Meglio un morto in casa. Una nuova indagine per Leone Serafini
- Autore: Wladimiro Borchi
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Fratelli Frilli editori
- Anno di pubblicazione: 2026
In Meglio un morto in casa. Una nuova indagine per Leone Serafini (Fratelli Frilli editori, 2026), Wladimiro Borchi ci descrive un uomo che è tutto sbagliato, ovvero Leone Serafini, tornato dal Brasile con una bellissima donna trans di nome Amanda, per aprire un’agenzia di investigazioni a Firenze.
In realtà è un uomo di cinquant’anni, che beve, fuma e mangia troppo. Se non fosse per una simpatia tutta toscana e il suo intercalare con "porca zozza", sarebbe da rinchiudere in una clinica contro le dipendenze cui si aggiunge una vera fissazione per il caffè. E Amanda, che lo incoraggia a cambiare in meglio, viene vista come ultimo baluardo per sentimenti inespressi, giacché non è del tutto donna e Serafini è un uomo all’antica, altro che gender fluid.
Mentre Serafini cerca di stabilire un contatto con la madre e i parenti, arriva la telefonata notturna di un grande amico, Daniele, che gli racconta cosa è accaduto al figlio David, mentre si trovava in un bed&breakfast all’Abetone. Leone e Amanda partono immediatamente e contattano David, che sembra dall’aspetto un condannato al rogo. Ebbene lui, una mattina alle sei, trova la stanza aperta di qualcuno che non ha chiuso con la chiave. Si inoltra e vede il corpo di una giovane donna riversa per terra, con un posacenere vicino alla faccia pieno di sangue: la vittima è decisamente morta. Lasciando impronte a più non posso, David non chiama i carabinieri e si allontana verso il bosco dove sta ore in una sorta di delirio psichico. Stranamente, ma non troppo, più che della prigione, ha paura dei detenuti. Essendo giovane e di bell’aspetto, si vede come la sexy velina desiderata da uomini di ogni tipo. Lui era andato in questo bed&breakfast per stare da solo, perché deve preparare l’esame di procedura civile, che è difficile e non si concilia con la vita che fa a Firenze, sempre in giro con altri studenti di Giurisprudenza, senza combinare nulla. Ma poi chi lo vorrebbe un avvocato che è stato in carcere con l’accusa di omicidio? Nessuno.
Questo lo pensano anche il Serafini e Amanda. La prima cosa da fare, chiamare le forze dell’ordine, non è stata possibile per il carattere del ragazzo. L’unica è tenerlo lontano dai carabinieri che potrebbero chiedere da subito le impronte digitali. Lui si improvvisa avvocato, perché lo è stato per un breve periodo, prima di partire per il Brasile. Con la Panda scassata della madre va dal maresciallo Capobianco, che non è affatto convinto che Leone Serafini sia un vero avvocato. Ma l’uomo ha convinto il suo amico Perini di dire che lavora con lui come praticante. A Capobianco proprio non gli va giù che un uomo di cinquant’anni faccia il praticante in uno studio legale di un certo prestigio e in ogni caso abbozza, quando gli viene detto che David non vuole parlare del delitto ancora, perché l’avvocato ancora non sa tutta la storia. David Mannini conosceva Patrizia Martelloni?
A quanto pare alla vittima mancava in stanza un gioiello di valore. Allora sono stati dei ladri. Nel frattempo Amanda e Leone in albergo trovano solo una stanza matrimoniale. Alla bella Amanda dormire con un uomo accanto non le fa né caldo né freddo; Leone, invece, è preoccupato, chissà a luci spente cosa può succedere. Ma sono entrambi talmente stanchi che ogni remora viene accantonata.
Borchi colora tutta questa parte con la sua ironia toscana; infatti lo scrittore è nato a Firenze. Magari in altre regioni, il modo anticonformista di presentarsi del Serafini può dare adito a fraintendimenti, ma lo spirito del "toscanaccio", invece, fa presa in ogni regione italiana. Per sapere chi ha ucciso Patrizia Martelloni si scaverà in luoghi dove la morale è assente, e lasciamo al lettore il compito di scoprire chi ha ucciso la donna.
Meglio un morto in casa è un giallo noir onesto, non arzigogolato, ricco di spunti su come i desideri sentimentali e sessuali siano in balia di gente senza più decenza.
Meglio un morto in casa. Una nuova indagine per Leone Serafini
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