- Autore: Elena Magnani
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Giunti
- Anno di pubblicazione: 2026
Giunti edita Spuma di mare. La saga della famiglia Mazzeo (2026), sequel di Mare avvelenato. La saga della famiglia Mazzeo (2024) di Elena Magnani, già autrice del romanzo d’esordio La segnatrice (Giunti 2022). La scrittrice è nata a Genova ma vive da anni in alta Garfagnana.
Eppure, finiva per cercarli ancora, perché c’era qualcosa in tutti loro che la attraeva come una vertigine.
Roma, 1912. Nella Capitale del Regno, l’adolescente Mimma, cresciuta tra le mura del convento romano, dopo aver lasciato una Messina devastata dal terremoto, aveva conosciuto una banda di ragazzi capitanati da Alessandro. Per la ragazzina quella banda rappresentava la libertà e la sete di vivere. Alessandro era il capo e tutti loro dovevano obbedirgli. Lei non amava essere comandata, ma lo lasciava fare pur di stargli accanto. Con lui Mimma sarebbe scivolata in un gioco sempre più audace di segreti e silenzi, finché un evento drammatico non avrebbe spezzato l’equilibrio fragile per sempre.
Sullo sfondo l’Urbe, che, per Mimma, Roma era una città dai due volti. Da un lato i signori eleganti ai tavolini dei caffè che parlavano di affari e politica, dall’altro gli uomini impolverati di calce che tornavano dai cantieri, le donne curve sotto le sporte della spesa, i carretti che ingombravano le strade. Una città che cresceva e brillava, ma sempre divisa tra chi la abitava in grazia e chi la costruiva.
Tornano gli indimenticabili personaggi del primo romanzo della saga, iniziando dal più cupo e controverso, Tomaso Mazzeo, uno spirito “tintu”, malvagio, un fascinatore, perché quando era nato aveva soffocato il gemello con il cordone ombelicale. La profezia della levatrice aveva fatto centro. In pochi anni il patrimonio dei Mazzeo era andato perduto e, insieme alla ricchezza, l’onore e il rispetto. Il padre e lo zio avevano scelto di diventare onesti e di buttarsi alle spalle un’eredità che consideravano scomoda. Tomaso sentiva invece di possedere talento per quegli affari che si facevano di notte, lontano dalla legalità. Credeva di avere quell’acutezza, che ricordava nel nonno, discendente di una famiglia di ladri e truffatori. Così, dopo la morte del padre e dello zio, si era imposto di proteggere i suoi cari e ridare a tutti quello che, secondo lui, si meritavano. Perché la fame e il freddo erano due mostri che lo mordevano dentro e non voleva che si cibassero anche dei suoi affetti. Ma l’incontro di Tomaso con Petra aveva cambiato il corso del destino di questo uomo tormentato.
Spuma di mare parla di noi, della nostra storia, di quel primo conflitto mondiale carico di dolore e morte. Elena Magnani ha abituato il lettore a narrazioni potenti, a tinte forti, come già accaduto ne La segnatrice, che ha conquistato critica e lettori.
Ti piace SoloLibri?
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Spuma di mare
Lascia il tuo commento