Una storia sbagliata
- Autore: Giancarlo De Cataldo
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Einaudi
- Anno di pubblicazione: 2025
In Una storia sbagliata (Einaudi, 2025), Giancarlo De Cataldo torna a frequentare gli anni Settanta con quella lucidità che caratterizza la sua scrittura: non la nostalgia di chi guarda al passato con rimpianto, ma la fermezza di chi riconosce, nelle ombre di allora, i riflessi di un Paese che ha ancora molto da raccontare.
Nella Roma che fa da sfondo al romanzo, l’eroina, che va molto di moda in America e in Inghilterra, si sta diffondendo fra i giovani. Agli occhi dei tossici, ora che l’hashish si trova a fatica, la nuova droga ha due vantaggi: costa di meno e funziona di più.
Una giovane studentessa, Lucia Barrafranca, viene trovata priva di vita con una siringa nel braccio. Fra le sue cose, c’è anche un biglietto con un nome e un numero di telefono, che costringe il sostituto procuratore della Repubblica Gianfelice Agnello a convocare il vicecommissario della squadra Mobile Paco Durante. Trent’anni, capelli lunghi, giaccone sfrangiato di velluto, alto, profondi occhi neri, faccia tagliata nella pietra e un sorriso da canaglia che le donne trovano irresistibile, Paco racconta ad Agnello di aver incontrato la ragazza, iscritta a Filosofia, a un seminario di Diritto penale cui era stato invitato per illustrare i moderni metodi d’indagine. Si erano messi insieme, anche se a un certo punto avevano smesso di frequentarsi. La settimana prima si erano visti per caso e Paco le aveva dato il bigliettino con il suo nuovo numero di telefono.
Agnello è un uomo amareggiato perché, per la terza o quarta volta, è stato scavalcato dal solito collega lecchino e manipolatore nella corsa a un incarico meno oneroso e più prestigioso; è un ex mastino depresso che si è messo in testa di ripulire il mondo da tutte le schifezze e, a furia di incassare delusioni, si è guadagnato la fama di rompicoglioni e un’ulcera devastante, ma vuole trovare il responsabile della morte della ventiduenne. Durante, che con il sostituto procuratore ha sviluppato un rapporto, se non di amicizia, almeno di cordiale non belligeranza, è un uomo disilluso, dalla sensibilità acuta e un’intelligenza che non gli permette di accontentarsi delle verità ufficiali; intuisce che quel decesso non è semplicemente l’esito di un’abitudine autodistruttiva, ma l’inizio di un’indagine che affonda nelle viscere più oscure del potere, in cui emergeranno depistaggi, occultamento di prove e complicità insospettabili. La sua ostinazione silenziosa è, al tempo stesso, una virtù e una condanna: nel cercare la verità a tutti i costi, si deve scontrare con l’inerzia di apparati e di uomini di stato corrotti, figure potenti, spie, intellettuali schierati…
Non si tratta solo di scoprire chi ha ucciso Lucia, ma di affrontare la memoria e le ambiguità di una nazione. Una storia sbagliata richiama con chiarezza il noir storico e di denuncia tipico di De Cataldo, e non mancano echi dei suoi lavori precedenti, tanto sul piano tematico quanto su quello stilistico. Ritroviamo infatti, sullo sfondo, le stesse bande criminali pronte a consolidare il controllo del traffico della droga, il lato oscuro dello Stato, stragi e corruzione: temi che in questo libro, dove si mescolano cronaca, inchiesta ufficiale e ricerca personale, assumono una forma più condensata, ma non per questo meno affilata.
Il ritmo è serrato: i capitoli sono brevi ma incisivi, e mantengono alta la tensione senza mai sacrificare la profondità psicologica dei personaggi e la cura dei dettagli. L’azione si alterna a momenti di riflessione e a situazioni più “conviviali”, da salotto intellettuale. Anche la prosa mantiene un equilibrio raro: è precisa come un verbale e allo stesso tempo attraversata da un’energia emotiva che deriva da una memoria non pacificata. Senza rinunciare a una visione ampia, al rigore e alla profondità, De Cataldo ci consegna una storia più intima, raccolta, essenziale.
I personaggi minori – piccoli corrotti, spacciatori, vittime inconsapevoli, amici – non sono semplici comparse, ma frammenti di un mosaico che restituisce l’atmosfera di un’epoca in cui pochi erano davvero innocenti e i colpevoli rimanevano nell’ombra. In questo contesto, Durante diventa testimone inquieto e determinante: è il tramite tra il lettore e una verità scomoda, quella che molti preferirebbero lasciare sepolta. Il suo dilemma morale – se restare dentro le regole imposte, farsi da parte come molti gli suggeriscono, o rompere il velo di omertà – pone una questione morale e permette di riflettere sulla complessità di un periodo buio, con lo sguardo lucido di un narratore che conosce il crimine, la giustizia e la Storia.
Ecco il senso di quell’aggettivo nel titolo, “sbagliata”: perché racconta una vicenda che nasce già distorta; perché la verità ufficiale è comoda, parziale, costruita per evitare domande e proteggere interessi più grandi; perché è segnata da fallimenti istituzionali e morali; perché i protagonisti si muovono in un contesto opaco. Come racconta uno dei personaggi chiave, riferendosi a un tizio della Cia che aveva cercato di reclutarlo:
Noialtri mettiamo in campo un sacco di operazioni. Quasi tutte falliscono, e si chiamano complotti. Quelle che riescono diventano Storia.
De Cataldo sembra ricordare che è necessario confrontarsi con la complessità degli anni Settanta senza timori, consci del fatto che non si esaurisce certo nel fenomeno del terrorismo: la narrativa può offrire gli strumenti utili per muoversi tra le pieghe del passato, senza smarrirsi o sentirsi sopraffatti.
Una storia sbagliata
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