- Autore: Giorgio Albertini
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Newton Compton
- Anno di pubblicazione: 2024
Odino, “il padre di tutto”, il generatore degli dei, con la moglie Frigg, regina di Asgard. Thor, dio del tuono e del fulmine, nato dall’unione di Odino con la dea Jord, la terra. Freyja, nume della fertilità. Loki, l’ambiguo figlio dei giganti, cooptato nel pantheon religioso norreno-germanico. Se ne parla nel libro di Giorgio Albertini Tra giganti e valchirie. Miti e leggende nordiche, in prima edizione a novembre 2024, nella collana I volti della storia della casa editrice romana Newton Compton (224 pagine).
Otto i capitoli, nelle tre parti in cui è diviso questo bel lavoro dell’archeologo, disegnatore e autore milanese: introduzione alla mitologia nordica; gli dei principali; geografia e creature mitologiche; miti di creazione e fine del mondo; eroi e leggende; riti e culto; le varianti della mitologia nordica; influenza nella cultura moderna.
Classe 1968, dopo gli studi di storia medievale alla Statale di Milano ha partecipato a campagne di scavo con istituzioni e università europee, dedicandosi all’archeo-architettura e alla restituzione grafica di siti archeologici. Alterna l’attività d’illustratore scientifico presso case editrici, università, musei italiani e stranieri a quella di saggista, sceneggiatore e scrittore. Da sempre appassionato di fumetti, ha realizzato Chronosquad, graphic novel, nel 2017, per l’editore francese Delcourt (5 volumi) e in Italia per Panini. Nel 2018 è stato scelto dalla casa editrice belga Casterman per disegnare il nuovo volume della serie a fumetti Alix: Veni Vidi Vici. Tra gli ultimi libri, I giorni che hanno cambiato la Storia d’Italia (2016), Leonardo Da Vinci, il rinascimento dei morti (2019), Alle radici della guerra (2024), tutti per Newton Compton Editori.
Quello che mi interessa sono la Storia e le storie; mi interessa raccontarle, mi interessa disegnarle.
Da conoscitore ed efficace divulgatore del pensiero dei popoli antichi del Nord Europa, Albertini invita innanzitutto a prendere le distanze dall’oleografia caricaturale e scontata di quelle genti e di quelle divinità, derivata soprattutto dal cinema, con la complicità del piccolo schermo. Questo libro fa per voi, scrive, se immaginate dei barbuti con gli occhi spiritati, lunghi capelli biondi coperti da elmi metallici cornuti, fisici oliati da culturisti coperti di pelli di lupo e calzanti doposci pelosi. È su misura, ma all’inverso: serve a “scalzare questo immaginario”. Lo stesso se ci si figura dee sensuali eccitanti, rivaleggianti in capigliature intrecciate e perfino muscoli scolpiti con i corrispettivi maschili, dai quali si distinguono per i décolleté da maggiorate, stretti in bikini metallici, nonostante il ghiaccio circostante.
È il caso di rivedere il cliché convenzionale (mai adottati elmi cornuti!) che vuole il mondo nordico vagamente vichingo, innevato e ghiacciato (questo invece è oggettivo); basta farsi guidare dall’autore alla scoperta di ciò che i popoli antichi della lontana Europa del Nord hanno cercato di dire di sé, attraverso i loro miti e divinità. In vari momenti storici (nel Neolitico, nell’Età del Bronzo, nel VIII secolo con i Germani, nel Medioevo con i Norreni), numerosissime generazioni hanno strutturato pensieri, in modo talvolta conflittuale, per raccontare la propria realtà e percezione del creato, tangibile o intangibile. Delle antiche genti del Nord (termine generico ma necessario per brevità), “queste pagine cercheranno di mostrarvi” quanto immaginavano del divino: uno dei più affascinanti e complessi sistemi di credenze della storia umana. La mitologia sviluppata nell’Europa settentrionale, continentale e insulare è giunta fino a noi arricchendosi via via di contenuti, leggende e simboli che hanno plasmato profondamente la cultura e l’identità di quelle terre, abitate da popoli scandinavi e anche germani, che a loro volta si distinguevano tra tribù germaniche orientali (Goti, Burgundi) e occidentali, più vicine al mondo romano (Batavi, Catti, Suevi). È fondamentale tenere presente che i miti nordici non sono soltanto un insieme di storie fantastiche, semmai un riflesso delle credenze, valori, paure ed etica religiosa di genti antiche a stretto contatto con una natura selvaggia, imprevedibile, dominata dagli elementi naturali, cui venivano attribuite caratteristiche divine e incarnazioni.
I Vichinghi - gruppi di navigatori e guerrieri del Nord non esattamente sintetizzabili in una nazione - esploravano nuovi territori, commerciavano e si scontravano con popoli differenti, “seminando” le proprie tradizioni e credenze. Le incursioni vichinghe, dalla seconda metà del Settecento, ebbero un impatto sulla diffusione e trasformazione di queste credenze nelle isole dell’Europa del Nord, in Scozia, nell’Irlanda, nelle Orcadi. È durante l’era vichinga che molti miti e saghe norrene sono stati tramandati in forma prima orale, poi scritta. Specie in Islanda, convertita al cristianesimo solo verso l’XI secolo, la tradizione venne portata avanti dagli scaldi, poeti trascrittori di miti e poemi epici che oggi rappresentano una delle principali fonti di conoscenza della mitologia nordica. Generalmente, le raccolte prendevano il nome di “Edda”, testi anonimi tanto in prosa che versi.
La mitologia norrena ha esercitato per secoli un fascino irresistibile su grandi e piccoli, è transitata attraverso la letteratura ed è esplosa nei media, in particolare cinema e televisione, nei quali i suoi temi e personaggi sono continuamente reinventati e rielaborati, per avvicinarsi al pubblico contemporaneo. Decisamente, il momento chiave può risalire al 1800, quando il Romanticismo portò anche i miti del Medioevo sotto i riflettori culturali. Gli esempi? Wagner nella musica, in quel secolo, Fritz Lang, nel cinema degli anni Venti e Tolkien nella narrativa.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Tra giganti e valchirie. Miti e leggende nordiche
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