- Autore: Gianluigi Schiavon
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Giraldi Editore
- Anno di pubblicazione: 2025
Un tema difficile, quello della morte e dell’agonia che la accompagna, è quello affrontato nell’ultimo lavoro di Gianluigi Schiavon, Parlami Morte. Il libro segreto dell’Archiginnasio (Giraldi, 2025), nel quale il nostro autore, superando la difficoltà dell’argomento, lo tinge di giallo e lo rende una storia delicata e tragica in una città, Bologna, ricca di storia e di collezioni di libri custoditi in una delle biblioteche più antiche e sede dell’antica Università, l’Archiginnasio.
Gianluigi Schiavon, giornalista e scrittore di romanzi e racconti nato a Padova, vive a Bologna da moltissimi anni. Ex vicedirettore del “Resto del Carlino”, è stato caporedattore responsabile di “Quotidiano Nazionale”, (“Il Resto del Carlino”, “La Nazione”, “Il Giorno”) e della redazione Interni-Esteri del “Quotidiano Nazionale”. Ha lavorato anche per “La Repubblica” e per varie altre riviste.
Achille Pavan, studioso di italianistica e appassionato di letteratura antica, è un assiduo frequentatore della storica biblioteca dell’Archiginnasio. Contempla l’archivio di volume conservati in una stanza dentro l’altra, gli affreschi e gli antichi libri, una biblioteca prima università nel mondo. Dalla storia sacra alle scienze giuridiche e sociali, dalla letteratura greca e latina a quelle straniere. Il professore aveva finalmente trovato ciò che cercava da tempo, setacciando con furia schedari e consultando cartelle: un testo non catalogato mancante del nome dell’autore e dal titolo Le immagini dell’agonia. Era un libro misterioso, segreto, che si era lasciato scovare dove nessuno lo avrebbe mai cercato.
Il tema dell’agonia era la sua ossessione e quel volume era stato scritto dopo la prima metà del Novecento, un vanto nel mostrarlo a Marion, la bibliotecaria. Analizzava l’ultima battaglia di ogni uomo, lo scontro finale tra la vita e la morte.
L’idea che gli avvelenava l’esistenza: capire come l’uomo affronti la Nemica più grande, e se debba sempre soccombere nell’impresa o se esista una estrema possibilità di salvezza.
Da Ippocrate che identificava i segni della morte nelle facies ad Aristotele; da Dante che aveva fiducia nei medici a Petrarca, fino al Tasso; nessuno poteva dare risposte sulla fine di un uomo e la sua agonia.
Pavan si chiedeva chi avesse scritto quel trattato e quale era lo scopo. Aveva trascorso anni a cercarlo e ora che lo aveva tra le mani ne era quasi spaventato. Non era un uomo facile, isolato dal mondo, arrivato da Padova a Bologna per studiare. Non si era mai sposato e nessuno sapeva se avesse avuto storie d’amore. Un professore solitario, le cui lezioni all’Università erano invece affollatissime. I suoi sessantacinque anni erano stati pieni di libri e vuoti di persone. “Kafka in cima alla pila e Gogol a seguire, ma sotto Buzzati, Calvino e anche Bianciardi”. I libri gli assomigliavano, il resto del mondo no. Camminava ciondolandosi tanto da sembrare che non vedesse bene, concentrato nel pensare e fermandosi ogni tanto quasi a mettere un punto a capo ai propri ragionamenti.
Per Pavan la morte era un nemico da combattere e la ribellione alla morte era la vera rivoluzione. La Morte guardava e si specchiava nel volto del moribondo, come ricordavano gli studi di Mondino de’ Liucci, maestro d’arte medica noto alla fine del Duecento, uno tra i primi a esplorare le spoglie mortali dell’uomo, come era riportato nel libro segreto. Il professore confidò a Marion, con la quale iniziò a raccontarsi e ad attenuare le sue paure, quale era stato lo scopo nella sua vita, il perché cercasse smaniosamente risposte al dolore della morte. La storia di Sofia, suo grande amore in gioventù che lo aveva lasciato per andare a lavorare a Londra, per poi scoprire che era morta per una brutta malattia, dopo una lunga e combattuta agonia.
Le immagini dell’agonia di Sofia sono quelle che non ho visto e che cerco tutti i giorni e tutte le notti, dentro pagine di libri perduti, interrogando medici antichi, cercando di dare un senso alla Morte.
Una serie di brutali omicidi di donne, ispirati alle regole della morte e studiate nel libro misterioso, si susseguiranno in città. L’assassino aveva usato il libro come copione per i suoi crimini, come un manuale, e Pavan si metterà sulle sue tracce, verso quell’ombra che quasi gli fluttuava intorno, sapendo dove cercare, tra le pagine del libro.
Parlami Morte. Il libro segreto dell’Archiginnasio è un thriller che coinvolge emotivamente il lettore e soprattutto un romanzo raffinato, che attraversa le emozioni più profonde dell’animo umano, il rapporto con la morte, e che invita a una profonda riflessione su Eros e Thanatos.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Parlami Morte. Il libro segreto dell’Archiginnasio
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