Il vestito di mia madre (Piemme, 2026, 304 pp. 18 euro) di Sara Rattaro narra la “Storia di Teresa Mattei, antifascista” (Genova, 1º febbraio 1921 – Usigliano, 12 marzo 2013), partigiana, politica e pedagogista, nota come la più giovane eletta all’Assemblea costituente nel 1946. Figura chiave dell’antifascismo, ha contribuito alla stesura della Costituzione italiana (in particolare l’art. 3, sul tema fondamentale dell’uguaglianza). Questo è un romanzo che porta un valore culturale, educativo e civile.
A ottant’anni dall’avvio dei lavori all’Assemblea costituente e dal referendum del 2 giugno 1946, quando con oltre 12 milioni di voti gli italiani scelsero la Repubblica, celebrata oggi come festa nazionale, è bello ricordare Teresa Mattei, simbolo dell’Italia che rinasce dalla dittatura e sceglie la democrazia.
Sara Rattaro: le opere dell’autrice
Sara Rattaro, nata a Genova, è autrice di romanzi accolti con grande successo da librai, lettori e critica, e tradotti in nove lingue:
- Sulla sedia sbagliata (Premio Speciale Rhegium Julii 2015);
- Un uso qualunque di te;
- Non volare via (Premio Città di Rieti 2014);
- Niente è come te (Premio Bancarella 2015);
- Splendi più che puoi (Premio Rapallo Carige 2016 – Albo d’Oro Premio Claudia Malizia, Pescina 2017);
- L’amore addosso (finalista al Premio Letteraria 2018);
- Uomini che restano (Premio Cimitile 2018);
- Andiamo a vedere il giorno;
- La giusta distanza;
- Una felicità semplice;
- Il cuore di tutto;
- La donna che salvò la bellezza;
- Io sono Marie Curie;
ed è anche autrice di romanzi per ragazzi, editi da Mondadori. Dirige la collana di narrativa italiana di Morellini Editore e la scuola di scrittura “La fabbrica delle storie”.
“Il vestito di mia madre”: chi era Teresa Mattei
In queste pagine l’autrice ripercorre la vita di una donna straordinaria, soprannominata la "ragazza di Montecitorio", dove nel 1946 svolse la funzione di segretaria dell’ufficio di presidenza. Nel ’38 fu espulsa da tutte le scuole del Regno, perché antifascista, e nel ’55 fu cacciata dal Pci, perché contraria allo stalinismo e alla linea togliattiana.
Con il nome di battaglia "Partigiana Chicchi" fu staffetta, protagonista della Resistenza e della lotta di liberazione. Dal dopoguerra si è distinta per il suo impegno nella lotta per i diritti delle donne e dei minori. Negli anni Sessanta ha fondato a Milano un Centro Studi per la progettazione di nuovi servizi e prodotti per l’infanzia. Trasferitasi definitivamente a Lari, in provincia di Pisa, ha fondato la Lega per il diritto dei bambini alla comunicazione.
Suggerì a Luigi Longo, segretario generale del Partito Comunista Italiano dal 1964 al 1972, l’idea di adottare la mimosa come fiore simbolo della Festa delle Donne:
Scegliamo un fiore povero, facile da trovare nelle campagne.
Recensione del libro
Il vestito di mia madre. Storia di Teresa Mattei, antifascista
di Sara Rattaro
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La storia di Teresa Mattei, antifascista, nel nuovo libro di Sara Rattaro
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