Di tutti e di nessuno
- Autore: Grazia Verasani
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Marsilio
- Anno di pubblicazione: 2020
Chi scrive ha trovato un libro di Grazia Verasani, nei suoi gialli noir con l’investigatrice privata Giorgia Cantini, che vale la pena leggere. Questo è il terzo libro della serie dal titolo Di tutti e di nessuno (Marsilio, Feltrinelli economica, 2020).
Bologna; la Cantini è arrivata ai quaranta senza dare ancora uno scopo al suo lavoro, di cui si lamenta, ma non potrebbe fare altro, con le sue abitudini. Da quando la sorella si è suicidata, lei ha perso la grinta che in ogni caso le appartiene, come il rapporto conflittuale e amichevole col padre, che in ogni caso ha perso una figlia. Dovrebbe avere già una famiglia, ma la donna si era innamorata senza grande convinzione di un ragazzo più giovane di lei. Lo lascia andare per fargli costruire una famiglia, avere dei figli, tutte faccende che l’investigatrice non ha mai messo in conto. Il lavoro latita, ma basta per le bollette, addirittura il padre le dice se ha bisogno di una aiutante, la figlia di un caro amico, perché come studentessa universitaria fuoricorso è meglio un qualsiasi lavoro. E in più viene trovata morta nel giardinetto vicino all’American bar, dove ha trascorso la gioventù la Cantini, Franca Palmieri, una donna ancora giovane, senza parenti, sola, senza un gatto, che faceva la cartomante proprio nel bar già scritto. Come vizio per abbattere una solitudine blindata, Franca faceva salire in casa ragazzi giovani per un rapido rapporto sessuale, e la voce si era sparsa, ma lei non chiedeva soldi, né ne dava. In realtà un giovane si era innamorato di lei e con lui rimase incinta, perché si vedeva un po’ la pancia, ma poi sparì e tornò con la pancia piatta.
Nel frattempo, Giorgia, per lavoro, deve stare alle calcagna di Barbara, che per la madre, la signora Franchi, sta rinunciando a andare al liceo per fare chissà cosa. Una famiglia borghese, col padre che vive a Milano, fa il regista e della figlia sa molto poco. Nel frattempo il commissario capo della sezione Omicidi Luca Bruni dà delle informazioni a Giorgia, dicendo che non può dire di più di quello che sa e lui sarebbe stato un uomo che le piaceva, più vecchio dei suoi quarant’anni, ma è sposato e lui si è messo da solo in una palude; l’investigatrice se lo tiene come amico, anche se involontariamente scappa un bacetto. Nel frattempo viene nel suo ufficio la ragazza poco studiosa. Si presenta vestita come una ragazza di campagna, in modo bislacco, e ha un nome che è tutto un programma, ossia Genzianella. Un disastro anche per come è abituata a presentarsi agli altri, ma se la futura datrice di lavoro non sa come parlare a Barbara, che ha capito che la segue per conto di sua madre; non dando spiegazioni del suo comportamento, Genzianella riesce a farsela amica e si parlano anche se hanno poco in comune. La ragazza liceale è abituata a vestirsi bene, a girare per mostre d’arte o a passeggiare in centro a Bologna, a scuola in certe materie è la prima della classe. I suoi amici hanno vestiti di buon taglio, firmati, le ragazze sono tutte bionde e fanno le stupide più di quanto lo siano realmente, in short e truccate sapientemente.
I nodi vengono al pettine anche per la povera Franca Palmieri, ma dovete leggere da soli gli sviluppi. Grazia Verasani dà al suo personaggio, la Cantini, un’anima. Capiamo le improvvise malinconie, uno stanco sarcasmo, le sigarette che fuma le vediamo uscire dal pacchetto. La sua vita come un assolo di Chet Baker. Ma sostanzialmente ingarbugliata.
Di tutti e di nessuno. Le indagini di Giorgia Cantini (Vol. 3)
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