantastico al fantascientifico, dall’esotico all’esoterico, dal gotico allo spionistico. Inoltre, la fantascienza, grazie alla rivoluzione dei trasporti e delle comunicazioni, uscì dai confini dei singoli stati per raggiungere i lettori di altri paesi, fino a dare vita un pubblico globale di appassionati a questo genere. Un successo contestato in Italia dalla critica letteraria, che per lungo tempo ne evidenziò la vacuità dei contenuti e l’intenzione di distrarre il popolo dalla rivoluzione proletaria.
1945: con le bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki si concluse questo lungo viaggio. L’olocausto delle due città nipponiche non solo mise fine a questa epoca, ma soprattutto dimostrò senza possibilità di errore che il progresso poteva anche avere delle ricadute estremamente negative. E da allora ebbe inizio
una nuova epoca, dove di fronte alla tragedia del presente si avverte il bisogno di lasciarsi il passato alle spalle, senza più quella fiducia nel mondo che verrà che ha contrassegnato l’epoca d’oro del futuro.
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Un libro perfetto per...
appassionati di fantascienza e storia italiana contemporanea
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il mondo che verrà. Gli italiani e il futuro 1851-1945
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