- Autore: Sara Rattaro
- Genere: Storie vere
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Piemme
- Anno di pubblicazione: 2026
Il vestito di mia madre (Piemme, 2026, 301 pagg.) di Sara Rattaro, scrittrice, saggista e direttrice della scuola di scrittura “La fabbrica delle storie”, è la storia di Teresa Mattei, antifascista. Nell’ottantesimo anniversario della Repubblica Italiana, ma soprattutto anche del voto alle donne, Sara Rattaro ha voluto, con questo romanzo, porre in evidenza la più giovane deputata eletta alla Costituente: Teresa Mattei, che fu una protagonista scomoda, ma decisiva della storia italiana. Fu colei che mai scelse una via più facile, ma solo quella necessaria.
Teresa Mattei (1921-2013) nacque a Genova, da una famiglia antifascista. Il padre, avvocato, imprenditore nell’area telefonica, ma poi avversato dai fascisti, si trasferì con la famiglia alle porte di Firenze, in Bagno a Ripoli; fu amico dei fratelli Rosselli e fondatore (1942) del Partito d’Azione. Teresa quindi cresce in questa famiglia e, a diciassette anni, rifiutò la teoria della razza e venne espulsa da tutte le scuole del Regno d’Italia. Quindi entrò in clandestinità col nome “Chicchi” e fu una validissima staffetta partigiana. Fu quindi eletta (la più giovane delle famose 21 donne) all’Assemblea Costituente, dove contribuì, e al meglio, alla stesura della Carta Costituzionale.
Al riguardo la nostra contribuì alla stesura dell’art. 3 della Costituzione, che recita:
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
La Mattei insistette sull’inserimento dell’espressione “di fatto”, e ciò per sottolineare che la Repubblica dovesse intervenire in modo profondo e concreto, al fine di rimuovere gli ostacoli che impedivano l’eguaglianza tra i cittadini. E fu Teresa Mattei a scegliere il fiore della mimosa, povero e resistente, quale simbolo della giornata internazionale dell’otto marzo.
È un romanzo che si legge tutto d’un fiato. Scritto molto bene e curato nei dettagli. Sara Rattaro ha voluto ardentemente questo libro perché, come scrive lei stessa a pag. 282:
Ti ho incontrata grazie allo sguardo rigoroso di una studiosa; ora provo a portarti nel cuore dei lettori con le parole del romanzo, perché la tua vita non resti solo un capitolo di storia, ma diventi una storia che parla anche di noi, oggi.
Teresa Mattei, dopo la Costituente, lasciò il Partito Comunista in quanto non si trovava più con la linea intrapresa dalla Direzione del partito stesso. Disse che lei ai suoi elettori aveva promesso altri impegni politici in quanto, come scritto a pag. 250:
Per me essere cittadini significa essere sovrani della propria vita. Io non obbedisco contro coscienza, non accetto verità calate dall’alto né una libertà addomesticata. Se questo mi rende anarchica, lo sono: perché la democrazia non si comanda, si educa. […] Avevo lottato per la libertà, e non potevo accettare la cieca appartenenza a un partito, a qualsiasi partito. Il mio peccato fu la disobbedienza. E la pagai.
Un ultimo momento, ma fondamentale della via di Teresa Mattei fu la sua determinante testimonianza al processo contro Erich Priebke, l’esecutore della strage delle Fosse Ardeatine, dimostrando che il massacro fu fascista in quanto avvenne nel territorio formalmente sotto la giurisdizione della Repubblica Sociale Italiana e la Questura di Roma partecipò attivamente alla selezione delle vittime, e tra le vittime c’è stato anche il fratello Gianfranco della Mattei, che si suicidò a via Tasso pur di non parlare.
È un libro che va letto in quanto Sara Rattaro è perfettamente riuscita a farci conoscere la vita di questa donna eccezionale che, unitamente ad altre venti, ottant’anni fa fecero parte dell’Assemblea Costituente. L’autrice ci dimostra in tutto il romanzo che la forza e determinazione di Teresa Mattei furono parte principale della sua lunga esistenza.
Molte sono le donne sempre da ricordare, e da ricordare solo e soltanto perché donne. Secondo me non bisogna più assolutamente parlare di tabù per le donne, che vanno valorizzate solo ed esclusivamente perché sono donne, come dicevo poc’anzi. Ma per le donne purtroppo la carriera innanzitutto è ancora indietro anche se iniziamo a vederne qualcuna in posti chiave.
Concludo con una citazione dalla seconda di copertina:
Con una scrittura calda e coinvolgente, Sara Rattaro ripercorre la vita di Teresa Mattei dall’infanzia al fuoco dei primi anni dell’età adulta, restituendo con sensibilità e attenzione il ritratto di una donna straordinaria e trasformando la sua esistenza in un grande romanzo.
E ciò mi trova perfettamente allineato e concorde con questo bel lavoro di Sara Rattaro, caratterizzato anche da capitoli brevi, ben documentati, ma molto incisivi.
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Un libro perfetto per...
a chi vuole conoscere l’eccezionale vita di una donna, solo perché donna
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