- Autore: Richard Overy
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Einaudi
- Anno di pubblicazione: 2025
Pioggia di distruzione. Tokyo, Hiroshima e la bomba (Einaudi, La Biblioteca, 2025, pp. 186) è la traduzione italiana (a cura di Laura Bernaschi) del saggio Rain of ruin. Hiroshima, and the Surrender of Japan del professor di Storia all’Università di Exeter Richard Overy, uno dei più illustri storici inglesi. Il saggio, molto documentato e ricco di note esplicative, analizza, e al meglio, come nei mesi conclusivi della Seconda Guerra Mondiale centinaia di migliaia di giapponesi morirono con l’esplosione atomica del 6 agosto 1945.
Naturalmente, devastata Tōkyō, gli aerei americani non ebbero più obiettivi del tutto plausibili a disposizione, e quindi si decise di utilizzare le armi atomiche per chiudere definitivamente la guerra. Il professor Overy pone giustamente in evidenza se tali bombardamenti erano del tutto necessari. Infatti il cosiddetto racconto popolare di questi eventi, che li considera efficaci, va posto nel contesto più ampio di quanto stava accadendo in Giappone sin dall’inizio del 1945. E quindi l’equazione “bombardamento uguale resa” non può più essere data per scontata.
Tutto il saggio è un capitolo decisivo della Storia del ‘900, la quale parte dalla guerra navale nell’Oceano Pacifico e dalle sue complesse strategie, e arriva alla drammatica sequenza di eventi che purtroppo portò i comandi militari e i leader politici, di ambo i fronti, a prendere decisioni del tutto epocali che avrebbero segnato il destino del mondo.
Nel saggio è anche ampiamente documentato come le bombe atomiche furono progettate e costruite, e i motivi che portarono al tragico evento del 1945. L’autore pone giustamente in evidenza come sia stato immane lo sforzo per cercare di porre fine alle ostilità, in quanto il Giappone non conosceva assolutamente il concetto di “resa”. E qui entra in scena la figura di Hirohito e se fosse da considerarsi un criminale di guerra. Quindi emerge la sua figura quasi di un Dio, a quello, dopo la Seconda Guerra Mondiale persa, in cui lo stato giapponese si trasforma in costituzionale.
Con i processi di Tokio del 1946-48, la “Norimberga” giapponese, anche qui i vincitori giudicarono i vinti, e la più clamorosa sentenza di morte fu quella di Hideki Tojo, già Primo Ministro del Giappone nel periodo della Seconda Guerra Mondiale, mentre l’Imperatore Hirohito, per precisa convinzione del generale americano Douglas MacArthur, fu tenuto fuori da questa assise. A mio modesto parere l’imperatore Hirohito comprese, e alla perfezione, la situazione e pensò giustamente di parlare di pace, e lo fece il 15 agosto 1945. Nel suo discorso di resa:
siamo perfettamente consapevoli dei sentimenti più intimi che risiedono nell’animo di tutti voi, nostri sudditi. È per questo che, secondo i dettami dell’epoca e del destino, ci siamo decisi a lastricare la strada della grande Pace per tutte le generazioni future, sopportando l’insopportabile e tollerando l’intollerabile.
Questo saggio del professor Overy è sicuramente da studiare e da condividere, in quanto occorre mai dimenticare l’atrocità della guerra, qualunque essa sia. E il richiamo alla situazione attuale non è del tutto casuale; infatti i mesi analizzati del 1945 gettarono la loro ombra inquietante sull’oggi, appunto, un tempo in cui, insieme agli interrogativi etici, minacciano, come scritto nella quarta di copertina, "di sollevarsi gli stessi venti nucleari".
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Pioggia di distruzione. Tokyo, Hiroshima e la bomba
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