- Autore: Alvise Trisciuzzi
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Newton Compton
- Anno di pubblicazione: 2025
“Il maresciallo Arturo Bonomi tirò fuori dal taschino l’orologio di nonno Ermanno”: lo avevamo da poco lasciato ed eccolo, ritorna con una nuova indagine, con la calma serafica di chi la sa davvero lunga, di chi, dove guarda, vede. Così inizia il secondo romanzo uscito dalla penna di Alvise Trisciuzzi, Il caso dell’uomo che fu ucciso due volte (Newton Compton, 2025).
Che i presupposti della serialità ci fossero tutti, era evidente già dalla prima indagine, Il delitto della Madonna di Fossalto (Newton Compton, 2024), con protagonista un intero paese della Bassa, che alla fine degli anni Sessanta, tra la nebbia e l’osteria, si è fatto spazio nel cuore dei lettori. Un universo di personaggi, che non aveva ancora esaurito la propria carica umana, ricompare in questa seconda indagine dove uno strano delitto mette alla prova la capacità investigativa del sornione maresciallo Arturo Bonomi.
Certo, la sfida di tenere alta l’attenzione c’era, con il personaggio forte e decisamente più affascinante e carismatico, Antonio Bellei detto il Lambrusco, vittima nel precedente romanzo e dunque ora fuori dai giochi, ma Trisciuzzi non ci delude: il Lambrusco, pur nella sua assenza, è sempre presente nei ricordi e nei discorsi della comunità con la sua saggezza fine. L’autore ci riporta nello stesso paese avvolto dalla nebbia, tra gli stessi personaggi, con la stessa pacata lentezza dello scorrere della vita, e cambia tutto: introduce nuovi personaggi e nuovi temi.
Il maresciallo Bonomi sarà impegnato a risolvere uno strano caso, aiutato dal geniale e solitario medico legale Peruzzi e, come sempre, saranno le sue intuizioni, il suo sguardo attento e curioso e la capacità di osservare le persone a fargli scovare ben due assassini (e mezzo!). Il suo fare pacato e garbato è la vera arma investigativa in un delitto che racconta di implicazioni umane, psicologiche e sociologiche in un mondo che sta cambiando, anche in un piccolo e sperduto paese che diviene microcosmo, specchio della Storia. Le piccole dispute, le baruffe e le vicende personali dei personaggi di paese ci mostrano infatti l’Italia che, sul finire degli anni Sessanta, stava cambiando: possiamo dire che sono le donne le vere protagoniste di questa seconda indagine, si prendono la scena per mostrarci il pulsare della vita all’interno delle case di un anonimo paesino della Bassa, senza nome appunto, perché come si dice, in fondo, tutto il mondo è paese.
La capacità di Trisciuzzi di caratterizzare i personaggi, di attribuire loro uno spessore umano e psicologico notevole sono la cifra di questo romanzo che, accanto all’indagine vera e propria, porta avanti un’altra “indagine umana”, dal momento che dietro ogni persona c’è una storia: qualcosa nel loro passato le ha rese in quel modo e così sono, non soltanto per la loro volontà di esserlo. Alvise Trisciuzzi ricostruisce le loro storie ed ecco, allora, che troviamo i ritratti di tante donne, volti femminili diversissimi tra loro che non scadono nello stereotipo della donna moglie-madre o della prostituta: tanti sono i tratti, tante le tinte utilizzate per dipingere attraverso le donne, una società intera che sta trasformandosi.
Troviamo donne apparentemente emancipate, in realtà vittime di un uomo che le domina, donne represse in realtà fortissime, ragazzine acerbe in realtà mature e determinate: insomma, un autentico universo umano.
Il caso dell’uomo che fu ucciso due volte è una lettura che coinvolge il lettore e lo trascina tra la nebbia della Bassa, “una tela su cui ricostruire il delitto”, in cui tutto è affidato alla logica, all’intuizione e all’osservazione. Sono i sentimenti e le emozioni il movente di ogni gesto che il paziente Bonomi decodifica a poco a poco. Al centro l’uomo: la Scienza con il suo DNA e la prova regina sono del tutto marginali e non soltanto perché ci troviamo negli anni Sessanta. E questo, ci fa ben sperare.
Allora andiamo a scoprire l’assassino:
Le campane della chiesa iniziarono a battere, ma poi, dopo qualche secondo dall’ultimo rintocco, sentì quel rumore. Ci sono dei suoni che riconosci sempre. Certo ce ne sono di simili, a volte quasi identici, ma tu li distingui lo stesso: il passo di un parente, la risata di un’amica, il motore della vecchia auto del nonno. Il tuo udito non si lascia trarre in inganno neppure quando c’è una nebbia così densa da essere quasi liquida, che non solo blocca la vista, ma arriva ad attutire e alterare persino i rumori. Quei suoni li riconosci comunque. Ecco per Arturo Bonomi la detonazione di un proiettile sparato da una pistola era uno di quei suoni inconfondibili.
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Un libro perfetto per...
Il romanzo verrà pubblicato probabilmente il 30 settembre.
Un caro saluto
Silvana
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il caso dell’uomo che fu ucciso due volte
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