- Autore: Geoffroy De Lagasnerie
- Genere: Politica ed economia
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: L’orma editore
- Anno di pubblicazione: 2026
E se la democrazia non fosse il migliore dei sistemi politici possibili?
È la domanda iniziale con la quale il filosofo Geoffroy de Lagasnerie apre alla lettura del suo saggio L’anima nera della democrazia (L’orma editore, 2026, trad. di Eusebio Trabucchi, studioso e curatore editoriale), nel quale analizza ed esamina l’ideale democratico, da lui considerato una forma di autocrazia della maggioranza. Geoffroy de Lagasnerie (1981) è un filosofo e sociologo francese; autore di numerosi libri e articoli, si occupa di filosofia sociale e politica, epistemologia e sociologia della cultura. Amico di Didier Eribon, è tra gli intellettuali più seguiti della sua generazione.
L’anima nera della democrazia è un testo coraggioso, un atto anarchico di un maestro del pensiero contemporaneo, di un intellettuale di sinistra, scrittore e pensatore, in linea con i suoi ideali e con la sua scrittura autonoma e in contrasto all’omologazione del pensiero.
Quanto si deve subire o vedere subire misure, scrive il filosofo, che accentuano la violenza economica e sociale, degradano le condizioni di vita, aggravano la crisi ecologica o condannano migranti a morire; e ci si chiede se si deve accettare, sopportare tutto questo o tentare di impedire che tali misure vengano messe in atto? C’è da chiedersi, ascoltando un politico di destra, con quale diritto questa persona esercita un tale potere? L’elezione di Trump è il vero, innegabile sintomo che qualcosa di sbagliato c’è, nei nostri sistemi politici. Cosa fare? E soprattutto cosa pensare? Dobbiamo essere condannati e rassegnati a vedere eletti Trump, Orban, Meloni, Bolsonaro, Netanyahu, un gruppo di governanti che imporrà il loro potere reazionario, autoritario e neofascista; un gruppo che deciderà per tutti noi, come è avvenuto per il genocidio a Gaza, o se ne potrà uscire invocando “il rispetto dello Stato di diritto”? Chi governa in democrazia può prendere decisioni intollerabili, costringendoci a essere complici?
Nel sistema democratico gli eletti della maggioranza hanno il potere giuridico e la legittimazione a imporre la loro concezione del mondo; una trappola all’interno della democrazia, la definisce de Lagasnerie, che può impedire qualsiasi cambiamento.
Se vivo in un regime autoritario, coloniale o dittatoriale, posso sperare che un giorno arrivi una rivoluzione che mi porterà finalmente a vivere in una democrazia. Ma se vivo già in democrazia, in quale ideale alternativo mi è consentito sperare?
Lenin scriveva nel 1917 che in Europa il capitalismo imponeva continui limitazioni alla democrazia; Jacques Rancière nel 2005 affermava che i mali di cui soffrono le nostre democrazie sono legati all’insaziabile appetito degli oligarchi. Si chiederà, quindi, l’autore se sia giunto il momento di una critica della democrazia, e se l’ideale democratico non nasconda qualcosa di profondamente oscuro, “l’anima nera della democrazia”.
È la sfida dei nostri tempi, il vero problema politico della democrazia. La maggioranza vincitrice delle elezioni può applicare misure crudeli o vergognose, come sono state alcune politiche economiche, provvedimenti penali, misure ecocide, atti potenzialmente non conformi ad una serie di regole, “come se il rispetto di tali procedure potesse rendere accettabili tutte le fantasie anche le più crudeli”. È la zona d’ombra del nostro ideale democratico; si governa perché se ne è conquistato il diritto, con i partiti che sono luoghi di autoaffermazione, con poteri che operano all’interno del quadro democratico e leader che decidono di affidarsi alla volontà degli elettori, indipendentemente dai diritti fondamentali. Le nuove forme di fascismo degli ultimi anni, con le democrazie illiberali, hanno compiuto azioni contro i valori fondamentali del nostro vivere comune: giustizia, tutela delle minoranze, uguaglianza. Trump, Meloni, Netanyahu e altri governanti di destra non sopprimono i parlamentari come negli anni Trenta, ma legittimano la loro politica invocando “la volontà della maggioranza”, attaccando giudici e autorità indipendenti.
La legge rappresenta chi la istituisce. Qualsiasi sia la procedura con cui viene adottata, ogni decisione ha sempre l’effetto di un’imposizione. Non esiste una volontà generale, né una sovranità popolare né un popolo inteso al singolare.
Un manifesto di resistenza politica oltre la democrazia è pertanto descritto nelle pagine di questo straordinario e coinvolgente saggio: per “un nuovo mai più” e per il bisogno di un pensiero libero. La democrazia è criticabile, e si ha il diritto anche a disubbidire, come formulò Henry David Thoreau nel suo saggio del 1849 Disubbidienza civile; o come scrive il politologo Jason Brennon, giustificare la democrazia richiede un lavoro ancora più grande,“ dobbiamo spiegare perché alcune persone hanno il diritto di imporre cattive decisioni agli altri”. Riflessioni, scrive l’autore, che ci ricordano che quando ragioniamo sulla politica e immaginiamo una riforma delle istituzioni, dobbiamo diffidare di ogni forma di monismo e di chiusura, perché altre possibili vie dall’automatismo democratico sono possibili. Non ci si deve rassegnare a vivere in società politiche chiuse senza la possibilità di una trasformazione, di una grammatica politica diversa da quella democratica, di norme razionali, di una nuova arte di governare che non sia una forza di mutilazione e sopraffazione, ma bensì di accrescimento e di libertà.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: L’anima nera della democrazia. Manifesto per un altro ideale politico
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