Tutto il catalogo Newton Compton mi sembra un ripescaggio di preghiere non esaudite. A parte il romance, la serena crescita di gialli e noir ci dà la misura di cosa resta nel nuovo millennio di Dostoevskij, i delitti e i castighi di tante famiglie facoltose, che per avere la mania del guadagno e il fruscio di cachemire in accappatoi firmati devono per forza togliere tutto ad altri umani, che bevono alcolici scadenti e rubano e sono senza ricordi, perché le disuguaglianze devono esistere per dare senso al sogno americano, che ormai è un incubo.
Nelle Lamarr, una deliziosa ragazza che ha scritto un libro dal titolo L’ospite perfetta (Newton Compton, 2024, traduzione di Beatrice Messineo), un noir ambientato in una casa lussuosa, si libera dal "marcio" che trova a Rodeo Drive, scrivendo anche romance, perché non reggerebbe a scrivere solo thriller disumani.
Natalie e Matt sono una coppia di Los Angeles con tre figli, Paige, Will e Anabel, quest’ ultima morta per un fatale incidente, che sono all’aeroporto per aspettare una ragazza che starà da loro per un anno, frequentando una scuola privata costosissima; una ragazza inglese di nome Tanya, padre diplomatico e madre persa nei primi anni di vita. Tanya è bella, pensa solo ai vestiti, alle foto da postare su Instagram ma ha un accento inglese molto bizzarro. Paige, ragazza vegana, colta perché non va solo a shopping online ma si ferma sul sito delle opere d’arte di Brancusi e fa un uso meditativo dei social media, ovvero non mette foto del fidanzato Lance, né delle sue care amiche, ma posta pensieri sul mangiare vegano e sulla bontà del tofu. La madre Natalie, dopo sei mesi di depressione severa per la morte di Anabel, presiede le attività filantropiche, ma non per questo non si ferma a bere champagne con le amiche del cuore. Will è il piccolo di casa, non affezionato alla sorella scomparsa perché parlava solo di outfit, ma è uno in gamba, che a dodici anni già sonda le viscere di internet e ha una passione per la robotica. Il padre Matt lavora nella finanza, è un uomo molto bello e elegante.
Quando arrivano ai parties, Natalie e Matt sono guardati con finta bonomia da signore raffinate ma coi mariti con la pancia o con pochi capelli o tutte e due le sciagure. Tanya non mette a posto la sua camera, è disordinata, non studia, nonostante la retta, spesso si dimentica che è inglese e parla un americano disinvolto; non proprio l’ospite perfetta, quindi Paige comincia a capire che Tanya non sa nemmeno dove sta casa sua, a Londra, e vorrebbe dirlo alla madre che hanno una bugiarda in casa, ma le vede insieme che si divertono a indossare gli ultimi acquisti firmati e non dice nulla, ora che la madre sta meglio dopo Anabel, la sorella che lei invidiava perché era bellissima.
A un certo punto la scrittrice, dopo questa perfezione con tracce di dolore edulcorato, non si tiene più e dunque Natalie ha un passato orribile e il marito la tradisce da sempre con le amiche più intime. A parte Will e il cane Orso, anima candida, Paige è una snob, Tanya ha segreti mostruosi, è una famiglia che neanche Dostoevskij potrebbe narrare. Ecco perché l’autrice scrive romance: per non impazzire. Ma chi è un lettore di noir e thriller ha trovato il libro perfetto e non lo molli neanche un minuto, le trecento ottanta pagine divorate.
- Autore: Nelle Lamarr
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Newton Compton
- Anno di pubblicazione: 2024
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: L’ospite perfetta
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