- Autore: Qiu Xiaolong - Qui Xiaolong
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Marsilio
- Anno di pubblicazione: 2026
Dal 10 febbraio 2026 è in libreria per Marsilio Editore il romanzo - è riduttivo definirlo poliziesco - Compagni segreti (The secret sharers) di Qui Xiaolong, nella traduzione di Fabio Zucchella. Scrittore, poeta, traduttore nato a Shanghai, Qui Xialong dalla fine degli anni Ottanta vive e insegna letteratura cinese negli Stati Uniti. In questo episodio, il quattordicesimo della serie dedicata all’ispettore Chen, la ricerca di una persona scomparsa diventa l’occasione per tracciare un bilancio esistenziale, per confrontarsi con alcuni rimpianti e un passato che sanguina ancora. Sullo sfondo si staglia la sofferenza economica della Cina post pandemica tra corruzione, corruttela, malessere sociale, crollo del mercato e bolle finanziarie.
Venti milioni di yuan. Circa due milioni e mezzo di euro. È la cifra che un’immobiliarista di Shanghai offre a un private eye per rintracciare tal Xiaohui, detto X, cui sembra tenere molto. Pare fosse stato un astro nascente del mondo accademico, caduto in disgrazia nel 1989 dopo le proteste di piazza Tienanmen a Pechino, e che prima di sparire nel nulla si sarebbe messo a fare l’indovino nel Vicolo della Polvere Rossa:
Un uomo di mezza età con le tempie ingrigite era seduto per conto proprio su uno sgabello di bambù, accanto a una sedia di legno scuro. Steso sopra la seggiola c’era un rotolo di carta su cui c’era scritto: SI PREDICE LA FORTUNA DI UN CARATTERE A VOSTRA SCELTA. Sopra la testa dell’uomo uno striscione mosso dalla brezza dichiarava: L’INDOVINO DI POLVERE ROSSA.
Il vicolo è una colonna portante nell’universo narrativo di Qui Xiaolong, che gli ha dedicato anche una raccolta di racconti. Situato in pieno centro, è un luogo immaginario carico di tradizione. Un pugno nell’occhio per il governo, impegnato a trasformare Shanghai nella città del futuro con un’ambiziosa ristrutturazione urbanistica. Ma per le vecchie generazioni resta il modello degli antichi isolati residenziali, via via minacciati dalla speculazione edilizia. Qui le persone praticavano attività comunitarie, coltivavano legami stretti prima che gli interessi di partito si intrecciassero a quelli privati e le delazioni alimentassero il sospetto tra amici, parenti, vicini. La sera i suoi abitanti erano soliti riunirsi nel vicolo per sfuggire alla calura estiva o all’angustia delle loro abitazioni e chiacchierare del più e del meno, scambiare confidenze, darsi una mano in una gara di solidarietà. Ora il vicolo sembra un deserto tappezzato dalle telecamere di sorveglianza dall’effetto claustrofobico che nella Cina moderna costellano le città.
L’offerta è allettante per l’investigatore privato, che gli appassionati della serie conoscono bene. È Vecchio Cacciatore, un ex poliziotto che per arrotondare la pensione collabora part time con un’agenzia investigativa. Purtroppo la crisi economica ha ridotto la clientela. Il settore naviga in cattive acque perché, secondo il socialismo cinese, solo la polizia del popolo può aiutare i cittadini, tanto che il termine investigatore privato resta un tabù.
Per risolvere il caso chiede aiuto all’amico Chen Cao, che da ispettore capo della polizia di Shangai è diventato direttore dell’ufficio per la Riforma del sistema giudiziario, a conferma di quanto il motto latino “promoveatur ut amoveatur” non conosca latitudini. Sfrattato da una posizione chiave dell’organigramma e a riposo forzato, di tempo libero Chen ne ha fin troppo e accetta la proposta di buon grado. Più si addentra nella lettura del memoriale che l’imprenditrice ha messo a disposizione del detective per chiarire la natura del suo rapporti con X, più l’ex ispettore Chen scopre una rete di echi, parallelismi, corrispondenze tra la sua vita e quella dell’individuo da rintracciare:
Avvertì una sorta di misteriosa corrispondenza con l’invisibile X. Tanti anni prima quell’uomo studiava l’inglese in quel luogo [...] L’ex ispettore capo si soffermò, chiedendosi se per caso non si fosse trasformato in X, o se invece non fosse stato X a trasformarsi in lui.
E piano piano la catena di eventi che li accomunano o, se vogliamo, di yin e yan fuori sincrono si allunga.
La situazione richiama esplicitamente il racconto Il compagno segreto di Conrad, dove il capitano di un bastimento protegge contro ogni logica un naufrago misterioso che diventa il suo alter ego. Ma in questo romanzo la ricerca di sé stesso è molto meno ansiosa e disperata: a rimbalzare in un gioco di specchi sono la malinconia, la nostalgia, il pessimismo e l’etica dell’uomo d’onore che segna la rotta del protagonista.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Compagni segreti
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