- Autore: Carla Maria Russo
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Neri Pozza
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788854530447
Lucrezia la conosciamo tutti. Presta il volto alla celebre Madonna con bambino conservata al Museo degli Uffizi: a Firenze la chiamano affettuosamente la Lippina. Osserva dal 1465 con tenerezza il bambino che regge in grembo, una madre dolcissima che presagisce il futuro del figlio ancora in fasce, mentre un angelo in primo piano guarda dritto verso l’osservatore. A 560 anni di distanza la sua bellezza ancora stupisce. Ne Il velo di Lucrezia (Neri Pozza, 2025), Carla Maria Russo racconta la storia di questa donna e l’incredibile amore che la lega per sempre al pittore Filippo Lippi.
Lo sguardo dimesso della Madonna dipinta non deve ingannare: è tenace Lucrezia, sa cosa vuole e come ottenerlo. Quando incontra il pittore Filippo Lippi ha vent’anni, lui cinquanta. Lei è destinata a diventare suora ma le mura del convento non riescono a contenere il suo desiderio di vita. Lui, ormai affermato come artista, ha un passato travagliato: orfano e poverissimo, vive la scelta monastica quasi come un obbligo, in un tempo in cui l’opportunità vale più della vocazione. La chiesa gli concede la possibilità di affinare l’incredibile talento che lo abita fin da bambino, ma che la mancanza di mezzi rischia di precludergli. Per un incredibile scherzo del destino è ancora un monastero a cambiare per sempre la vita di entrambi. Filippo deve realizzare un quadro per il convento e gli serve una modella. Così incontra una novizia di rara bellezza.
Il libro narra la storia di un amore osteggiato, scandaloso per il mondo, purissimo per i due protagonisti. Un sentimento prepotente che nasce, manco a dirlo, da un quadro e fa di Lucrezia la musa e poi la sposa del pittore, grazie all’intercessione del potente patrono Cosimo de’ Medici. Lo stesso a cui Filippo nel primo capitolo del libro presenta un quadro a lungo tenuto nascosto e il suo segreto:
ancora una volta la donna del dipinto lo rapisce, lo commuove, gli manda il cuore in subbuglio, come se non fosse lui l’autore, come se la vedesse per la prima volta.
Ci vuole una voce come quella di Carla Maria Russo (che ha all’attivo 13 romanzi e per Neri Pozza ha pubblicato La bastarda degli Sforza e La sposa normanna) e una sensibilità raffinata per capire e riprodurre a distanza di secoli il travaglio interiore di una storia a lungo sepolta negli archivi, sussurrata e riferita solo a tratti. In oltre 300 pagine il libro ricostruisce con precisione storica eventi e circostanze, riportando il lettore alla Firenze quattrocentesca tra popolani e signori. Colori, odori, impressioni e voci sono quelli di allora. Tra rigore filologico e finzione, la storia trascolora in romanzo tutto da leggere che restituisce umana concretezza ai suoi protagonisti strappati dalla fissità della tela e delle fonti ufficiali. Da un lato c’è il potere della bellezza che perde e salva allo stesso tempo:
La bellezza è potere, la bellezza avvince, risveglia passioni, procura favori e aiuti, spesso neppure sollecitati.
Ma d’altro canto c’è il talento, l’urgenza creativa che governa la vita di un uomo non comune:
Disegnare lo incanta, lo ammalia, lo lascia stupefatto. Non si capacita di come le sue mani riescano a tradurre in immagini fedeli la realtà che cade sotto i suoi occhi o le idee racchiuse nella sua mente. E come sia possibile che si muovano per conto loro, quasi dotate di una forza propria, di un sortilegio, di una magia, che non gli appartiene, nel senso che non appartiene a lui tutto intero, ma solo alle sue mani.
Lucrezia e Filippo insieme trovano un antidoto alle costrizioni sociali, alle convenzioni, alle regole e creano un mondo altro, un luogo privatissimo in cui abitare e crescere i figli, Alessandra e Filippino, l’angelo del quadro, a sua volta grande pittore. Così quell’ossessione a lungo osteggiata dal mondo si fa opera d’arte che affascina e rapisce l’osservatore di ieri e di oggi, monumento tangibile alla forza del destino e al ruolo che ciascuno ha nella sua realizzazione.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il velo di Lucrezia
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