La guerra contro il passato
- Autore: Frank Furedi
- Genere: Filosofia e Sociologia
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Fazi
- Anno di pubblicazione: 2025
Quando abbiamo iniziato a disprezzare la storia? Non è facile dirlo, ma è certo che, in questo momento, sembriamo andare verso il rifiuto totale del passato, identificato come denso di ingiustizia e violenza, a favore della mentalità attuale, così più inclusiva e rispettosa. Ma è davvero così? Pensiamoci un attimo, immergendoci nelle pagine di La guerra contro il passato di Frank Furedi, edito da Fazi nel 2025 (trad. di Riccardo Cristiani).
Difficile, per non dire impossibile, al giorno d’oggi, non avere mai sentito nominare, almeno di sfuggita, la cancel culture. Ennesimo termine preso in prestito dalla lingua inglese, privo, almeno finora, di un corrispondente in italiano, indica una vera e propria ossessione per l’attualizzazione di tutte quelle espressioni, parole, immagini, mentalità che, se una volta potevano risultare perfettamente inserite nel contesto storico, adesso non sono più in linea con il pensiero e la mentalità attuali, fino a risultare, a parere di molti, addirittura offensive.
Un esempio spicciolo, per quanto già significativo, è costituito dalla frenesia hollywoodiana di realizzare rivisitazioni di celeberrimi film del passato inserendovi protagonisti di colore o comunque di etnia diversa da quella originale, riducendo Lara Croft a creatura asessuata o James Bond a brav’uomo rispettoso delle donne. Nel campo del linguaggio, la situazione è molto più complicata: parole che fino a poco tempo fa venivano impiegate normalmente, adesso risultano razziste, ghettizzanti, offensive. A partire dai generi, che sono diventati un rebus difficile da risolvere, per arrivare ai nomi delle professioni, spesso ci si trova nella sgradevole posizione di dover fare attenzione a ogni sillaba, malgrado non sia mai stata nostra intenzione usare termini sconvenienti o lesivi della dignità umana. Tutto ciò che fa parte della consuetudine e della mentalità del passato viene rifiutato in toto, senza colpo ferire: il pregresso è una zavorra della quale liberarsi per spezzare le catene e vivere la vita a pieno. Studiare la storia? Inutile, anzi, controproducente. Solo il futuro deve essere il nostro obiettivo.
Il professor Frank Furedi, docente di sociologia all’università di Kent, non ci sta. Ribellandosi alla sistematica distruzione della nostra memoria storica, compone un saggio che è un duro attacco, a tratti perfino disturbante, alla cancel culture e all’oblio della storia. Lo fa partendo dalla constatazione che proprio l’insegnamento delle materie storiche viene sempre più considerato superfluo, anzi, un vero e proprio ostacolo alla formazione dei ragazzi, la cui educazione deve guardare avanti e non perdersi in inutili nostalgie. La storia, ci fa notare, si insegna sempre meno, e quando lo si fa la si riduce a un’esperienza costruita “su misura” sulle esigenze dello studente. Il presente è sempre migliore del passato, ci viene detto, applicando una visione esclusivamente evolutiva dello scorrere del tempo: oggi è sempre meglio di ieri, anche perché, della storia, ci viene presentato solo il lato oscuro, quello peggiore, quello della “storia con il lutto al braccio”. Il passato è crudele, inumano, denso di soprusi e violenza; mentre il presente è l’epoca delle menti illuminate, che hanno superato da un pezzo tutto ciò.
Chiaramente, questa visione è una menzogna bella e buona. Anzi, ci dice Furedi, la mancanza di continuità fra l’esperienza di genitori, nonni, avi e quella dei ragazzi crea una cesura che genera incertezza e mancanza di base per affrontare il mondo. È il concetto dell’anno “zero”, che, unito a quello del presentismo, genera una profonda frattura fra il mondo dei giovani e il passato della nostra civiltà. È ancora possibile correre ai ripari restituendo un senso alla storia?
Secondo Furedi, questo impoverimento delle nostre radici non è assolutamente casuale, ma frutto di un preciso disegno teso a renderci sempre meno consapevoli e sempre più consumatori, essendo figlio della vertiginosa accelerazione che il mondo ha subito negli ultimi decenni, in termini di progressi tecnico-scientifici e di cambiamenti della mentalità. Ma questa corsa forsennata e scollegata dalla storia non può che produrre esagerazioni che spesso risultano perfino grottesche: questo saggio è ben corredato da esempi che spesso risultano talmente assurdi da farci aggrottare le sopracciglia. Forse è il caso di fermarci un attimo e guardarci indietro.
La guerra contro il passato. Cancel culture e memoria storica
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Un libro perfetto per...
A chiunque: lo stile è chiaro e scorrevole, e gli argomenti trattati riguardano tutti noi. Un libro per riflettere.
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La guerra contro il passato


Lascia il tuo commento