I delitti di Marble Hall
- Autore: Anthony Horowitz
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Rizzoli
- Anno di pubblicazione: 2026
Mi sono davvero divertita a seguire le peripezie giudiziarie, editoriali, personali di Susan Ryeland, la protagonista del romanzo conclusivo della serie dedicata al detective Atticus Pund di Anthony Horowitz, I delitti di Marble Hall. Tradotto per Rizzoli (2026) da Francesca Campisi, l’autore ci trasporta nelle pagine del romanzo dall’isola di Creta, che Susan abbandona perché ha nostalgia di Londra e del suo lavoro di editor, nella città dove ritrova un piccolo appartamento, e la casa editrice Causton Book, per cui ha lavorato prima che il suo autore di punta, Alan Conway, fosse stato ucciso, gettato da una torre, dall’editore Charles Clover, il quale rabbiosamente aveva tentato di uccidere anche lei nel rogo appiccato alla sede della casa editrice.
Questo l’antefatto: ma il fascino del libro sta nel suo doppio. Infatti a Susan viene dato l’incarico di curare l’edizione di un libro che il giovane Eliot Crace sta scrivendo, una sorta di sequel con protagonista il famoso detective Atticus Pund, in cui lo scrittore ripropone, mutati nomi e ambientazione, le vicende che hanno interessato e coinvolto lui e la sua famiglia, essendo il nipote di una celeberrima scrittrice per l’infanzia, Miriam Crace, che aveva dato vita a una serie di personaggi, i Little, amatissimi da generazioni di bambini. I diritti d’autore e il merchandising, i film e le serie tv avevano fruttato alla terribile nonna profitti altissimi, a cui aspiravano i tre figli e i nipoti, tutti obbligati a vivere in una specie di castello in cui tutti erano sorvegliati e in pratica prigionieri della violenza della matriarca.
Ora il nipote più giovane ha deciso di scrivere quella storia, adombrando il sospetto che la nonna sia stata avvelenata. Nel romanzo che si svolge in Costa Azzurra, l’anziana si chiama Lady Chalfont e contatta il detective Atticus Pund perché si sente in pericolo: pur se malata di cuore, vuole andare a fondo di uno strano e inquietante dialogo che ha ascoltato per caso, e reclama l’aiuto del celebre investigatore; questi però non riesce ad arrivare in tempo, Lady Chalfont è morta improvvisamente dopo aver ingerito il suo solito tè allo zenzero e limone.
Pieno di imprevisti, di colpi di teatro, di sottintesi e di misteri, il romanzo prosegue nel suo doppio registro: la realtà e la fantasia, la ricostruzione di quanto era avvenuto tra i personaggi reali e l’invenzione narrativa di Eliot Crace, che cerca di raccontare a modo suo quello che crede di aver visto, vissuto, scoperto durante l’infanzia nella famiglia disfunzionale nella quale è vissuto, lasciandolo fortemente sofferente sul piano psichico, preda di alcol, droga, depressione, incapace di comprendere davvero cosa aveva vissuto.
Molto complesso per il lettore riuscire a districarsi nei tempi della storia, tra il vero e quanto ricostruito sulle pagine, comunque non concluse, del romanzo a chiave che Eliot Crace si proponeva di usare per fare rivelazioni sconcertanti.
Davvero abile Horowitz, “tra gli scrittori più prolifici ed eclettici del Regno Unito”, a costruire una storia nella storia, dando voce a personaggi ben costruiti e pieni di sfaccettature; Susan è una forza della natura, capace di attraversare avventure rischiose, enigmi insolubili, difficoltà di ogni tipo e rapporti conflittuali, fino alle pagine finali: ennesima sorpresa a cui l’autore ci ha in parte abituato. Scrittori, editori, rivalità, fallimenti, uccisioni, avvelenamenti, incendi, non manca nulla in questa concitata avventura che alterna il classico giallo alle abilità linguistiche e ai rompicapi dell’enigmistica classica. Le avventure di Susan e Atticus sono diventate una serie televisiva di successo: ormai il destino di tutti i bei romanzi.
I delitti di Marble Hall
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: I delitti di Marble Hall


Lascia il tuo commento