Una fratellanza inquieta. Donne e uomini di oggi
- Autore: Nadia Fusini
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Donzelli
- Anno di pubblicazione: 2018
Questo pamphlet di Nadia Fusini sembra più attuale che mai; ma in alcuni passaggi la scrittrice ci ricorda che la guerra dei sessi non dà ancora importanza all’orientamento sessuale, piuttosto a una tregua, e infatti il saggio ha come titolo Una fratellanza inquieta. Donne e uomini di oggi (Donzelli, 2018).
Un libro che, nella prefazione scritta da Fusini stessa, ha il merito di renderci più consapevoli. Ma l’autrice non è contenta, lo riscrive, toglie alcune frasi che sanno di sentimentalismo. Questo non le impedisce di scrivere come diceva sua madre: "È la donna che fa l’uomo". Le donne hanno sopportato il giogo maschile per secoli, ma Fusini proprio non se la sente di dire che ormai è una questione obsoleta. Le differenze ci sono ancora, e così pure i rimpianti: se soltanto alla donne, nel tempo, fosse stato meno complicato studiare, se ci fossero stati meno pudori con l’altro sesso e da ultimo, sulla scia di scrittrici dell’ottocento, meno invidie e gelosie tra ragazze, con la motivazione che bisognava trovare un marito che non le facesse mancare di niente sul versante economico.
Solo nel Novecento, nei paesi occidentali, le donne presero coscienza di loro stesse. Le donne russe ai tempi del comunismo sovietico capirono quanto era faticoso lavorare in fabbrica, insieme o senza uomini. Le donne europee e americane capirono che una casa pulita, dei figli studiosi e il rispetto del marito potevano non bastare, ma era già abbastanza. Arrivò il diritto di votare, di fare volontariato, di buttarsi in politica come futuri ministri o primo ministro. Restavano errori e un corpo totalmente diverso da quello maschile. Sangue rappreso sulle gambe, la possibilità per quasi tutte di procreare, che chi nasce ha spesso la testolina rossa di sangue, sono avvenimenti di secoli che mettono talvolta gli uomini in grande difficoltà. La madre dell’autrice diceva che ci vuole una donna per fare un uomo e non sbagliava, e poi scrive:
In fondo anche il "bambino", sua maestà il bambino, lo chiama ironicamente Freud, è una invenzione ottocentesca. E altrettanto borghese e repressiva l’idea che l’infanzia dovesse coincidere con l’età dell’innocenza, di una angelicata, edenica ignoranza - idea che Freud smonterà.
I bambini hanno già la capacità di sedurre, ma non lo sanno, oppure la seduzione la usano per avere un altro giocattolo. Sono misteri che non andrebbero svelati. E le ore di educazione sessuale a scuola a chi hanno giovato? Siamo sicuri che gli istruiti sul sesso sono più felici, consapevoli? L’erotismo è un mistero e tale dovrebbe rimanere, perché in caso contrario diventa un atteggiamento laido che spinge gli uomini e non le donne ad approfittarne, ma in modo mostruoso, tanto che il romanzo Lolita di Vladimir Nabokov diventa un libro senza nessun appeal.
Fusini scrive dopo il femminismo del 1977, che dava solo alle donne il diritto di procreare e di abortire, senza dare conto a eventuali compagni e mariti lo trova paralizzante, senza nessuna carica eversiva. Il futuro dovrebbe mettere fine a liti e scaramucce, per trovare in uno spazio di comunità uomini e donne che si trattano in modo fraterno, amichevole. Ma è un processo lungo, irto di ostacoli. E infatti le persone che hanno maggiore potere in questa travagliata attualità sono maschi bianchi, con una mentalità predatoria e carichi di armi, come chi li governa. Ma i pamphlet come questo della Fusini sono importanti, perché danno un briciolo di speranza per gli uomini e le donne del futuro.
Una fratellanza inquieta. Donne e uomini di oggi
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