- Autore: Adriana Beverini
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2025
Già il titolo L’Oltre: Eugenio Montale tra filosofia, fisica e religione di Adriana Beverini (Il ramo e la foglia edizioni, 2025, prefazione di Alessandro Zaccuri) indica il tentativo di decodificare gli scritti di un poeta, premio Nobel nel 1975, per arrivare a risultati artistici che si mescolano con la filosofia e la religione. Ma anche con la fisica.
Montale arriva e raggiunge le vette del pessimismo cosmico: siamo nati in un pianeta creato per caso, e tutto quello che impariamo dalle nostre esistenze è una sorta di insensatezza vacua di nessun conto. La conoscenza e l’amicizia con Bobi Bazlen lo portò a leggere la letteratura mitteleuropea e il misterioso Bazlen indicò a Montale i punti fermi del taoismo. Prendendo come lettore L’uomo senza qualità di Musil, il ligure entrò da un libro apparentemente tutto letterario. Invece in Musil sono presenti già elementi di fisica quantistica, e c’è una parte del saggio di Beverini che ci "calma" nella nostra ignoranza. Invece non fa mistero la studiosa, e tantomeno chi scrive, di aver capito pochissimo di fisica quantistica, e gli inserti sono curati, a volte, da Roberto Maggiani. Con molto rammarico peraltro, anche perché non è un’ignoranza passeggera, ma ammira il "gioco di carte" di Beverini che almeno dà la sua versione, passando nella certezza che Montale non è stato solo un poeta, ma anche un delizioso critico letterario, docente e giornalista.
Montale ci libera dalle nostre fragili insicurezze, scrivendo che la vita va vissuta, non capita. E che scienza e natura sono agli antipodi dell’umanesimo; ma ci sono pur sempre l’atterraggio sulla luna, le nuove scoperte sulle terapie del dolore umano e attrezzi nuovi, per rendere meno faticoso costruire case e palazzi. A chiudere Montale scrive:
Ho una vaga curiosità per la scienza: quando avrà dimostrato, studiando la materia, che non esiste nulla, scoppierà una rivoluzione umanistica e religiosa, proprio per rispettare tutte le nostre speranze, le nostre illusioni e le nostre aspirazioni che sono pur qualcosa.
Ma nulla dirà Montale sulla religione, allora. Si interessò di taoismo, ma alla fine diceva il Padre nostro in latino con accanto un prete.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: L’Oltre: Eugenio Montale tra filosofia, fisica e religione
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