- Autore: Paolo Ruffini
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: La nave di Teseo
- Anno di pubblicazione: 2026
- ISBN: 9788834622780
Il romanzo che avete in mano di buono racconta poco.
Racconta, piuttosto, di come spesso la bontà sia maneggiata con diffidenza, di come venga scambiata per facile dabbenaggine.
Alla fine, meglio non averci a che fare con la bontà.
La Nave di Teseo ha pubblicato Io sono perfetto di Paolo Ruffini, che ha recentemente vinto il Premio Selezione Bancarella 2026 ed è quindi uno dei libri della sestina finalista del Premio Bancarella 2026.
Paolo e Simone sono fratelli gemelli, orfani dall’età di tredici anni; è Paolo a essersi sempre preso cura del suo gemello Simone, che è affetto da Sindrome di Down. I due hanno caratteri molto differenti: Paolo è “disonesto, scaltro e opportunista” e fa politica – anzi è proprio colui che sta per diventare Presidente del Consiglio. L’unica sua debolezza è Simone, anzi è “la sua salvezza”, perché tutto ciò che Paolo ha fatto di buono nella vita sino a ora, l’ha fatto per proteggere Simone: è al contempo “il politico che vuole origliare e il fratello che vigila”.
Simone al contrario è “gentile, accogliente” e vede sempre il lato buono in ogni persona e in ogni cosa: di lavoro fa il bidello, è un fan sfegatato di Maria De Filippi, ha una tazza per la colazione con raffigurati Cip e Ciop e un quaderno della Pimpa sul quale appunta ogni mattina una frase: “oggi sono felice”.
Quando a pochissimi giorni dell’elezione del Presidente del Consiglio vengono alla luce gravi accuse a Paolo (“corruzione, turbativa d’asta, concussione, riciclaggio” – tutto vero), il partito ovviamente ritira il proprio candidato e Paolo, convinto di poter salvare capra e cavoli (e soprattutto di poter manipolare l’ingenuo fratello), propone la candidatura di Simone che, “persona abitudinaria, che ha bisogno di punti fermi, di routine e contesti conosciuti”, viene gettato nel frullatore dell’ultima settimana di campagna elettorale … e inaspettatamente (perché non avvezzo al mondo politico) conquista gli italiani. E con loro anche il lettore, che è toccato nel profondo dalla sincerità disarmante di Simone, dal suo spiazzante candore e dalla sua feroce semplicità.
Le pagine scorrono velocemente mentre Paolo Ruffini descrive gli irresistibili sorrisi solari di Simone e porta il lettore a vere e proprie risate (per le battute fuori luogo e travolgenti di Simone) e persino a lacrime di pura emozione. I moltissimi dialoghi di cui si compone il romanzo trasmettono la semplicità di Simone e la genuinità dei suoi sentimenti – sempre trasparenti, mai studiati (quali invece sono quelli del mondo politico in cui il fratello vive). Simone non “esalta” le masse, ma coinvolge e intenerisce gli italiani che incontra per strada, a ciascuno dei quali dedica tempo, sorrisi e spesso offre un gelato. La sua idea di governare l’Italia proprio come si conduce una scuola – lui che da bidello vede e sente tutto – conquista perché non è populismo e non è fatta di paroloni o false promesse; Simone incarna la freschezza, la leggerezza e l’entusiasmo (sempre senza freni), mentre suo fratello Paolo è un uomo logorato (dal potere, dai raggiri), “pesante come una pietra”.
Paolo Ruffini invita il lettore a riflettere su chi siano le persone affette da Sindrome di Down, dando la bella definizione di “adulti che sanno parlare con il proprio bambino interiore”; e soprattutto costringe il lettore a domandarsi cosa significhi avere un ritardo cognitivo o un problema intellettivo in una società in cui, triste dirlo, l’intelligenza appare sopravvalutata.
Chi ti vuole più bene di tutti?
Tu.
E cosa faresti per me?
Tutto.
E cosa siamo io e te?
Uguali, gemelli.
Il botta e risposta che i fratelli si ripetono continuamente è un rituale di amore dolcissimo che salva Paolo agli occhi del lettore, anche quando le sue colpe sembrano atterrire persino lui stesso e pare chiaro che gli è impossibile manipolare Simone.
Condotto con estrema ironia e dolcezza, Io sono perfetto fa al contempo sorridere e commuovere, e soprattutto riflettere su concetti quali la diversità e la cosiddetta “normalità”, stuzzicando il lettore con la domanda:
e se il prossimo Presidente del Consiglio fosse Down?
Paolo Ruffini, classe 1978, oltre che scrittore è attore, regista e conduttore televisivo.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Io sono perfetto
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