Come nei suoi precedenti romanzi, la scrittrice israeliana Ayelet Gundar-Goshen ci pone di fronte alle enormi e complesse contraddizioni che caratterizzano la vita dei cittadini che abitano nello stato democratico di Israele. In questi difficili tempi, quelli che vedono Israele alle prese con elezioni che ancora non hanno stabilito chi e come sarà il nuovo governo, dopo gli anni tempestosi di Netanyahu e del suo governo di ultradestra, il libro di Ayelet Gundar ci pone di fronte a molti interrogativi, che presumibilmente sono gli stessi che si pone parte dell’opinione pubblica di quel paese.
Fra le pagine di Ospiti (Neri Pozza, 2026, trad. di Raffaella Scardi), siamo a Tel Aviv, e Naomi, appena tornata dal parco con il figlio Uri, ancora molto piccolo, quattordici mesi, si trova sola in casa con un muratore arabo venuto per una riparazione. La donna è molto imbarazzata e impaurita di trovarsi sola in casa con uno sconosciuto, e chiama al telefono il marito Yuval, rimproverandolo di averla messa in quella situazione.
Il muratore parla l’ebraico, dichiara di avere anche lui una bambina piccola, accetta un caffè, chiede poi a Naomi di usare il bagno, nel quale si chiude a lungo. Sempre più preoccupata, la donna si distrae e il piccolo Uri gattona fino al balcone del quarto piano, afferra un martello che il muratore aveva abbandonato e lo lascia cadere. Quel martello colpisce in pieno un giovane studente arabo che passava, il figlio di un negoziante di alimentari, e lo uccide. Ovviamente arriva la polizia che arresta l’ignaro muratore, incapace di capire cosa gli stesse succedendo. Subito dopo arriva in casa Yuval che cerca di rassicurare la moglie, e un ragazzino, che dice di essere venuto a prendere suo padre, con il quale doveva mangiare e tornare a casa, contribuisce allo spavento della coppia, che non sa come affrontare il tragico avvenimento.
Da qui parte un storia che si fa sempre più complessa e articolata. Succederanno molte cose che è difficile riassumere. Per qualche giorno Naomi, distrutta, si tiene il segreto dell’avvenimento che ha causato la morte di un adolescente, finché decide di confessare alle autorità lo svolgimento dei fatti e dunque l’innocenza del muratore. Ma non sarà affatto semplice, e la coppia, nel tentativo di sfuggire a un clima molto ostile, accetta di trasferirsi in Senegal. A Dakar Yuval ha l’incarico di addestrare i piloti senegalesi in cambio di un’ottima paga. Ma anche qui Naomi si trova a disagio, inseguita dalle telefonate minacciose del figlio del muratore che la considera la vera colpevole della morte del ragazzo arabo.
La borghesia israeliana benestante e colta, che frequenta gli psicoterapeuti, che si serve di avvocati di fama, che può rifugiarsi all’estero guadagnando molto più che in patria, si contrappone alla società arabo-palestinese, che vive in quartieri poveri, fuori del centro città, che fa lavori umili, che è poco integrata e oggetto di forti pregiudizi. Una società divisa, lacerata da mille forme di razzismo, piena di menzogne, di sensi di colpa, di traumi mai davvero superati; l’autrice scava con abilità chirurgica nei sentimenti, nelle angosce, nelle paure, nelle gelosie che devastano matrimoni, amicizie, convivenze. Mai come in un romanzo forte e pieno di tensione emotiva riusciamo noi, lettori da lontano, ad avvicinarci ai turbamenti e alle contraddizioni sempre più divisive che caratterizzano la società israeliana: Tel Aviv è una città moderna ma troppo vicina alla periferia araba, dalla quale la divide un sottile solco di irrazionale paura, difficile da vivere e da superare. Naomi, morbosamente attaccata al suo pestifero bambino, che non riesce a svezzare, appare un prototipo emblematico dell’insicurezza e della fragilità che ha portato allo strapotere di un governo che ha resistito a tutte le accuse che il mondo gli rimprovera ormai da anni.
La nota biografica, che ci dice che l’autrice è laureata in psicologia clinica, spiega con quale profondità i traumi descritti nel romanzo siano affrontati.
- Autore: Ayelet Gundar-Goshen
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Neri Pozza
- Anno di pubblicazione: 2026
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