Gotico salentino
- Autore: Marina Pierri
- Genere: Horror e Gotico
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Einaudi
- Anno di pubblicazione: 2025
Gotico salentino, edito a febbraio 2025 da Einaudi, è un romanzo in stile gotico ambientato in una piccola provincia della Puglia. L’autrice è Marina Pierri, scrittrice e cofondatrice di FeST, il festival delle serie tv. Ha scritto per diverse testate come “Wired”, “Corriere della Sera”, “Rolling Stone” e “Vanity Fair”. Questo è il suo primo romanzo.
Il libro è scritto sotto forma di diario. Quasi giornalmente la protagonista, Filomena Quarta, invia delle email alla sua psicologa, facendo un resoconto di tutto il suo vissuto quotidiano, rivolgendosi direttamente alla “dottoressa” in un flusso di coscienza senza alcun filtro.
Filomena ha subito un trauma. È in lutto per la morte del padre, ha un disturbo post traumatico. Ha superato i quaranta e deve ricostruire la sua vita. Ha un matrimonio alle spalle, una carriera precaria nel giornalismo, scrive come freelance, con orari assurdi e compensi bassi. Ritorna quindi nel suo paese di origine in Puglia per ristrutturare la tenuta di famiglia ereditata e trasformarla in un accogliente B&B. Ma non vuole comunque abbandonare la passione per la scrittura; chiusa la parentesi dei giornali, ha deciso, visto che si è ritirata in provincia e ha più tempo, di dedicarsi a un altro, grande progetto che ha in mente da un po’, un romanzo, il suo primo romanzo, sulla vita di Mary Shelley. Un’altra grande passione di Filomena, infatti, è la lettura. È appassionata principalmente del genero gotico, non disdegna però gli horror e i thriller.
Appena arriva in casa, viene catapultata nei ricordi d’infanzia. Quando era piccolissima, incontrò lì il fantasma di Orlando Trispét, una suora, durante una festa di compleanno, rivelando a tutto il paese che la tenuta è infestata da una “malumbra”. Anche se Filomena è l’unica che la vede, perché non solo è un’aspirante scrittrice di romanzi, ma è anche, e soprattutto, “una medium”. Ecco spiegata la sua passione per la letteratura gotica. Nei libri la protagonista trova le risposte alle sue numerose domande sui fantasmi e sui fenomeni paranormali.
I lettori appassionati di gotico sanno che se c’è una casa infestata da un fantasma, c’è anche un mistero da svelare. Quindi con un libro da scrivere, una casa da ristrutturare e un fantasma da stanare, che cosa potrebbe andare storto alla nostra protagonista?
In questo libro Marina Pierri mescola i capisaldi della letteratura gotica con la tradizione popolare pugliese, utilizzando anche atmosfere di film e serie tv, come Mercoledì di Tim Burton, e inserendo vari riferimenti nel corso della lettura (easter eggs). Uno su tutti:
Avevo sotterrato uno per uno tutti i miei denti da latte man mano che cadevano, e forse un giorno da quei dentini sarebbero nati dei draghi
omaggio a Shirley Jackson che potete trovare in Abbiamo sempre vissuto nel castello.
Come Dante si fece accompagnare nella Divina Commedia da Virgilio, dall’Inferno fino alla fine del Purgatorio, e Beatrice in Paradiso, così la nostra autrice sceglie le già citate scrittrici come guide spirituali che l’accompagneranno in questo libro, dandoci motivazioni differenti per la scelta. Mary Shelley è stata una ribelle; in un’epoca dove le donne dovevano sposarsi, sfornare figli e occuparsi della casa e dei balli, lei sceglie un’altra via. Scappa con Percy Shelley, che si era precedentemente sposato con un’altra donna, e insieme girano l’Europa in compagnia di altri celebri scrittori, quasi fossero una moderna famiglia allargata. Scrive Frankestein a soli 18 anni e Pierri la definisce così:
Mary non ha scritto il gotico. Mary è stata il gotico.
Shirley Jackson, invece, si sente in trappola nel ruolo di moglie, e la sua via di fuga e le sue piccole vendette personali sono le sue opere:
Quasi tutte le storie dell’orrore di Shirley allegorizzano l’orrore di essere donne.
In questo libro l’autrice affronta temi che da secoli affliggono noi donne e lo fa con ironia e audacia, con rabbia e ferocia, strappandoci un sorriso e una lacrima, dicendoci che noi donne per quanto paurose possiamo sembrare, nel momento del bisogno siamo coraggiose, anzi coraggiosissime. E soprattutto, non siamo mai sole.
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