- Autore: Filippo Pace
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2025
Il saggio Sergio Leone: mito e poesia di Filippo Pace (Condaghes, 2025) rappresenta un contributo di rara originalità nel panorama degli studi dedicati al grande regista romano, distinguendosi per l’audacia interpretativa e per la qualità della scrittura, che si rivela tanto appassionata quanto rigorosa.
Con un approccio tematico innovativo, Pace riesce a illuminare aspetti finora trascurati della filmografia leoniana, come l’atto del mangiare, la centralità della bocca, la rappresentazione del corpo e la carica psicanalitica dell’Indio, restituendo una lettura densa di significati che interseca mito, storia e poesia con sorprendente efficacia. La scrittura di Pace, calda e lucida al tempo stesso, fonde con naturalezza il rigore analitico con la forza evocativa del racconto personale, regalando al lettore un’esperienza di lettura coinvolgente, capace di rivelare quanto di universale e intimo si cela nel cinema di Leone.
Come sottolinea Aldo Maria Morace nella sua raffinata prefazione, il testo nasce dall’elaborazione di un lutto e diventa un vero e proprio atto votivo, un dono segreto al padre attraverso il culto condiviso per Leone, ma anche – e soprattutto – un affascinante viaggio saggistico capace di svelare con chiarezza e profondità la funzione mitopoietica del cinema leoniano. L’autore dimostra una padronanza critica notevole, con letture psicoanalitiche e simboliche sempre misurate, mai pretestuose, che evidenziano con grande intelligenza il rapporto profondo fra mito e storia, fra corpo e violenza, fra memoria e regressione.
Originalissima è la chiave di lettura che associa la fase orale alla pulsione di morte, tracciando una linea coerente e potente lungo tutta la filmografia di Leone, dalla trilogia del dollaro fino a C’era una volta in America, interpretata come un’allucinazione nostalgica generata dall’oppio, simbolo di una memoria infantile perduta e irripetibile.
L’opera di Pace si colloca così tra i contributi più significativi degli ultimi anni, anche per la sua capacità di intrecciare suggestioni letterarie (da Verga a Tomasi di Lampedusa, da Borges a Montale) in un dialogo continuo e fecondo con il cinema, offrendo un modello di analisi che è insieme personale e universalizzabile, critico e poetico. Il volume, che ha nella prefazione di Morace un prezioso viatico interpretativo, non si limita a rileggere Leone, ma lo rinnova e lo restituisce al lettore e allo spettatore con una forza interpretativa nuova e necessaria.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Sergio Leone: mito e poesia
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