- Autore: John Banville
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Guanda
- Anno di pubblicazione: 2025
In quest’ultimo romanzo di John Banville, il Simenon d’Irlanda e uno dei miei scrittori preferiti, c’è tutto ciò che amo delle sue opere. L’amato Quirke, anatomopatologo, uomo austero e disilluso, scontroso e brillante, il quale per ogni caso gli venga sottoposto è in grado di sentire le cose, fiutarne le paure, i segreti, i peccati degli altri; e le descrizioni accurate di ambientazioni e personaggi, che permettono al lettore di immergersi nella storia. John Banville, nato a Wexford in Irlanda, è uno degli scrittori irlandesi più raffinati della letteratura contemporanea. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra i quali il Premio Internazionale Nonino, il Premio Principe delle Asturie per la Letteratura e il Premio alla carriera Raymond Chandler. L’annegata (Guanda, 2025, trad. di Irene Abigail Piccinini) è un romanzo avvincente, scritto così magistralmente che le vicende dei protagonisti si incrociano con le indagini, tra segreti e tradimenti, in un crescendo di tensioni.
Siamo nell’Irlanda degli anni ’50, segnata dalle grandi migrazioni, dal dominio della Chiesa Cattolica con gli orrori inflitti negli orfanotrofi e dei primi disordini politici dell’IRA. Siamo nei pub frequentati da Quirke, quelli delle traverse di Grafton Street, il Brazen Head, il più antico della città da quando i normanni si stabilirono in Irlanda, da Bewley’s con il suo buon caffè, fino alle passeggiate nelle strade di Dublino, in Stephen Park, in Temple Bar “dove un barroccio della Guinness, con i barili di legno accatastati, era tirato da un possente Clydesdale, con la criniera al vento e gli zoccoli bordati di pelo”. Una donna era scomparsa nel buio di una notte d’autunno in un campo della contea di Wicklow, il giardino d’Irlanda ma terra povera, non troppo lontano da Dublino. Una mercedes di lusso era ferma con la portiera aperta e Armitage, inglese, professore di Storia al Trinity, in preda al panico chiedeva aiuto: la moglie, dopo un litigio, era scesa dall’auto e scappata, forse si era buttata dagli scogli in mare.
Denton Wynes, un uomo solitario e schivo, alto e macilento, segnato dal suo passato in prigione che abitava in una roulotte non lontano, si trovò lì per caso con il suo inseparabile cane. Nonostante avvertisse la sensazione che tutto fosse una messinscena, prestò aiuto ad Armitage per poter chiamare i soccorsi. Bussarono a notte profonda alla porta del cottage di Charles e Charlotte Ruddock, genitori di un bambino, in vacanza sulla costa di Wicklow. Denton colse una profonda infelicità negli occhi della signora Ruddock e l’impressione che i due uomini si conoscessero da tempo.
Dopo giorni di ricerca nessun corpo era stato ritrovato e l’indagine verrà affidata all’ispettore Strafford della polizia di Dublino, che riconoscerà Charles nel suo vecchio compagno di scuola, un quindicenne grande, grosso e attaccabrighe, e Armitage, interrogato tempo addietro per il caso Rosa Jacobs, una donna sparita senza lasciare tracce. Il cadavere di Rosa, assistente di Armitage e straordinaria ricercatrice, venne poi ritrovato in un garage; era stata lasciata priva di sensi nella sua macchina e avvelenata con i gas di scarico.
Quirke, in questa nuova storia, è un uomo immerso nel suo dolore per la perdita della moglie Evelyn, il cui ricordo non lo abbandona.
Il dolore si era rivelato completamente diverso da come se lo sarebbe aspettato [...] si sentiva trafiggere da un impeto del più acuto dolore quando la sua mente, in preda all’angoscia, si fissava con improvvisa e atroce chiarezza sugli oggetti più ordinari [...] aveva la sensazione di cadere lentamente in un dirupo e gli appigli che stringeva in modo convulso e disperato si staccavano dalle mani.
E la sua unica e amata figlia Phoebe, una ragazza vivace e indipendente rincontrata dopo molti anni, ha una relazione con l’ispettore Strafford. La gelosia di Quirke non ostacolerà quello che pensa essere solo un’amicizia. L’ispettore era in attesa del divorzio da Marguerite a Londra, perché in Irlanda era vietato dalla legge. Nonostante la differenza di età con Phoebe potesse dividerli, sembravano invece essere una coppia appagata e felice: e si chiedeva spesso cosa vedesse in lui la sua giovane amante.
Con una straordinaria abilità narrativa e di stile, John Banville regala ancora una volta un noir che declina memoria, colpa, identità. Una storia intensa ed elegante che non sarà un mistero, ma diviene poeticamente una questione di coscienza. Le apparenze ingannano e le fragilità, i rancori e i desideri dei personaggi emergeranno lungo la narrazione e Banville ne scruterà i sentimenti e l’anima. È tutta qui la sua abilità nel trasformare un romanzo poliziesco in un lavoro letterario attento e approfondito alle variazioni del sentire umano più che alla semplice indagine di polizia.
Ti piace SoloLibri?
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: L’annegata
Lascia il tuo commento