- Autore: Mara Fortuna
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2025
Due sorelle, Ida e Gilda, l’una che desiderava cantare, l’altra recitare, e la loro vita, tra i sogni da voler realizzare e matrimoni infelici, in una Napoli in pieno fermento di inizio Novecento. Con la loro storia attraverseremo mezzo secolo; l’eruzione del Vesuvio del 1906 e la Spagnola con le sue tante vittime, gli anni bui del Fascismo e le guerre mondiali. E la sfavillante Napoli aperta alla modernità, con il suo ventre ancora dominante, quello raccontato da Matilde Serao nel suo lavoro letterario e giornalistico. Nella giovane Italia, la città favorevole alle trasformazioni urbanistiche e ai cambiamenti, il divario tra ricchezza e povertà, i contrasti sociali e la miseria erano lì a memoria perpetua. Il mondo appunto che la già citata Serao ha saputo descrivere con tanta passione. La Canaria (Les Flaneurs Edizioni, 2025) è l’ultimo lavoro di Mara Fortuna, insegnante, giornalista e scrittrice. Ha fondato e dirige La Principessa Azzurra APS, un’associazione contro la discriminazione e la violenza di genere, con laboratori di educazione ai sentimenti e alla scrittura.
La canaria è un romanzo dalla trama delicata e amabile. Quando si nasce in un periodo storico in cui le donne potevano ambire a molto poco, sognare di essere un’artista era irrealizzabile. È un libro il cui andamento morbido della scrittura esplora le relazioni umane e le emozioni con profonda sensibilità. Siamo nel 1965 e Ida e Gilda, ormai anziane e sole, vivono insieme con una mal sopportazione, cercando di dimenticarsi l’una dell’altra. Fuori la finestra tutto era diverso, il frastuono dei motoscafi cancellava “la vera canzone dell’estate”, il suono delle onde e le grida dei bambini.
La modernità senz’anima si era impadronita dei loro luoghi.
Ida aveva perso la compagnia dei suoi pensieri, la sua libertà, la casa la sentiva non più sua. Entrambe volgeranno lo sguardo al mare luccicante e il ricordo della loro gioventù si farà avanti. Il loro passato era ancora vivo, le emozioni e le vicende continuavano ad avere un impatto sul loro presente, come se il passato non fosse veramente passato. Abitavano in una via di Piedigrotta che costeggiava la marina di Mergellina, piena di barche di pescatori.
La famiglia Gennarelli aveva quattro figli: Amedeo, il primogenito con l’arte nelle mani, Olga, la più grande delle figlie, e le più piccole Ida e Gilda. Olga studiava pianoforte ma lo trovava faticoso, lo faceva solo per accontentare i genitori. Amedeo sognava di diventare uno scultore, sentiva che quella era la sua strada, anche se per il padre “l’arte non era un lavoro”. Ida amava suonare e cantare, la sua forza era nella “piccerella”, una bambina che le appariva all’improvviso, che le suggeriva le note e le canzoni, “la canaria”. Non l’aveva mai detto a nessuno della sua presenza, chi mai l’avrebbe creduta? Negli occhi della sua compagna di giochi dalla voce allegra e cristallina, vedeva nuvole in viaggio e onde tempestose. Le canzoni che intonava le rimanevano in testa, e cantate deliziavano chi l’ascoltava.
Quattro figli erano un problema per la madre che si occupava della casa, insieme all’instancabile Zina.
Il maschio non dava nessuna soddisfazione, e le femmine erano un problema in quanto femmine, e senza dote.
Zina era al loro servizio da tanti anni, una contadina pugliese arrivata da ragazza, sempre vestita di nero e con un fazzoletto a coprire i capelli ricci. Raffaele, il padre, viveva con la musica. Era un dipendente del cugino, proprietario di un negozio di pianoforti e strumenti musicali. Compositori, maestri e signore della buona società erano i loro clienti. Una famiglia modesta che pagava ogni mese la pigione al signor Patierno del piano di sopra, che suscitava paura alle due sorelline con la sua giacca nera e il suo occhio grande dietro il monocolo. Correva Ida a nascondersi sotto il letto rimanendo col fiato sospeso. “Ma che è stato? Niente”.
I preparativi per la festa di Piedigrotta quell’anno furono pochi, Re Umberto era stato assassinato e la nazione era in lutto. Meno carri e meno luci, la festa non sarebbe stata bella come gli anni precedenti. Ma l’odore delle mandorle tostate e dei frutti di mare aleggiava intorno alle attrazioni della festa.
In una Napoli splendente, dal mare di Margellina al Teatro San Carlo, dai giardini del Palazzo Reale ai giovedì musicali sulle terrazze delle case nobiliari affacciate sul golfo, gli anni passeranno. Ida continuerà ad emozionare con le melodie della “piccerella” mentre Gilda, attratta dal cinematografo e decisa a incontrare Elvira Notari, sarà sempre più determinata a diventare un’attrice.
Non era bella ma poteva essere una tentazione.
La canaria è un appassionato ritratto di una famiglia, la storia di due sorelle, l’una piena di energia, l’altra vittima delle sue insicurezze, tra ambizioni, segreti e desideri, con pagine che percorrono la nostra memoria storica. Un viaggio nell’animo umano con una scrittura elegante e poetica che invita a riflettere sulla complessità dell’esistenza.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La canaria
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