- Autore: Chiara Gamberale
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Feltrinelli
- Anno di pubblicazione: 2021
Con Il grembo paterno (Feltrinelli, 2021), Chiara Gamberale affronta uno dei nuclei tematici che da sempre percorrono la sua narrativa, l’amore come spazio di costruzione e smarrimento di sé, ma lo fa con un’intensità che rende questo libro un punto di svolta nel suo percorso. Il romanzo si colloca a metà strada tra la confessione e il racconto generazionale, interrogando il legame primario con la figura paterna e il modo in cui esso condiziona le nostre relazioni adulte.
Nel corso di una notte fatale, che segnerà per sempre il destino di tutti, Adele, abbracciata a Frida, sua figlia, torna come in un sogno al paese di provincia dove è nata, marchiata da un soprannome, “Senzaniente”, che è pesato sulla sua famiglia perfino dopo che il padre, Rocco, ha sfidato la miseria e conquistato il benessere. La storia fra Adele e Nicola, il pediatra di Frida (l’uomo di cui si è innamorata e con cui l’intesa inizia a vacillare), s’intreccia alla storia di Adele e suo padre, in un alternarsi sempre più serrato fra passato e presente, dove quello che ci è stato tolto quand’eravamo bambini rischia di diventare l’unica misura di quello che chiederemo al mondo.
Adele cerca in Nicola una forma di completezza, ma questo desiderio è limitato da un lato per l’amore impossibile e irrisolto con l’uomo già legato a un’altra donna, dall’altro per la memoria di un padre che non ha mai sciolto il marchio sociale e affettivo imposto alla figlia. La dialettica tra presente e passato, tra la crisi sentimentale e l’infanzia marchiata dal soprannome “Senzaniente”, diventa il vero motore narrativo. La trama si snoda attraverso un intreccio di passato e presente, esplorando il legame tra Adele e suo padre e come questo abbia influenzato le sue scelte amorose e la sua crescita.
Sul piano tematico, Il grembo paterno si distingue per il tentativo di portare al centro del discorso letterario una riflessione raramente esplorata con tale radicalità: la paternità come grembo, cioè come origine che non è soltanto simbolica ma anche carnale, capace di generare ferite tanto profonde quanto quelle materne. In questo senso, il romanzo si configura come una riscrittura del tradizionale romanzo di formazione: l’evoluzione di Adele non è lineare, ma fatta di regressioni e ritorni, in una continua riscrittura del passato.
Dal punto di vista stilistico, Chiara Gamberale sceglie una lingua che produce una scrittura viscerale, che privilegia l’impatto emotivo rispetto all’elaborazione razionale. In alcuni passaggi, tale intensità risulta illuminante e consente di cogliere la vulnerabilità dei personaggi con precisione quasi chirurgica; in altri, però, rischia di sfociare in un lirismo sovraccarico, che può indebolire la tenuta narrativa. Il testo solleva inoltre una questione critica rilevante nel confine incerto tra autobiografia e invenzione, e talvolta paga lo scotto di una narrazione che resta intrappolata nella dimensione privata, meno capace di aprirsi al collettivo.
In conclusione, Il grembo paterno è un’opera ambiziosa, che conferma Chiara Gamberale come una voce unica nel panorama italiano contemporaneo. Non priva di eccessi stilistici, ma potente nel mettere a nudo il rapporto tra amore, mancanza e origine, il romanzo segna un passo decisivo nel percorso della scrittrice: non più soltanto esplorazione dei sentimenti, ma indagine radicale sul “problema” che li precede, sulle radici della nostra capacità o incapacità di amare.
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Un libro perfetto per...
Il romanzo Il grembo paterno lo regalerei a chi ama la narrativa contemporanea italiana, a chi si interroga sulle relazioni familiari in particolare sul rapporto con i genitori, sul peso delle origini e sull’impatto dell’infanzia sulla vita adulta e a chi cerca una lettura emotivamente intensa. È un libro che parla a chi sente di portarsi dietro nodi irrisolti con il padre o la madre.
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il grembo paterno
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