- Autore: Maryline Desbiolles
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Bompiani
- Anno di pubblicazione: 2026
Il 1° maggio si celebra la Festa del Lavoro (o Festa dei Lavoratori), una ricorrenza internazionale istituita per ricordare l’impegno, le battaglie e i diritti dei lavoratori. È una giornata festiva nazionale in Italia e in molti altri paesi, nata alla fine dell’Ottocento per rivendicare condizioni di lavoro più giuste, come la riduzione della giornata lavorativa a otto ore. La data fu scelta nel 1889 per commemorare le lotte sindacali e gli operai di Chicago (i fatti di Haymarket del 1886), che subirono dure repressioni durante le proteste per la giornata lavorativa di 8 ore.
Per celebrare questa ricorrenza si consiglia la lettura di Sciopero (Bompiani, 2026, pp. 144, titolo originale Il n’y aura pas de sang versé, traduzione di Federica Merati), romanzo della poetessa e scrittrice francese Maryline Desbiolles, che narra la storia del primo sciopero femminile, avvenuto nel 1869 a Lione, tra le "ovalistes" (lavoratrici della seta) e i proprietari della fabbrica in cui lavoravano.
Le ovaliste o organdine applicavano trattamenti preparatori al filo di seta grezza all’uscita dalla filatura al fine di renderlo idoneo alla tessitura (l’ovale era la parte centrale del mulino da loro supervisionato), attività chiamata anche fresatura. Le ovaliste erano giovani donne reclutate dalla vicina campagna di Lione o immigrate italiane. Venivano pagate 1,40 franchi per un turno di 12 ore, lavorando nel rumore delle attrezzature e nell’umidità. Erano alloggiate in stanze spesso antigieniche e sovraffollate. A causa delle loro condizioni di lavoro spesso morivano di tubercolosi.
Nell’estate del 1869 le ovaliste iniziarono a far valere le loro richieste. In particolare, quello dell’aumento del salario da 1,40 franchi a 2 franchi al giorno. Per un lavoro equivalente, gli uomini ricevevano uno salario di 2 franchi al giorno. Chiesero una riduzione dell’orario di lavoro di due ore al giorno.
Le quattro protagoniste del volume parlano in prima persona rendendo la trama ancora più coinvolgente e significativa. Toia viene dalle Langhe: per lei la Francia è dall’altra parte del mondo, e l’impegno di tre anni in fabbrica un’occasione imperdibile ma anche un doloroso strappo rispetto alla vita di prima. Rosalie ha un segreto, un bambino nato da una violenza: la sua fatica è tutta per lui, per pagare le spese del mantenimento lontano da lei. La piccola e grintosa Marie arriva dai monti dell’Alta Savoia, e quando l’orrore del quartiere in cui vive la opprime si chiude in sé stessa. Infine Clémence, che ha perso la sua compagna di stanza, Suzette, per emorragia da parto, e cova una rabbia profonda. In comune hanno l’impegno quotidiano e l’ambizione di cambiare vita.
Poco meno di 150 attualissime pagine dal ritmo stringente per raccontare, attraverso quattro voci, la giusta rivendicazione dei diritti e il desiderio di un legittimo riscatto.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Sciopero
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