- Autore: Vittorio Emanuele Parsi
- Genere: Politica ed economia
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Bompiani
- Anno di pubblicazione: 2026
- ISBN: 9788830108196
Leggere Vittorio Emanuele Parsi oggi significa incontrare una voce inconsueta nel panorama culturale italiano: una voce che non parla per appartenenza, ma per convinzione. In un tempo in cui il dibattito pubblico appare irrigidito in schieramenti prevedibili e riflessi ideologici mai davvero superati, la sua scrittura colpisce per la libertà del tono e per l’assenza di quella faziosità che trasforma ogni analisi in una tifoseria.
Ciò che rende particolarmente coinvolgente Contro gli imperi. Il futuro delle nostre democrazie nel nuovo ordine mondiale (Bompiani, 2026) non è soltanto il contenuto geopolitico o storico, ma il modo in cui l’autore accompagna il lettore nelle questioni del presente. Parsi non adotta il linguaggio chiuso del politologo rivolto agli specialisti; preferisce invece una prosa narrativa, quasi civile, capace di intrecciare storia, politica e coscienza democratica senza perdere il contatto con il lettore comune.
In questo libro, Parsi affronta una delle questioni più inquietanti del nostro tempo: il ritorno della logica imperiale nel cuore della politica internazionale. Le figure di Donald Trump, Vladimir Putin e di altri protagonisti della scena mondiale vengono lette non soltanto come espressioni di leadership aggressive, ma come sintomi di una trasformazione più ampia: il tramonto dell’ordine internazionale costruito dopo la Seconda Guerra mondiale e il ritorno di potenze che sembrano concepire il mondo secondo antiche logiche di spartizione, influenza e dominio.
Particolarmente efficace è la capacità dell’autore di mostrare come la crisi contemporanea non riguardi soltanto gli equilibri geopolitici, ma anche l’idea stessa di cittadinanza democratica. Nelle sue pagine affiora il timore che la politica del XXI secolo stia assumendo tratti sempre più personalistici e plebiscitari, nei quali la volontà del leader tende a prevalere sulle istituzioni, sul diritto internazionale e persino sulla complessità delle società democratiche.
Non si tratta, tuttavia, di un libro animato da spirito apocalittico o da facile moralismo. La forza di Contro gli imperi risiede piuttosto nel tentativo di restituire al lettore uno sguardo libero dalle appartenenze automatiche e dalle rigidità ideologiche. Parsi invita a osservare il presente senza indulgere né al cinismo geopolitico né alla retorica delle tifoserie politiche, recuperando una tradizione autenticamente liberale fondata sulla libertà dei popoli, sul pluralismo e sul limite del potere.
Anche l’Italia attraversa questa crisi di identità politica e culturale. La figura di Giorgia Meloni appare sullo sfondo di un’Europa che deve decidere se restare fedele ai principi democratici e liberali sui quali è stata costruita oppure lasciarsi trascinare da nuove forme di sovranismo e da una politica fondata sulla forza. Ed è proprio qui che il libro di Parsi assume il valore di una riflessione non soltanto geopolitica, ma profondamente civile.
In questo senso, il libro si chiude come un invito alla responsabilità civile: perché la libertà, sembra ricordarci Parsi, non è una condizione garantita per sempre, ma qualcosa che le democrazie devono avere il coraggio di difendere ogni giorno.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Contro gli imperi
Gli imperi ci sono sempre stati. Oggi non e’ cosi’ perche’ USA, Cina e Russia si spariscono zone d’ influenza sapendo quali sono le linee rosse da non superare. Comunque prevale ovviamente la logica di potenza. Parsi dice dell’ Europa e dei sovranismo e qui almeno secondo la recensione nulla dice della politica sconsiderata di chi regge la Ue, altro che sovranismo. L’ Europa e’ ormai un’ espressione geografica. Nulla conta, I fatti parlano.