In occasione del cinquantesimo compleanno di Tuttolibri de La Stampa, l’inserto culturale più longevo dei quotidiani italiani, il 1 novembre 2025 è uscito un corposo inserto che riassume i contenuti principali che in 50 anni di pubblicazione settimanale si sono alternati e hanno arricchito il patrimonio letterario del paese.
Sin dalla originale copertina, dovuta alla grafica di Andrea Bozzo, possiamo avere una panoramica sintetica dei nomi degli scrittori che in questo mezzo secolo hanno illustrato, colorato, descritto, identificato ciascuno a suo modo una stagione che parte dal 1975, ma va ancora più indietro nel tempo. Scrive Andrea Malaguti, direttore de La Stampa:
“Sarà anche un oggetto antistorico, il Libro, ma ha in sé tutta la potenza della trasmissione della storia, ed è per questo che ha ancora senso, oggi, per un quotidiano, portare in edicola tutte le settimane un supplemento dedicato ai libri... Sì perché i libri non sono un generico prodotto culturale, né soltanto un’occasione di dibattito, ma il minimo comune denominatore tra la vita accademica, il mondo della scuola e la cultura di un paese.”
Le pagine più belle di Tuttolibri de La Stampa, dal 1975 ad oggi
1975: si parte con l’intervista ad Alberto Moravia, che risponde al giornalista Furio Colombo:
“Ho cominciato a narrare prima di saper scrivere. Sono narratori Morante e Cassola. Bassani è scrittore” .
E ancora
“La libertà è una cosa molto Importante. Ogni giorno mi sveglio e penso: non c’è il fascismo.”
1976: intervista a Liala, così soprannominata da D’Annunzio, autrice di 70 romanzi, la più venduta in Italia, amata da casalinghe e docenti universitari.
1977: Graham Greene, “agente segreto della letteratura”, intervistato da Gaia Servadio.
1979: Italo Calvino, che ha appena pubblicato “Se una notte d’inverno un viaggiatore”, afferma che quando finisce un romanzo ingaggia una partita a scacchi con i critici.
1980: intervista a Jorge Luis Borges che spiega
“Possiedo tutti i libri del mondo ma non ho gli occhi per leggerli”.
1982: paginone per il mitico Gabriel García Márquez che rivela a Lietta Tornabuoni
“La verità è che scrivo romanzi perché ho bisogno di essere amato” .
In quell’anno Marquez è insignito del Premio Nobel per la letteratura.
Saltando qualche anno, eccoci al 2006, quando viene pubblicata un’intervista ad Ohran Pamuk che vince anche lui il Nobel. Dice lo scrittore turco che il suo è un corpo a corpo con la lingua turca, di cui ama gli arabismi e le contaminazioni.
Nel 2010 il premio Nobel va al peruviano Mario Vargas Llosa, ma un lungo ricordo viene dedicato allo scrittore americano William Faulkner, morto nel 1962. L’americanista Claudio Gorlier ne ricorda l’interrogativo fondamentale, “Il sogno americano: che ne è stato?” Il grande scrittore voleva un paese di umanesimo autentico in cui lo spirito contasse più del business.
2019: il grande successo di Valerie Perrin che dichiara:
“Preferisco cambiare la terra ai fiori perché ricrescano un anno dopo l’altro”
E finalmente eccoci ai nostri giorni. Intervista nel 2024 al futuro premio Nobel, l’ungherese László Krasznahorkai, che rispondendo alle domande di Federica Manzon afferma:
“Noi gente dell’Est siamo così attratti da un’idea disperata del mondo. Nei romanzi provo sempre a dissuadere i miei eroi dal capire come stanno le cose.”
50 anni di libri, di premi, di scrittori grandi.
Tra le donne troviamo un ritratto di Sibilla Aleramo (1984), Marguerite Duras, intervistata nel 1985, e la grandissima e amatissima Marguerite Yourcenar, che nel 1986 aveva 83 anni. La grande Vecchia che non amava parlare di sé rivela a Barbara Spinelli, in un salottino dell’hotel Ritz, a Parigi:
“È vero che viaggiare è un’esperienza umana fondamentale. Che la grandezza di Adriano o Zenone è nel loro essere ubiqui e meticci. Ogni viaggio è un atto di conoscenza. Anche il viaggio
in una stanza , o in una prigione.”
Una panoramica ricchissima di idee, pensieri, che nei 50 anni che ci hanno preceduto dimostrano l’importanza dei libri e della memoria di chi li ha scritti nella costruzione di un’umanità più ricca e consapevole dei valori di civiltà e bellezza.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: 50 anni di Tuttolibri de La Stampa: le pagine più belle dell’inserto culturale
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