Cucinare nel secolo sbagliato
- Autore: Teresa Präauer
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Marsilio
- Anno di pubblicazione: 2026
Romanzo breve ma ricco di suggestioni quello della viennese Teresa Präauer intitolato Cucinare nel secolo sbagliato (Marsilio, 2026, trad. di Alessandra Luise), che descrive una cena, quella che la padrona di casa e il suo partner decidono di offrire a un gruppetto di amici.
Siamo in un appartamento di Vienna, dove la padrona di casa si è trasferita da non troppo tempo, tanto che molti scatoloni del trasloco sono ancora in mezzo alla stanza da pranzo. Dei protagonisti di questa insolita serata non conosciamo i nomi: oltre alla padrona di casa e al suo compagno, ci saranno una coppia sposata e un amico svizzero che viene da solo, perché la compagna ha un impegno di lavoro. La cena sarà composta da una ricca insalata, una quique lorraine, un dessert.
La padrona di casa ci tiene alla tavola ben apparecchiata, tovaglioli di lino ben piegati a triangolo, posate disposte secondo il bon ton borghese, un mazzo di fiori di campo in un vaso di design al centro della tavola, un pezzo pregiato di architettura danese. In frigo molte bottiglie di crémant d’Alsace, che vengono poi consumate per continui e ripetuti brindisi. La coppia sposata - hanno avuto da poco un bebè lasciato per la serata ai nonni - arriva con molto ritardo. Avevano incontrato una coppia di turisti americani e si erano fermati con loro per un aperitivo in un bar poco lontano. Dunque comincia la cena; la padrona di casa prepara con cura l’insalata, mescolando vari ingredienti con un condimento di olio aceto e senape, che viene rapidamente spolverata dagli ospiti affamati - i salatini nelle ciotole per l’aperitivo sono finite da un pezzo. In attesa che la quiche in forno si cuocia, continuano le chiacchiere, mentre i fumatori vanno sul piccolo balcone, lasciando cadere la cenere al piano di sotto.
La serata che doveva essere semplice e gradevole finisce però in modo diverso, forse perché si è bevuto troppo, forse perché una bottiglia dimenticata nel freezer esplode rovinando il dessert, forse perché si è rotto un tubo nella strada adiacente e la polizia irrompe in casa, per avvertire dell’allagamento. Nulla va come la padrona di casa aveva immaginato, avvengono piccoli e apparentemente innocui segnali che i rapporti non sono così facili come sembravano tra i vari presenti, e la padrona di casa, spesso sola in cucina, mentre la senape le ha sporcato l’elegante tuta nera che aveva indossato per la serata, riflette sul senso della sua vita, delle sue amicizie, del suo lavoro, mescolando ricette culinarie, musica, ricordi di viaggi fatti, aspirazioni deluse, sessualità non così soddisfacente, tentazioni di un’altra storia.
L’architettura del romanzo è interessante: capitoli brevi, ognuno preceduto da altrettanto brevi indicazioni culinarie, “Una presa di noce moscata grattugiata-sale-pepe”, “soda-un’arancia-cubetti di ghiaccio”, “2 tazze di caffè-con latte-senza zucchero”, e tante citazioni di oggetti di culto del design contemporaneo, macchina del caffè italiana, vasi finlandesi, una borsa di Vivienne Westwood, un battuto di prezzemolo, erba cipollina e basilico. Il tedesco si mescola all’inglese, anzi all’americano, i piatti italiani, francesi, cinesi e orientali emergono nella testa un po’ brilla della padrona di casa e dei suoi ospiti di cui non viene mai fatto il nome.
Divertente, molto europeo, molto contemporaneo, molto generazionale il libro di Teresa Präauer, che aggiunge una lista dei brani musicali citati, come ora molti scrittori hanno preso a fare, consentendo ai lettori di andarseli a sentire alla fine della lettura. Dimenticavo la presenza dei cellulari, dei selfie, dei post sui social anche durante la cena.
Molto ben scelta dall’editore Marsilio la copertina: sotto il tavolo un lui e una lei in decolleté rosse si fanno “piedino”: simbolico gesto di questa cena davvero particolare.
Cucinare nel secolo sbagliato
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