- Autore: Jennifer Radulovic
- Genere: Horror e Gotico
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Mursia
- Anno di pubblicazione: 2024
- ISBN: 9788842567516
C’è un luogo dove, da quando ho memoria, mi è fatto divieto entrare. Ed è proprio questo il luogo che, quando da ragazzo vagabondavo in cerca di evasione, ho scelto come rifugio speciale nei miei momenti di solitudine. Il posto di cui parlo, il mio posto, è un bosco. Il bosco della distortio arboris.
Questo è l’incipit del romanzo di esordio della scrittrice Jennifer Radulovic, storica, saggista e divulgatrice, che qui si cimenta per la prima volta con una storia dal sapore squisitamente gotico, La foresta degli alberi ritorti (Mursia, 2024).
Siamo alla fine del XIX secolo, nel 1898, a Londra, dove incontriamo e facciamo la conoscenza del giovane protagonista, Alexander Esbury, ricercatore del Museo di storia naturale, specializzato nello studio degli alberi e figlio di un aristocratico inglese e di una nobildonna scozzese. Improvvisamente viene richiamato nelle campagne del Galloway, presso la tenuta di famiglia, a causa di un improvviso e non ben specificato aggravarsi delle condizioni di salute del padre. Decide pertanto di partire accompagnato da un suo collega e fidato amico americano, Jethro.
Il viaggio si rivelerà molto più tumultuoso di quanto avessero pensato e irto di pericoli ma soprattutto, lungo tutto il tragitto, aleggerà una sinistra atmosfera di morte e mistero che catapulterà il lettore in un’atmosfera vittoriana ricca di suspense e colpi di scena.
Ci sono notti più nere di altre in cui la tristezza viene a sedersi accanto a me.
Non si reagisce mai alla sua presenza, perchè ha modi delicati. Entra con fare sinuoso, non alza mai la voce, mescola ricordi ovattati dal tempo a temibili proiezioni future, ma lo fa in maniera del tutto impercettibile, affinchè si ceda alla sua influenza senza lottare.
Lo stile narrativo dell’autrice ha il pregio di scorrere fluido ma di tenere alta l’attenzione, con una sensazione costante di allerta e di attesa, che motiva il desiderio incalzante del lettore di andare avanti e voltare pagina. La descrizione dei paesaggi scozzesi delinea una natura rigogliosa e fiera, che “straborda” ma che incanta e che rispecchia probabilmente la sua gente, forte, orgogliosa ma chiusa, restia all’accoglienza e alla confidenza, caratteristiche che ritroviamo anche nel protagonista, che mostra una personalità apertamente in contrasto con quella dell’amico americano, aperto, fedele e in grado di percepire e rispettare gli stati d’animo di Alasdair, il nome scozzese di Alexander.
Sebbene il romanzo sia costruito su paesaggi e notazioni storiche reali, presenta una buona inventiva nella trama gotica che ha il pregio di mantenerne salde le “radici” (qui l’espressione è d’obbligo!) per quasi tutto il libro! Forse l’unica pecca è, a mio parere, rappresentata da una scelta autoriale di chiudere la storia troppo in fretta, lasciando il lettore con un senso di delusione per non aver proseguito e approfondito, almeno per un altro paio di capitoli, personaggi e storie, legate all’epilogo, che avrebbero invece contribuito a farne una prima opera veramente deliziosa.
La foresta degli alberi ritorti resta comunque un romanzo ben scritto e con una trama intrigante che mi fa ben sperare in un prossimo lavoro, senz’altro più maturo, da parte della stessa autrice. Sicuramente consigliato!
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La foresta degli alberi ritorti
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