- Autore: Sergio Algozzino e Deborah Allo
- Genere: Fumetti e Graphic Novel
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Tunué
- Anno di pubblicazione: 2017
- ISBN: 9788867902187
Esistono opere che, pur presentandosi con la veste delicata della graphic novel per ragazzi, possiedono la forza d’urto dei grandi classici. Il piccolo Caronte di Sergio Algozzino e Deborah Allo (Tunué, 2017) è una di queste: un "piccolo capolavoro" che affronta il tabù della morte con una naturalezza spiazzante, trasformando il mito in un’indagine profonda sulla crescita e sulla responsabilità.
Caronte, il leggendario traghettatore di anime, sparisce all’improvviso. A dover colmare quel posto vacante viene chiamato suo figlio, Mono. Ma Mono è un bambino che non ha alcuna voglia di ereditare il remo paterno, né di farsi carico di un destino che pesa quanto l’intero Acheronte. Caronte "ha fatto la storia", ma Mono sarà all’altezza? Riuscirà a traghettare la sua prima anima senza smarrire se stesso?
Il cuore della graphic novel non è tanto il mistero della scomparsa del padre, quanto il viaggio preparatorio di Mono. Lo sceneggiatore Sergio Algozzino lancia il suo protagonista in un percorso di formazione che è, a tutti gli effetti, un’indagine sulla natura umana. Mono si muove come un piccolo antropologo dell’aldilà, osservando con occhi infantili e tagliente ironia i concetti che noi umani abbiamo creato — Inferno, Purgatorio, Valhalla — per dare un nome all’ignoto.
Più sto qui, più l’umanità mi sembra irrimediabilmente persa.
Attraverso incontri magistralmente caratterizzati, come le Moire o l’affascinante cugino Momo, Mono impara che vita e morte non sono opposti, ma stadi di un unico, complesso flusso dell’esistenza. La sua è una crescita che passa per la comprensione: il suo ruolo non è giudicare, ma accompagnare.
Se la storia incanta per la sua profondità filosofica, i disegni di Deborah Allo sono la vera rivelazione. Il suo tratto, volutamente grezzo e materico, si sposa perfettamente con le atmosfere nebbiose dell’oltretomba. L’uso del colore è narrativo: ogni tonalità è scelta con minuziosa coerenza per sottolineare il passaggio emotivo del protagonista. È un’opera di grande valore artistico che riesce a rendere "dolce" l’oscurità.
Il piccolo Caronte lavora per sottrazione: usa un linguaggio semplice per spiegare concetti che spesso terrorizzano gli adulti. La figura di Mono, con la sua ironia tagliente e la sua semplicità spiazzante, funge da specchio per chiunque si sia mai sentito inadeguato di fronte a un compito troppo grande.
Il mio scopo non è soltanto portarli dall’altra lato della riva. Il mio ruolo è quello di fargli capire che in un modo o nell’altro hanno fatto parte e continueranno a fare parte del flusso dell’esistenza in cui la vita è soltanto uno dei passaggi.
Non lasciatevi ingannare dal titolo: questo libro è un gioiello di rara sensibilità, consigliato dai 14 anni in su, ma necessario per ogni adulto che abbia ancora voglia di riflettere sul senso del viaggio e sull’accettazione di ciò che non si può cambiare.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il piccolo Caronte
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