Chi lo dice che l’amore può essere celebrato solo dalla poesia aulica? Caro luogo di Umberto Saba dimostra l’esatto contrario, e cioè che i sentimenti si possono narrare attraverso un linguaggio comprensibile e costrutti semplici senza che perdano un briciolo della loro solennità e, anzi, acquisendo maggiori genuinità e purezza.
La lirica, contenuta nella sezione Ultime cose del Canzoniere, ha per protagonisti due giovani innamorati alla ricerca di un posto in cui "fare di due vite una", ovvero continuare ad amarsi mettendosi al riparo dai troppi pericoli del mondo: lo troveranno in mezzo alla natura, in aperta campagna, sotto la luna in una silenziosa notte d’estate rallegrata dal canto dei grilli. La lirica, che consta di tre strofe di sei endecasillabi liberi e semplici, presenta tutte le caratteristiche della poetica di Saba, a cui si aggiungono immagini di rara delicatezza.
Scopriamo il significato profondo di Caro luogo.
“Caro luogo”: testo della poesia
Vagammo tutto il pomeriggio in cerca
d’un luogo a fare di due vite una.Rumorosa la vita, adulta, ostile,
minacciava la nostra giovinezza.Ma qui giunti ove ancor cantano i grilli,
quanto silenzio sotto questa luna.
“Caro luogo”: l’amore come tesoro prezioso da coltivare e proteggere
Caro luogo è essenzialmente una breve ed intensa poesia d’amore nonché la testimonianza di una lunga ricerca interiore che inizia dal passato remoto del primo verso e giunge al faticoso ma appagato presente dell’ultimo.
I protagonisti della lirica li incontriamo già nella strofa iniziale: una coppia impiega un intero pomeriggio alla ricerca di un posto dove potersi appartare e che pertanto sia lontano dal frastuono e dai pericoli della città. Nella volontà dei due ragazzi non c’è solo il desiderio di intimità, ma anche quello di proteggere ad ogni costo il sentimento che li unisce.
Qui Saba si esprime tramite metafore: l’amore rappresenta la giovinezza, la cui integrità viene messa a repentaglio dalla vita stessa, definita come "rumorosa, adulta, ostile"; la vita, a sua volta, corrisponde alla complessità della società moderna, carica di tensioni e di troppi aspetti negativi.
La trattazione della natura in Caro luogo è decisamente benevola e persino toccante senza mai scadere nel patetico. La tensione, accumulata dai giovani in un intero pomeriggio di faticosa ricerca di un luogo isolato, si scioglie non appena messo piede in un angolo dove "ancor cantano i grilli", pertanto in campagna; dopo lo stridore della descrizione precedente, adesso, finalmente, può sciogliersi ogni tensione e la sensazione che se ne ricava, anche per il lettore, è di profonda e appagante quiete.
La coppia di innamorati varca la soglia di una nuova e più elevata dimensione, dove la natura svolge una funzione di calorosa accoglienza e di premurosa protezione, quasi si trattasse di bimbi da cullare dolcemente. Il finale della poesia ha il sapore della favola: il frinire dei grilli e il chiarore muto della luna creano, infatti, un ambiente liricamente sospeso dove si può cogliere un quid di magico, forse quel mondo fuori dal tempo e dallo spazio, impermeabile a qualsiasi minaccia esterna, tanto agognato dai due innamorati.
Stile e linguaggio della poesia, fra semplicità e musicalità
Anche Caro luogo si inserisce pienamente nel solco dell’anti-modernità tipica della poetica di Umberto Saba, che rifiuta le soluzioni oscure degli ermetici (sebbene abbia con essi più di un punto in comune) preferendo puntare su forme metriche e lessicali classiche.
Il testo presenta una musicalità piana, sincera e immediata, in grado di scandagliare la psicologia più intima e profonda senza bisogno di filtri. Il linguaggio adoperato è chiaro e quotidiano, pienamente rispondente alla "poesia onesta" teorizzata dall’artista triestino, secondo cui il principale compito della lirica è quello di raccontare la realtà per quella che è, senza artifici (e senza la nebulosità degli autori ermetici a lui contemporanei).
Caro luogo, in perfetto stile sabiano, non potrebbe essere più lontana dal preziosismo e dalla retorica: i termini utilizzati (pomeriggio, grilli, luna) sono semplici in apparenza, ma il loro insieme rimanda subito all’affettuosità tanto distintamente espressa nel contenuto. Del resto per Saba non esistono parole prive di dignità, comprese quelle più trite e ordinarie, capaci, attraverso abili intrecci e arditi giochi di incastri, di dar vita a poesie come Caro luogo per l’appunto, dove la struttura scarna e il lessico semplice raccontano una storia dalla forte carica emotiva e passionale come forse non ci si aspetterebbe.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: “Caro luogo”: la poesia di Umberto Saba che ci mostra come proteggere un amore
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