- Autore: Alessandro Marzo Magno
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Laterza
- Anno di pubblicazione: 2026
L’invenzione dei soldi. Quando la finanza parlava italiano (Laterza, 2026) di Alessandro Marzo Magno torna in libreria con una nuova edizione. Il testo era apparso per la prima volta nel 2013 e la versione del 2026 presenta un capitolo in più; "A tredici anni dalla sua prima pubblicazione", racconta l’autore,
questo libro ritorna sugli scaffali rivisto, aggiornato, e con un capitolo nuovo che spiega le sorprendenti somiglianze tra le criptovalute e gli scudi di marco. Al netto delle innovazioni tecnologiche sopravvenute, i parallelismi ci sono, eccome; sia le une sia gli altri sono – o erano – valute virtuali; servono come mezzi di pagamento e d’investimento; non sono controllati da un’autorità, bensì da una comunità. Nel 2013, quando “L’invenzione dei soldi” era alla sua prima pubblicazione, il Bitcoin era un neonato, partorito appena quattro anni prima dalla mente di un tizio, o di un gruppo di persone, chissà, celati dietro il nome fittizio di Satoshi Nakamoto. Oggi è un mezzo di pagamento e un sistema di investimento diffuso ovunque, esattamente come lo erano gli scudi di marco delle fiere che si riunivano a Piacenza. La finanza costituisce uno dei più duraturi e globali successi del made in Italy, anche se spesso ce ne dimentichiamo perché non parla più la nostra lingua, ma si esprime in inglese e tra qualche tempo, forse, userà il cinese.
Il volume affronta un tema che, di primo acchito, rischia di apparire ostico: la nascita della finanza moderna e il ruolo decisivo svolto dalle città italiane tra Medioevo ed Età Moderna. Eppure il principale pregio del volume è proprio quello di rendere un argomento complesso pienamente "potabile".
Marzo Magno dimostra ancora una volta le qualità che ne hanno fatto uno scrittore apprezzato sia per i suoi libri che per i suoi articoli. Laureato in storia e giornalista di professione, predilige un linguaggio diretto, talvolta "da cronista", e in questa sede può permettersi anche qualche inserto di registro colloquiale. Sicuramente rinuncia volentieri a vuote formule ridondanti e ai giri di parole inutili. Quando anzi le fonti si esprimono in maniera oscura, e può capitare spesso, l’autore le analizza e le interpreta, distinguendo con chiarezza ciò che è sicuro, ciò che è probabile e ciò che rimane nel campo delle ipotesi. È un approccio che – senza togliere autorevolezza – rende la lettura scorrevole anche per chi non possiede una preparazione specifica in storia economica.
Pur trattandosi di un’opera di storia generale, la Repubblica Veneta occupa uno spazio rilevante. Certo, dato l’argomento, è inevitabile, ma questa presenza costante tradisce anche le origini veneziane dello scrittore, e non c’è nulla di male. Al contrario, la Serenissima, a cui Marzo Magno ha dedicato la maggioranza dei suoi saggi, diventa un osservatorio privilegiato attraverso cui comprendere fenomeni più ampi, offrendo esempi concreti e documentati che arricchiscono il racconto.
Tra le parti più interessanti c’è il capitolo ottavo, dedicato alla partita doppia e all’abaco. È una sezione particolarmente ben pensata: per chiarezza espositiva e qualità delle informazioni, non sfigurerebbe affatto nella bibliografia di un corso universitario come dispensa.
Senza dubbio il libro è una lettura da raccomandare ai docenti delle scuole secondarie di secondo grado (le vecchie superiori, per intendersi). Un altro elemento da apprezzare è l’apparato delle note a piè di pagina; pur utilizzando un linguaggio tutt’altro che ingessato, Marzo Magno documenta puntualmente le citazioni, richiamando sia fonti edite sia materiale d’archivio, che è un altro aspetto dello stile caratteristico della sua produzione. Le note, riportate alla fine del volume, non appesantiscono, ma offrono al lettore curioso la possibilità di approfondire e verificare.
Presentare un argomento di storia economica in modo accattivante è sempre una sfida, e L’invenzione dei soldi l’ha superata brillantemente.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: L’invenzione dei soldi. Quando la finanza parlava italiano
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