- Autore: Daniela Alibrandi
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Morellini editore
- Anno di pubblicazione: 2025
Daniela Alibrandi, questo nome non è nuovo. Ho già incontrato il suo stile, la maestria nel condurre il racconto, il narrare giallo a tutto tondo, la ricchezza dei plot, i personaggi ben caratterizzati. Ma facciamo un passo avanti... da febbraio, il fontanone di Nicola Salvi, da cui sgorga l’Acqua Virgo nel centro di Roma, si ammira a pagamento. Per l’accesso al catino: file, tornelli, 2 euro. La ragazzina però è residente e non li ha versati, prima di finire, nuda e morta, dentro la vasca di Mastroianni, della Eckberg e delle monetine. Accade nel thriller poliziesco psicologico I delitti della Vergine. Un delitto ambientato alla fontana di Trevi, tra i titoli della casa editrice milanese Morellini (giugno 2025, collana “Luoghi e storie”, 248 pagine).
Daniela è l’autrice dei MultiDimensionCrime (MDCrime, anche solo MDC), che vedono protagonista Riccardo Rosco, uomo che nasconde fragilità dietro una corteccia di carta vetrata, capigliatura e barba ruggine, non atletico, mai in perfetta salute. Fa il commissario, duro e tenero, flessibile e cocciuto, fedele ma non nei secoli (non è Carabiniere e qualche scappatella ce sta...), alla testa di un’irrequieta, indipendente e guai a chi la tocca super squadra della Polizia di Stato, terrore di omicidi e criminali, ma gioie e dolori delle Questure di assegnazione: Roma, Rieti, Firenze, Roma.
Non è facile fare ordine tra i titoli della scrittrice romana, la narratrice italiana di gialli più apprezzata negli States. Sono tanti, credo sei già solo tra le Rosco stories. Si parte dalla trilogia dei Crimini del Labirinto, Delitti negati (2019), Delitti fuori orario (2020), Delitti postdatati (2021), tre bestseller che trovano continuità in Delitti sommersi (Morellini, 2023), dove si scende nei laghi sotterranei suburbani a Roma, e I delitti del Mugnone (Morellini, 2024), ambientato nelle colline tra Firenze e Fiesole. Precedono questa incursione nel reticolo ipogeo delle condotte idriche della capitale, Acquedotto Vergine compreso. Inaugurato da Augusto imperatore e tuttora funzionante, alimenta con l’Acqua Virgo le tre fontane barocche più belle di Roma (la Barcaccia a Piazza di Spagna, dei quattro fiumi a Piazza Navona e Trevi), arrivando dalla campagna extraurbana con un percorso di 20 km in gran parte sotto i selciati di sampietrini. Ogni romanzo ha una trama autonoma, ma la compagnia di giro degli attori principali è la stessa, sul versante delle indagini.
Rosco, di ritorno nella capitale da Firenze, con la famiglia (la sofferente Marilena e il piccolo Roberto, pardòn, “Robevtino”), non solo non ritrova l’ufficio con vista sul Tevere che occupava, ma dei suoi fidati è riuscito a portare con sé soltanto Corrado Malvani. L’ispettrice Porzi è pentita d’avere sollecitato il rientro a Napoli per stare accanto ai genitori anziani e lo tempesta di telefonate in vernacolo (“Commissa’, so’ Gisella”), spingendolo a insistere per il ricongiungimento sotto il Cupolone, anche se significherebbe tornare a battibeccare a ogni indagine (però, con tanto vantaggio per le stesse, sorrette da due punti di vista). Loverso si è sposato a Matera, dopo il trasferimento, e un suo alter ego al femminile si aggiunge nell’ufficio capitolino: l’allievo agente Licia Germani. Giovanissima d’aspetto, si sforza d’essere marziale in divisa (un tantino larga). Sarà la nuova segretaria e vittima del commissario, che la tratta ruvidamente (per un verso deve farlo, per formarla, irrobustirla, per un altro ci prova gusto).
Diciamo qualcosa in più sugli MDCrime, marchio registrato, copyright Alibrandi. Non vi bastano i gialli di maniera, alla ricerca del colpevole che si scopre in coda alla storia? Gli MDC di Daniela fanno per voi. Troppo abusato seguire il ragionamento perverso del serial di turno? Bene, la scrittrice che ha studiato negli Stati Uniti non lo considera un cliché esclusivo. Cercate colpi di scena, sorprese e svolte impreviste, con qualche schizzo hard boiled? State certi che li troverete. Il multidimensionale della cerveterina di residenza è trino (stavo per scrivere trinitario, ma ’sti romanzi sono laicissimi): combina la classica architettura investigativa a caccia dell’assassino al punto di vista del killer, tipico dei noir e all’adrenalina di quello-che-non-ti-aspetti, proprio delle detective story.
Quanto alla trama, poche cose, non di più. Il questore convoca Riccardo. Lo mette al corrente di un caso irrisolto, certo che agevolerà le indagini, “se sarà tanto bravo da agire in modo ortodosso e non come a volte gli risulta facile fare”. Al netto della ramanzina che riprende errori passati, Rosco è tutt’orecchi. Nel giro di pochi mesi sono sparite tre ragazze, senza lasciare tracce da seguire per poterle ritrovare. Vivono in tre quartieri distanti, Appio, Ardeatino, Portuense. Stessa età, tredici-quattordici anni, ma completamente diverse, dalle foto nel fascicolo. Marina, mora, capelli cortissimi, molto magra, circa un metro e sessanta. Valeria, bionda, piccolina e cicciottella, volto pieno di brufoli e occhiali. L’ultima manca da non più di due giorni, Diletta, molto carina, con gli occhi chiari e i capelli castani, lunghi e lisci, dimostra più di quattordici anni, ha iniziato il liceo classico.
Cosa c’entra, a questo punto, il corpo femminile nel vascone? Magro, affusolato, spinto fuori dalle condotte della fontana monumentale di Trevi, abbattendo una grata metallica che sostituiva le robuste inferriate, rimosse per lavori di manutenzione. Accidenti, è Diletta.
Contemporaneamente alle indagini e alla trama, si potrà seguire con rabbia e partecipazione l’istinto perverso - nelle farneticazioni in corsivo - di una canaglia che esprime solo cattivi pensieri. L’avevamo detto che i romanzi di Daniela sono multitasking! Anzi, MultiDimensionCrime: giallo, nero, psicologia. Uni e trini.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: I delitti della Vergine
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