- Autore: Liz Moore
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: NNEditore
- Anno di pubblicazione: 2024
Il Dio dei boschi, edito a novembre 2024 da NN editore nella traduzione di Ada Arduini, è un mistery thriller ambientato nel parco dei monti Adirondack. L’autrice è Liz Moore, scrittrice americana che insegna scrittura creativa alla Temple University di Philadelphia. Tra le sue opere NN ha pubblicato I cieli di Philadelphia, Il mondo invisibile e Il peso.
Siamo nell’agosto del 1975. A Camp Emerson c’è un letto vuoto. Manca una ragazza. Barbara Van Laar. Non è solo una delle ragazze che il campo estivo ospita per due mesi, ma è la figlia dei proprietari della Riserva. I Van Laar sono una ricca famiglia di banchieri, hanno acquistato il territorio sul finire dell’ottocento, per poi trasformarlo in un campo estivo, mantenendo la casa padronale, Fiducia-in-se-stessi, dove risiedono nella bella stagione. Il campo è diretto da T.J. Hewitt, figlia di Victor, che era stato il primo direttore.
Partono subito le ricerche di Barbara. Viene chiamata la polizia. Le indagini sono coadiuvate da una giovane investigatrice, Judyta Luptack, la prima donna dello Stato di New York a essere promossa a questo ruolo. Toccherà a lei rimettere insieme i pezzi di questo intricato puzzle, perché Barbara non è la prima Van Laar a sparire. Nell’estate del 1961 Peter Van Laar IV scomparve improvvisamente. Aveva 8 anni e tutti lo chiamavano affettuosamente Bear. Arrestarono il colpevole, anche se il corpo del bimbo non fu mai trovato.
La trama è fitta come i boschi dell’Adirondack, a volte sembra di aver perso l’orientamento, ci si sente smarriti, ma ecco che arriva una traccia che ci porta di nuovo nella direzione giusta. Abbiamo molti punti di vista e più piani temporali. I punti di vista sono quasi tutti femminili. Tra i più rilevanti abbiamo Alice, la mamma di Bear e Barbara. Soffre di depressione, causata principalmente dalla prematura scomparsa del figlio e dal suo carattere debole e taciturno. È relegata al ruolo di madre e moglie:
Alice era contraria. T.J. era molto giovane ed era una donna. Non si era mai sentito di una donna che facesse la custode di una tenuta.
Ma è la società che le ha imposto queste regole, di essere prima moglie e poi madre, non lasciandole alternative. Anche perché Alice proprio non saprebbe cosa fare altrimenti. Quando perde il figlio, infatti, si ritrova improvvisamente sopraffatta dal dolore e vuota, senza uno scopo reale di vita. Non è d’accordo ad avere subito un altro figlio, ma non ha il coraggio di dirlo, perché non vuole opporsi al marito.
Nei capitoli dedicati a Tracy scopriamo come possono essere insidiosi e allo stesso tempo inquietanti i boschi e la montagna per una ragazzina di città. Le rimane subito impressa la terza regola del campo,
Se ti perdi, siediti e mettiti ad urlare.
Per questo prova subito ammirazione per Barbara, che si muove sicura e disinvolta in quei luoghi. Stringerà con lei un legame che le farà dividere il letto a castello, escursioni nei boschi e piccoli segreti.
Louise, invece, è una delle coordinatrici di Barbara. Un’infanzia problematica per via della mamma, è dovuta crescere in fretta per occuparsi del fratellino. Fidanzata di John Paul McLellan, neo laureato in giurisprudenza e figlio dell’avvocato di famiglia dei Van Laar. È lei che si rende conto subito della scomparsa di Barbara.
Judyta è la più indipendente di loro. Ha trovato la sua strada senza l’aiuto di nessuno. Pianifica di andare a vivere da sola, anche se in famiglia nessuno dei suoi fratelli è andato via di casa prima del matrimonio. Sarebbe la prima anche in questo. Ha delle difficoltà a seguire il caso, perché nessuno le dà l’importanza che merita, per il suo aspetto ma principalmente perché è donna. Eppure è così scaltra che riesce comunque a sfruttare le occasioni e a rovesciare la situazione a suo favore.
I piani temporali sono gli anni cinquanta, quando Alice conosce e sposa Peter III, il 1961 quando scompare Bear, l’inverno del 1973 quando Louise frequenta l’università e l’estate del 1975 quando avvengono i fatti riguardanti la sparizione di Barbara. Attraverso questo arco temporale conosciamo meglio i personaggi che ci offrono uno spaccato della storia americana e di come si sia evoluto il ruolo della donna nella società: la mamma di Peter (la nonna di Barbara), Alice, T.J. e Judyta, sono generazioni a confronto, che hanno acquisito con il passare del tempo diritti, libertà e autonomia, ma anche maggiore consapevolezza dei propri desideri e di come sia possibile realizzare i propri sogni.
Il Dio dei boschi è stato selezionato per il Summer book Club di Jimmy Fallon e incluso nei migliori libri del 2024 da Barack Obama. È sicuramente un libro da non perdere se amate i mistery thriller, ma anche le saghe familiari e, nota dell’autrice, se avete amato Dio di Illusioni di Donna Tartt.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il Dio dei boschi
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