Il banchiere nero e la bambina scomparsa. Un’indagine di Raoul Sforza
- Autore: Ippolito Edmondo Ferrario
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Fratelli Frilli editori
- Anno di pubblicazione: 2025
Non è un esempio di vita la condotta di Raoul Sforza, che aiuta i bambini e i grandi se versano in problemi giudiziari ed economici. Ma la sua giovinezza non può attirare persone, e nel presente, ora che è diventato quasi uno strozzino, vive in una casa pazzesca al centro di Milano, a Brera, un posto vicino al Duomo, dove vivono milionari, ma restano ancora posti bohémien, dove è ancora possibile, ma sempre meno, trovare intellettuali, professori universitari e notai. Il titolo di questo nuovo romanzo di Ippolito Edmondo Ferrario è Il banchiere nero e la bambina scomparsa. Un’indagine di Raoul Sforza (Fratelli Frilli editori, 2025).
Sforza ha un concetto della morale tutto suo: da giovane faceva parte della destra eversiva, che uccideva i nemici del marxismo militante che confluirono nelle brigate rosse (le brigate rosse nacquero a Milano, che rimase la città che li vide nascere). Usciva ed entrava dal carcere, è un uomo che ha ucciso i suoi nemici politici in situazioni in cui si poteva ricorrere alla legittima difesa. Dopo anni di saturazione politica, ora è uno strozzino, che presta soldi a interessi elevatissimi.
Nel bel romanzo di Ferrario, Sforza e il suo autista Amedeo si dirigono a Realdo, una frazione di Triora, per il suicidio di Osvaldo Russo, di Milano, che è venuto nella frazione quasi disabitata per uccidersi. Le forze dell’ordine hanno chiuso il caso, ma Sforza trova nella macchina del Russo tutti i particolari in cronaca di un fatto realmente accaduto, la scomparsa di Maria Teresa Rebaudo, che venne prelevata dalla stanza in cui dormiva per finire i suoi giorni in una sorta di cantina dove c’era solo un letto col materasso ancora munito di cellophane, e dove c’era un buco per farla respirare, che dopo otto mesi infernali, violentata e molestata in modo orrendo, venne chiuso, e la bambina di tredici anni fu trovata morta per asfissia. Reale anche il paese preso come base per indagare, Triora, provincia di Imperia, che pur nella sua bellezza di borgo immacolato ha ancora abitanti anziani che ricordano i fatti di Maria Teresa.
Sforza e il suo autista chiedono un albergo o una casa da affittare per poco tempo. Il banchiere nero è scioccato dalla bellezza di Triora, paese più vicino a Sanremo che a Imperia, famoso, prima dei fatti criminosi sulla bambina nel 1968, per essere il posto dove vennero messe al rogo parecchie donne, ritenute delle streghe che brigavano con alleati del diavolo. Ferrario ha la capacità di farci sentire i profumi e i luoghi incantati di Triora e anche di Sanremo. Siamo nelle prime giornate autunnali. Russo aveva molte informazioni sul rapimento di Maria Teresa e Sforza si trova, dopo quasi sessant’anni, a sviscerare le parole dell’uomo, che parla di cacciatori. Chi erano gli aguzzini della bambina? Perché tanto orrore circonda ancora la sua figura? Chi erano i vigliacchi che violentarono per mesi una creatura fragile e impaurita?
Non possiamo andare oltre, ma le ultime pagine di questo libro che ha inventato le parole e i personaggi, ma mantiene una base di realtà dopo decenni, lo sentiamo come lettori. Ferrario ha la mano felice e in alcuni tratti sembra di leggere A sangue freddo di Truman Capote. Più passano gli anni e più Fratelli Frilli editori si smarcano da una scrittura "standard", anzi lo stile dei romanzi diventa sempre più accurato e coinvolgente.
Il banchiere nero e la bambina scomparsa: Un'indagine di Raoul Sforza
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