A esequie avvenute
- Autore: Massimo Carlotto
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Einaudi
- Anno di pubblicazione: 2025
Trent’anni dopo il primo romanzo, l’Alligatore è tornato. Ma non è più lo stesso – e nemmeno noi lo siamo. In A esequie avvenute (Einaudi, 2025) di Massimo Carlotto, il detective più disilluso della letteratura italiana torna in scena con un carico di memoria, disincanto e nuove ferite da elaborare. Un ritorno necessario e maturo, che rilancia la storica serie con consapevolezza, senza cedere alla nostalgia, né alle scorciatoie della serialità ripetitiva. In quella che viene considerata la dimensione europea del noir, i personaggi invecchiano, e lo fanno insieme al loro autore e ai lettori, portandosi addosso le cicatrici del tempo e una nuova progettualità.
La trama – che qui non sveleremo nei dettagli per rispetto verso le tre sorprendenti svolte narrative che Carlotto gestisce in modo calibrato e funzionale, a conferma di una scrittura consapevole e ben costruita – si muove attorno un’indagine apparentemente semplice: l’amante moldava di Loris Pozza, il classico criminale dedito a truffe, fatture false e capitali da riciclare, è stata rapita e l’incarico di consegnare il riscatto è affidato a Marco Buratti, investigatore senza licenza, che coinvolge i suoi soci: Max la Memoria, l’analista del gruppo, amante della buona cucina e del buon bere, e Beniamino Rossini, uomo d’azione, violento se serve, ma con un rigido senso dell’onore, la cui missione è salvare giovani donne sottraendole alla tratta – i tre ora vivono insieme in una soleggiata e amena cascina tra viti e alberi di ulivo incastonata nei colli Euganei, in perenne ristrutturazione, immaginando un futuro diverso, senza più il coinvolgimento diretto in macchinazioni e malavita.
Nonostante il pagamento del denaro richiesto, la donna non viene liberata e il caso presto si dilata fino a coinvolgere le banche cinesi clandestine e, parallelamente, la mafia Ucraina e il lato più oscuro del Nordest, un territorio affetto da un’economia malata, dove la corruzione si è ormai fatta costume e il crimine non fa più scandalo, perché mimetizzato nella quotidianità.
Come spiegato dallo stesso autore in un recente incontro, questo non è solo un romanzo che racconta un’indagine. È un noir sociale dai risvolti politici, dove la vicenda è il pretesto per osservare e interpretare le trasformazioni del nostro presente. Il decadimento – che sia familiare, morale, sociale, politico o economico – così come l’associazione di poteri, si nasconde sempre dietro una facciata di legalità. Non ci sono supereroi, solo tre ribelli che cercano, caso dopo caso, di dare un senso a un mondo che non accettano; l’Alligatore, in particolare, è un perdente che usa le sue capacità al servizio di altri perdenti. In un paese dove spesso la giustizia si consuma fuori dalle aule dei tribunali, anche la verità è un concetto relativo, filtrato dalla prospettiva di chi indaga.
Carlotto, da sempre convinto che il noir debba descrivere le trasformazioni della società – e per farlo deve attendere che questo cambiamento avvenga –, ha saputo cogliere i nuovi segni di una criminalità al cui interno si trovano diversi “livelli culturali” e che ha la capacità di inserirsi facilmente nel tessuto produttivo. Un altro tema affrontato è il conflitto in Ucraina, che ha oscurato il dibattito sulla mafia di questo paese, che esiste ancora e fa affari con la tratta delle donne in fuga dalla guerra – una realtà che nel romanzo emerge con forza e indignazione. Tra i tanti personaggi femminili, spicca invece Virna, una figura autorevole con un ruolo determinante: prende in mano la situazione, mettendosi al servizio del dolore dell’Alligatore. Non è un semplice supporto narrativo, ma una presenza che ridefinisce gli equilibri emotivi e morali del trio di amici.
Sul piano stilistico, A esequie avvenute conferma il marchio di fabbrica di Carlotto: frutto di un processo di sottrazione che rende le frasi brevi e il ritmo veloce, la sua è una scrittura asciutta, precisa, musicale. E non è un caso se una vera e propria colonna sonora accompagna il romanzo: come nei capitoli precedenti, la musica, il blues, è il sottofondo di una storia che vive di tensione e insieme di malinconia. L’obiettivo è che il lettore si immerga in modo esclusivo nella vicenda, tanto da dimenticare tutto il resto.
Ci sono, inoltre, alcuni ritorni inaspettati: il Francese e Pellegrini, che tanti avevano finito per amare, i cui pensieri sono messi in risalto attraverso l’uso del corsivo, che ne sottolinea l’intimità e li distingue dal flusso narrativo principale. Un omaggio, certo, ai più affezionati, ma soprattutto un modo per chiudere cerchi rimasti aperti o, forse, per lasciare spiragli in attesa dei prossimi sviluppi. Perché se in passato si è pensato alla chiusura della serie, oggi è certo: l’Alligatore continuerà a camminare con noi. E questa volta non dovremmo aspettare otto anni per ritrovarlo.
A esequie avvenute non è solo il nuovo capitolo di una saga. È una riflessione lucida su un Paese che fa fatica a credere nella giustizia, su un sistema malato che rende il crimine parte del paesaggio e su tre uomini che, ostinatamente, continuano a non arrendersi.
A esequie avvenute. Una storia dell'Alligatore
Amazon.it: 17,10 €
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: A esequie avvenute


Lascia il tuo commento