- Autore: Virginia Evans
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Rizzoli
- Anno di pubblicazione: 2026
“Il romanzo rivelazione dell’anno” recita la fascetta del libro di Virginia Evans Tutte le mattine di Sybil, appena pubblicato in Italia da Rizzoli (2026, trad. di Giuseppina Oneto) ma che è già divenuto un bestseller attraverso il passaparola dei lettori. Mi è piaciuto molto, l’ho letto con particolare attenzione soprattutto per l’inevitabile identificazione anagrafica.
Sybil Van Antwerp, nata Stone, scrive lettere da sempre. La storia parte dal 2012 e si conclude nel 2022: dieci anni in cui la settantenne protagonista comincia a raccontare, attraverso lettere che scrive a mano, usando una carta da lettere che compra in Inghilterra, l’intera sua vita. Le lettere sono inviate a suo fratello Felix che vive in Francia, alla figlia Fiona che abita a Londra, alla cognata amica Rosalie, ad un giovane corrispondente con cui ha iniziato un’amicizia insolita, Harry Landy, agli scrittori che più ama, soprattutto Joan Didion.
Troppe sono le relazioni epistolari che nel corso degli anni attraversano la vita di Sybil, che non si allontana dalla sua bella casa di Annapolis, Maryland, poco lontana da Washington. Malgrado l’età che avanza e il pericolo di perdere a breve la vista, Sybil continua a ricevere inviti da uomini che la corteggiano, visto che lei è sola da trent’anni: suo marito Daan, di cui conserva il cognome, è tornato in Belgio, sua patria d’origine, dopo la tragica morte per annegamento del loro secondogenito, un bambino di nove anni, tragedia che ha sconvolto la loro esistenza.
Sybil ha avuto una vita professionale di successo, lavorando in coppia con un giudice, ha trascurato forse la famiglia, ma ora, avviandosi agli 80 anni, rivede la sua vita e le scelte fatte. Un bilancio che la porta a rivedere il suo rapporto freddo con la figlia Fiona e anche con l’ex marito Daan. Una lucidità di autocritica, di giudizi, di ripensamenti, ma anche la consapevolezza di poter ancora vivere nuove esperienze affettive da anziana, con quanti la circondano e la stimano.
Molte pagine del libro mi hanno incantato; mi sono trovata a condividere opinioni e sensazioni che l’autrice, che pur scrive da molto, ha messo in un romanzo particolare con profonda empatia attraverso il suo personaggio. Un esordio nella narrativa,che mi sembra avvicini questa scrittrice a certe pagine di Elizabeth Strout e alla stessa Joan Didion, che compare come destinataria ma anche autrice di risposte in questo epistolario d’eccezione.
"Una lezione magistrale su come esprimere a parole la fragilità umana” scrive “The Irish Times”, e confermo: non si poteva dire meglio.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Tutte le mattine di Sybil
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