- Autore: Marcela Serrano
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Feltrinelli
La solitudine mi si addice sempre di più, ogni giorno che passa, come l’immobilità. Ormai l’oceano mi fa paura, non ho più voglia di attraversarlo. Ma le dirò di più, i terminal degli aeroporti mi sembrano sempre più grandi, immensi, non riesco a capire bene le indicazioni, sbaglio a prendere l’autobus e mi incasino con le monete delle macchinette… mi perdo in città che conosco… Invece di andare avanti, di imparare dall’esperienza, vado indietro, e il mondo mi va sempre più largo.
Carmen è la protagonista di Nostra signora della solitudine, romanzo di Marcela Serrano edito nel 2001 da Feltrinelli con la traduzione di M. Finassi Parolo. È una scrittrice affermata, definita da molti come una donna selvaggia, guidata dall’istinto e dalle emozioni. Di origini miste – un po’ messicane, un po’ statunitensi – Carmen è un personaggio scomodo e complesso, destinato a far parlare di sé.
Il romanzo si apre con la sua scomparsa, avvenuta durante un viaggio di lavoro. Dopo che la polizia cilena archivia il caso, il suo compagno Tomàs – rettore universitario e uomo piuttosto formale – decide di rivolgersi a uno studio di investigatori privati. A prendere in carico la ricerca è Rosa Alvallay, donna che diventa anche la voce narrante del romanzo. Il viaggio di Rosa, però, non è solo fisico. Attraverso l’indagine sulla scomparsa di Carmen, l’investigatrice inizia un’esplorazione profonda dentro sé stessa. Scopre la difficile infanzia della scrittrice, le ferite mai guarite e le relazioni fallimentari con uomini sbagliati, fino a quella apparentemente tranquilla – ma in realtà vuota – con Tomàs.
Nostra Signora della Solitudine si presenta come un romanzo giallo, ma la trama non è particolarmente avvincente. Anzi, la narrazione è spesso prolissa, caotica, e la connessione tra le vicende e i personaggi a volte si perde. Il fulcro vero del romanzo sembra essere il confronto profondo, quasi speculare, tra due donne: Carmen e Rosa. Carmen sceglie infine il silenzio e l’isolamento.
La solitudine è come una luce senza sole. Quando questa si consuma, le rimane la purezza.
La fine del romanzo mi ha lasciato sensazioni positive, anche se non mi ha fornito risposte chiare. Al contrario, ha acceso nuove domande. Cosa voleva comunicare Marcela Serrano scrivendo questo libro? Non riesco ancora a capirlo con certezza. Da una parte, la visione della donna sembra ancora legata a vecchi stereotipi, come l’idea che si debba appartenere a un uomo per sentirsi complete. Dall’altra, il finale sembra suggerire che una donna, con coraggio e forza, possa scegliere di liberarsi da un’esistenza scomoda per ritrovare sé stessa. Ma a quale prezzo? Carmen abbandona tutto: casa, affetti, nome, città. Insegue la libertà, l’autonomia, la pace interiore. Ma davvero una donna deve sparire, dissolversi nel nulla, per poter ascoltare i propri bisogni più autentici?
Nel complesso, Nostra signora della solitudine è stata una lettura piacevole. Il romanzo mi ha conquistata lasciandomi parecchi spunti di riflessione. E forse questo, alla fine, è il suo valore più grande.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Nostra signora della solitudine
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