Una stanza per Momoko
- Autore: Chisako Wakatake
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Piemme
- Anno di pubblicazione: 2025
Una vita, dalla giovinezza in campagna, parlando una lingua con forte accento dialettale, all’arrivo a Tokyo, pieno di sogni e di grandi speranze, accontentandosi di lavori molto umili e di un alloggio a dir poco essenziale: questo ci dice nel suo racconto, davvero molto poetico, Momoko, una donna che ormai ha più di settanta anni e che, rimasta sola, rievoca la sua vita passata fra le pagine del romanzo di Chisako Wakatake Una stanza per Momoko (Piemme, 2025, trad. di Gaia Cangioli).
Aveva incontrato il grande amore della sua vita, Shuzo, "un cuore scandalosamente onesto, incapace di fingere, ed era proprio quello che Momoko amava in lui". Sposati, sistemati a Tokyo, la coppia avrà due figli, Naomi e Shojio: sembrava la perfetta felicità.
Shuzo era la patria che Momoko aveva trovato nella capitale. Una patria sostitutiva. Una persona troppo bella e troppo pura.
Eppure l’amato era morto. Morto. Ora, a quindici anni da quella perdita, con i figli lontani, con una salute non del tutto stabile, in totale solitudine, la donna sogna, riflette, ripensa. Avevano vissuto trentuno anni insieme, gli aveva dedicato tutta la sua vita, il suo amore, la sua dedizione.
Ci sono nel libro lunghi brani in corsivo, una sorta di monologo interiore nel quale Momoko riprende i ricordi, anche quelli meno gradevoli, quando si rende conto di aver voluto essere una donna moderna e invece si è ritrovata in uno stile di vita arretrato, piena di vergogna e con qualche risentimento. Momoko si interroga lungamente con onestà su cosa sia davvero l’amore, se lei abbia amato il suo uomo oppure se abbia solo idealizzato l’amore, trovandosi alla fine di fronte a uno sconosciuto di cui non capiva né intuiva i pensieri.
Questa donna ormai anziana parla a nome di tante donne, guarda la natura, immagina lo scorrere delle stagioni, ha un rapporto non sempre facile con la figlia Naomi, gelosa del fratello, e decide che uscendo dalla sua tana, dal suo rifugio che si è costruita con pazienza, una stanza tutta per sé come quella evocata da Virginia Woolf, potrà incontrare la vita che le sta sfuggendo. La lunga camminata verso la montagna, in solitudine, per visitare la tomba del marito sarà una prova molto simbolica alla quale Momoko si sottopone con eroica fatica, sperando di scoprire un senso al dolore che sta provando, dopo che si è storta una caviglia. Il ricordo della nonna e la visita della nipotina Sayaka, le ridanno il senso dell’esistenza.
Una vita di valore inestimabile, che mi avete tramandato di mano in mano, una vita che è come un miracolo. L’ho vissuta come dovevo?
con questa domanda si chiude il libro di Chisako Wakatake, un piccolo romanzo vincitore in Giappone di un premio significativo, nel cui personaggio femminile così ben costruito, così poetico, sensibile, molte donne anche occidentali potranno riconoscersi.
Una stanza per Momoko
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Una stanza per Momoko


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