- Autore: Alex Michaelides
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Einaudi
- Anno di pubblicazione: 2019
- ISBN: 9788806244583
Poco prima di diventare una paziente silenziosa, Alicia ha sparato cinque colpi di pistola in faccia al marito. A sangue freddo, nessuna fuga, nessun tentativo di difesa.
Da quel momento in poi, la donna non parlerà, né di fronte ai medici né di fronte a un tribunale, che la condanna quindi a un ospedale psichiatrico.
La paziente silenziosa di Alex Michaelides (Einaudi 2019, trad. ita S. Pezzani) inizia così, ma fino alla fine sarà impossibile capire cosa sia successo davvero e soprattutto il perché di tali avvenimenti. Sarà lo psicologo Theo Faber a occuparsi del caso: attraverso il suo racconto seguiamo la terapia della paziente e cerchiamo così di ricostruire la vicenda.
Ho visto spesso paragonare questo libro a La psichiatra di Wulf Dorn (Corbaccio 2010, trad. ita M. A. Petrelli) e, effettivamente, le atmosfere, gli ambienti e i personaggi possono ricordare il grande thriller dello scrittore tedesco. Ma consapevole di tale affiancamento, ho cercato per tutto il tempo della lettura di capire quale potesse essere il punto di svolta: chi tra i tanti personaggi sospetti potesse davvero essere coinvolto in un crimine all’apparenza così scontato e semplicemente privo di movente a causa dell’instabilità psicologica del carnefice.
Inutile dire che, nonostante i miei sforzi e innumerevoli tentativi di sbrogliare le matasse che Michaelides crea lungo il percorso, il finale mi ha comunque spiazzata. Un elemento imprescindibile di un thriller ben fatto.
La paziente silenziosa è un intrattenimento intrigante, contorto ma così ordinato da fornire al lettore tutti gli indizi e campanelli d’allarme necessari per comprendere la vicenda, che risultano lampanti solo alla fine, quando la spiegazione ci viene fornita nero su bianco.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La paziente silenziosa
Una protagonista che non parla, non si racconta, un personaggio che non ha voce. Eppure è lei, l’artista Alicia Berenson, la paziente silenziosa chiusa nel suo mutismo, la protagonista indiscussa di questo avvincente thriller psicologico. Ad accompagnarci nella sua storia sarà il suo psicologo, Theo Faber, il narratore cui noi lettrici e lettori dovremmo affidarci con fiducia. Un delitto efferato, una donna intelligente e bellissima che ha perso la parola dopo l’omicidio del marito, la voce narrante dello psicologo che si muove tra le vite sciagurate dei suoi pazienti , ma coi pensieri sempre rivolti ai suoi drammi personali, ai tradimenti della moglie. Un libro che tiene in suspence sino all’ultima delle pagine, con un finale che forse avrebbe giovato di maggiore lentezza, ma che riesce comunque a precipitare i lettori dentro una sorprendente verità.