Un tempo senza storia. La distruzione del passato
- Autore: Adriano Prosperi
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Einaudi
- Anno di pubblicazione: 2021
Negli ultimi tempi stiamo assistendo a un preoccupante fenomeno trasversale, che si verifica a tutti i livelli e sta guadagnando terreno in modo subdolo e strisciante: l’accantonamento della storia. Siamo sempre più convinti che il ricordo non serva e che, anzi, sia solo un’ancora che ci tiene legati al passato impedendoci di spiccare il volo verso un futuro pronto a essere riscritto da zero. Le scuole, università comprese, diventano sempre più “tecniche”, e spesso i ragazzi si sentono addirittura sconsigliare lo studio in favore di percorsi più orientati all’immediatezza e alla praticità. Le varie commemorazioni vengono guardate come celebrazioni formali di eventi passati, ma pochi si fermano a riflettere sul loro vero significato. Insomma, malgrado la rivoluzione della svolta culturale abbia strappato la storia al suo groviglio di date e battaglie per rinnovarla attraverso la multidisciplinarietà (della quale la scuola degli Annales è stata la principale fautrice), oggigiorno molti vorrebbero addirittura cestinarla. Non è però un fenomeno nuovo, come Adriano Prosperi ci spiega in questo breve ma incisivo saggio, Un tempo senza storia. La distruzione del passato (Einaudi, 2021).
Il popolo tedesco, notoriamente, non gradisce parlare della Seconda Guerra Mondiale: questo è il primo argomento affrontato da Prosperi in questo libro. Le orribili immagini di distruzione e morte sono ancora nella loro mente, ma le loro labbra non esprimono niente che abbia a che vedere con esse. Spesso si pensa che il motivo per questa sorta di omertà sia semplicemente la vergogna: si ritiene che il solo pensare al proprio popolo come a quello che ha causato tante sofferenze a un numero incredibile di esseri umani sia talmente infamante da far morire sul nascere ogni discorso. Prosperi, dal canto suo, affronta il problema da un’altra prospettiva: ritiene che l’accantonamento, anzi, la vera e propria distruzione della memoria non sia altro che un effetto dello spirito di sopravvivenza.
A questo proposito porta l’esempio della cassiera di un cinema che, subito dopo un bombardamento, “ripuliva” l’entrata dell’esercizio dai cadaveri, impegnandosi per riuscire a liberare il sito prima dell’inizio del primo spettacolo. Ci è difficile, per nostra fortuna, immaginare che cosa si agiti nella testa di una persona che riesce a estraniarsi così tanto dalla realtà da proseguire con una vita “normale” anche in mezzo alla morte e alla distruzione, ma possiamo capire che l’autoprotezione sia la molla che fa scattare un comportamento così anomalo. Quello che, però, dobbiamo assolutamente tornare a comprendere è che la negazione è il primo passo verso la ripetizione degli errori del passato: intolleranza, antisemitismo e tutto il triste corredo.
Prosperi paragona la trasmissione della storia al lavoro dell’archivista, che, tramite lo strumento dello scarto, decide quali documenti debbano essere conservati e quali siano invece inutili, da gettare per non intasare inutilmente l’archivio.
Forse l’oblio fa organicamente parte del racconto della storia
ipotizza. Ipotesi, in realtà, plausibile.
Tre capitoli formano Un tempo senza storia. La distruzione del passato: i primi due dedicati alle intermittenze della memoria (si parla in particolare della Seconda Guerra Mondiale) e alle intermittenze della storia, con i suoi passi avanti e il suo tornare sui suoi passi; il terzo fa invece un excursus sulle teorie dei principali pensatori che si sono espressi in merito. Completa il tutto una postilla scritta durante il Covid, che ci dà un quadro ancora più attuale della situazione.
Un tempo senza storia. La distruzione del passato
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Un libro perfetto per...
A chiunque voglia riflettere: la storia riguarda tutti noi.
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