Un eroe del nostro tempo
- Autore: Lermontov
- Genere: Raccolte di racconti
- Categoria: Narrativa Straniera
La letteratura russa, pur essendo nata in una terra fredda, trasmette emozioni calde. E annovera scrittori e poeti di notevole levatura, noti e meno famosi. Tra questi ultimi vorrei ricordare Lermontov, nato nel primo Ottocento e, insieme a Puskin, iniziatore del Romanticismo russo.
L’autore già nella sua vita è un eroe romantico: figlio di una borghese caucasiana e di un nobile russo, fin dai primi anni dovette destreggiarsi tra la nonna paterna pietroburghese e la famiglia della madre di estrazione modesta. Insofferente del freddo della capitale, amò molto il Caucaso, terra non del tutto russa e soprattutto con caratteri autentici. Tra il 1830 e il 1840 scrisse poemi, drammi e raccolte di racconti, tra cui Un eroe del nostro tempo.
Scritto tra il 1838 e il 1840, è un libro costituito da otto novelle collegate tra loro dal personaggio Pecorin, un tipico eroe russo, forte e indolente, romantico e cinico. Nella prima, Bela, Pecorin non compare direttamente ma viene raccontato da Maksim Maksimovic, suo amico e viandante incontrato per la strada. Sono entrambi diretti verso il Caucaso di cui viene data una descrizione molto vivida; nulla a che fare con la luce nordica di Pietroburgo, che viene vista come una realtà fredda e ostile. Maksim racconta al viandante la vicenda di Pecorin che, durante un soggiorno presso un accampamento cosacco, riceve come dono la figlia del capo, Bela. La seduce e la ragazza, giovane e inesperta, si innamora di lui, ma Pecorin se ne stanca e la rifiuta causandone la morte.
Nella seconda novella, dal titolo Maksim Maksimovic, l’interesse è su questo personaggio che presenta al viandante Pecorin, confermando l’opinione di un uomo sfuggente e insicuro. Non c’è trama, ma solo impressioni e sensazioni, diversamente dalla successiva, Tamen, in cui Pecorin diventa protagonista incontrando in un villaggio caucasiano un cieco che cerca di nascondere un traffico losco e una bella contrabbandiera che si presenta a lui nella veste di una silfide, sfidandolo e deridendolo come in un capriccio settecentesco tardivo.
Risuta interessante come il personaggio maschile attraversi la vita in modo distaccato e sognante, un’ombra più che un essere umano: rappresenta l’essenza della vita che non può essere fermata da nessuna forza. Particolare è il quarto racconto, La principessina Mary, in cui Maksim Maksimovic riceve il diario di Pecorin che tratta del suo soggiorno in una località termale, in cui incontra la principessina Mary, legata all’amico Grisenka. Il protagonista, invidioso di un amore puro, la fa innamorare per poi respingerla. Si tratta di una novella molto lunga che approfondisce diversi personaggi come Grisenka e la stessa Mary. L’ambientazione è realistica e le descrizioni vivide anche nei dettagli. Ad esempio la scena del duello è raccontata in modo oggettivo e senza fronzoli, come se per una volta il protagoniste vedesse la realtà nella sua interezza. La novella ha dato l’ispirazione al film di Sautet "Un cuore in inverno", incentrato su un uomo anaffettivo.
Più profonda, a mio giudizio, è Un fatalista, novella nella quale alcuni ufficiali discutono sul tema della predestinazione con conseguenze tragiche. L’atmosfera è cupa, il finale sembra già scritto all’inizio.
Gli altri racconti hanno un carattere diverso. Non c’è più “l’eroe del nostro tempo”, Pecorin, ma il primo è una descrizione del carattere degli abitanti del Caucaso, insofferente del dominio russo e con una loro fierezza. Lermontov, da buon romantico, non ha timore di descrivere l’inquietudine nella novella Stoss, dove è presente un uomo che abita in una soffitta, sente dei rumori sospetti e si trova ad affrontare uno spettro e un fantasma di donna bellissima che gli sfugge benché lui la desideri. Come si conviene a un racconto gotico, il finale è aperto.
L’ultimo racconto, Mosca, è un bozzetto che descrive la città e la sua bellezza in un paesaggio invernale.
Che dire di Lermontov? L’inventore del romanzo psicologico russo con una vita romantica. A 27 anni nel 1841, per una donna, l’autore incontrò la morte in duello, rimanendo insepolto per un giorno intero. Nessun prete lo aveva benedetto.
Un eroe del nostro tempo e altre prose
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Un eroe del nostro tempo


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