La luna di Gabriel (Neri Pozza, 2025, traduzione di Massimo Ortelio) è il nuovo romanzo di William Boyd ambientato durante la Guerra Fredda. Intrecciando magistralmente il trauma personale del protagonista con l’intrigo politico, è un’esplorazione coinvolgente dell’identità, della memoria e del tradimento, sullo sfondo di un periodo storico turbolento.
Siamo nei primi anni ’60 e la storia segue il trentenne Gabriel Dax, un giornalista di viaggi con sede a Londra, tormentato dal ricordo di un incendio domestico della sua infanzia che ha causato la morte della madre. L’insonnia cronica di cui soffre e i ricordi frammentati della tragedia plasmano la sua vita adulta e lo convincono della necessità di scoprire la verità su quella notte.
La narrazione prende il via dall’intervista di Gabriel a Patrice Lumumba, Primo Ministro dell’allora neonata Repubblica indipendente del Congo, a Léopoldville, dove lo scrittore si trova per una rubrica di viaggi. Durante l’incontro il leader congolese afferma di temere per la propria vita e qualche tempo dopo, a conferma dei suoi sospetti, viene assassinato in circostante poco chiare. Questo episodio trascina Gabriel in una rete di spionaggio internazionale che coinvolge l’MI6, la CIA e il KGB. Viene infatti avvicinato da Faith Green, una carismatica agente dell’MI6, che lo recluta per operazioni segrete in tutta Europa. Man mano che Gabriel si addentra nel mondo ombroso di spie e doppiogiochisti, scopre verità inquietanti sulle forze che, suo malgrado, lo stanno manipolando e dalle quali vorrebbe allontanarsi.
La prosa di Boyd è elegante ma accessibile e cattura in modo emblematico la tensione e la paranoia che hanno contraddistinto il periodo della Guerra Fredda. Uno dei punti forza del romanzo risiede nei suoi personaggi riccamente sviluppati e nei dilemmi morali che affrontano. Le lotte interiori di Gabriel, la sua evoluzione nel rapporto con Faith Green, il lavoro svolto con la terapeuta, la dottoressa Katrina Haas, che lo aiuta ad affrontare il trauma infantile, nonché il controverso legame con il fratello Sefton, aggiungono profondità e suspense alla trama.
Una singolarità di questo libro è rappresentata dal fatto che, durante gli incontri, come nei momenti di solitudine, i personaggi sembrano non farsi mai mancare un bicchiere in mano: l’alcol scorre con tanta naturalezza da diventare quasi un personaggio a sé, sempre presente sulla scena. Una scelta curiosa che, pur aggiungendo colore ad alcune situazioni, potrebbe far venire un leggero capogiro anche al lettore più tollerante.
La trama è stratificata in modo intricato, con eventi storici integrati senza soluzione di continuità nella trama fittizia, e la maestria narrativa di Boyd – non a caso è considerato uno dei più grandi scrittori inglesi viventi – emerge chiaramente nelle tematiche già esplorate nelle sue opere precedenti, come il lavoro di intelligence sotto copertura, la biografia del protagonista e la psicoanalisi, e nelle ambientazioni dettagliate, tutti elementi che rendono La luna di Gabriel una lettura da raccomandare agli appassionati di spionaggio e di narrativa storica.
- Autore: William Boyd
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Neri Pozza
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788854531956
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La luna di Gabriel
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