Tecniche miste di trasformazione
- Autore: Matteo Auciello
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2025
Chi ha letto o ascoltato le idee dei brigatisti rossi si rende conto che tutti i borghesi gambizzati o le gioiellerie prese di mira per autofinanziamento sono cose lontanissime da noi. Un’altra realtà parallela. La parola "proletariato" era in tutte le nefandezze di questi vigliacchi brigatisti rossi, che volevano il paradiso degli operai, tutti con lo stesso salario: un’assoluta mancanza di ironia e di profondità. Solo se venivano intercettati dalla polizia cambiavano modo di parlare, e gli agenti non erano le forze dell’ordine per loro, ma neofascisti da togliere di mezzo, istituendo una questura proletaria.
Poi, se le racconta Matteo Auciello queste storie, che ha la mano felice e scrive divinamente, siamo di fronte a un piccolo capolavoro, intitolato Tecniche miste di trasformazione (Il ramo e la foglia edizioni, 2025).
L’ironia di Auciello è ispirata dalla distanza temporale dei fatti, è evidente, ma non è mai in cattedra. Con le storie parallele di Nicola, Enrica, Igor, Salvatore, Michele e Monica, più di dittatura del proletariato, ci sembra di leggere la versione kitsch e "barbarica" delle Affinità elettive di Goethe.
Nicola, psicoanalista, ha un debole per Enrica, a suo modo un’eroina spezzata, che si innamora di Michele perché si sente migliore di lui, ma non lo può esplicitare e va in analisi da Nicola, che di suo farebbe rizzare i capelli in testa a Freud, essendo preso d’amore per Enrica. Ma ama anche Monica. Igor crede nella dittatura degli ultimi contro la borghesia cinica e bara; ma c’è un sovvertimento dei sensi, come il titolo di un libro del grandissimo Stefan Zweig, dove la rivoluzione brigatista sembra meno importante della confusione dei sentimenti.
La casa, che avevano preso su una montagnola Igor, Salvatore, Michele - colpito da un colpo mentre rubava - ed Enrica, sembrava impraticabile per gli altri, brigatisti compresi. Loro aspettano sempre qualcuno, nel merito un dottore "fiancheggiatore" che dovrebbe tentare di salvare la vita al ragazzo che ha una pallottola nel suo corpo. Si ha quasi l’impressione che Michele con la febbre alta è stato sempre in quel letto, che Salvatore si ritrova a fare scherzi cretini perché è scemo e pericoloso, avendo nella sua povera zucca l’idea che Enrica potesse fare sesso con lui, anche come passatempo. Nel frattempo Igor apprezza le doti della ragazza e si chiede perché è finita in quel guazzabuglio. Ma poi lo esprime in questo modo:
Siamo guerriglieri, è lotta armata clandestina. Abbiamo armi, spariamo. Michele si è beccato una pallottola, sapeva che sarebbe potuto accadere. Siamo guerriglieri, Enrica, non torniamo indietro.
Dopo l’ennesima tiritera, la ragazza gli dà del "fottuto pazzo".
Auciello scrive un romanzo che fa venire voglia ad alcuni lettori di capire meglio la lotta armata, mentre i più critici troveranno un po’ angusto interessarsi solo di poche persone che volevano cambiare il mondo con gli slogan. Non finirò mai di ripetere la bellezza della scrittura dell’autore, che è bravo pure a scrivere la bruttezza dell’italiano dei brigatisti.
Tecniche miste di trasformazione
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