Un luogo sempre aperto per gli innamorati che non trovano un posto a Istanbul dove baciarsi.
Promessa mantenuta per Orhan Pamuk, Premio Nobel per la Letteratura nel 2006, esattamente 20 anni fa. Per celebrarlo, oltre a rileggere i suoi libri, vale la pena una visita, anche solo virtuale, al Museo dell’innocenza. Un luogo che è anche un romanzo, in una singolare e unica coincidenza di vita e racconto. Ma soprattutto una dichiarazione d’amore dello scrittore, l’ennesima, per la città sul Bosforo.
Il Museo dell’innocenza: dove si trova e cosa contiene
Il museo, nato nel 2012, ha un indirizzo nel quartiere residenziale di Çukurcuma, ad Istanbul; è una casa d’angolo, a quattro piani, con gli esterni dipinti di rosso. Dentro ci sono più di un migliaio di oggetti, divisi e catalogati in 83 teche in legno, tante quanti sono i capitoli dell’omonimo libro.
Raccontano tutto quello che i personaggi hanno utilizzato, indossato, sentito, visto, raccolto e sognato, il tutto meticolosamente disposto in scatole e vetrine.
La collezione racconta la vita della città e delle sue famiglie negli anni settanta del ‘900. Intorno ci sono botteghe antiquarie e negozi: dalle loro vetrine in alcuni casi arrivano gli oggetti di questa singolare esposizione, composta da regali di amici e familiari, acquisti effettuati nei mercati rionali o in giro per il mondo, in una ricerca che Pamuk inizia metà degli anni 1990 e procede di pari passo con la scrittura del libro (Il museo dell’innocenza, in Italia per Einaudi nel 2009, con la traduzione di Barbara La Rosa Salim).
Così ci sono vecchie fotografie, utensili da cucina, macchine da scrivere, rasoi e pennelli da barba, bicchieri per il tè in omaggio alla tradizione locale. E poi gli appunti dell’autore e il manoscritto originale del romanzo con correzioni e cancellature. Perfino 4213 mozziconi di sigarette, fumati dalla protagonista. In una singolare e continua fusione tra la città e la narrazione. Così che chi visita il museo, impara a conoscere gli usi e i costumi locali. O ripercorre ricordi e gesti quotidiani, scoprendo la felicità delle piccole cose. In fondo:
Nessuno si rende conto di vivere l’istante più felice della propria vita nell’attimo in cui lo sta vivendo.
Ma l’osservatore entra anche nel libro e nella struggente storia d’amore che si dipana attraverso le pagine.
Un corteggiamento lungo otto anni e migliaia di oggetti
Il romanzo racconta infatti la travagliata relazione tra Kemal e la cugina Füsun. Il loro è un amore irraggiungibile, declinato in un corteggiamento lungo otto anni. Dentro ci sono le differenze, i confini insormontabili tra classi sociali, la passione, lo struggimento. E la poesia: per otto anni Kemal, e lo scrittore con lui, raccoglie e cataloga gli oggetti che puntellano la sua vita e gli permettono di ricordare la donna che ama e i momenti trascorsi insieme. Attimi di vita e memoria che diventano un museo personalissimo.
Come si legge sul sito dedicato:
Non è necessario leggere il romanzo per apprezzare il museo, così come non è necessario visitarlo per apprezzare il romanzo. Tuttavia chi ha letto il romanzo comprenderà meglio il luogo e noterà molti dettagli che gli erano sfuggiti durante la lettura.
E potrà entrare gratis: presentarsi all’ingresso con una copia del libro, non importa in quale lingua, dà il diritto al visitatore di entrare in contatto con l’anima più romantica di una città magica.
Recensione del libro
Il museo dell’innocenza
di Orhan Pamuk
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il Museo dell’innocenza a Istanbul: il romanzo di Orhan Pamuk diventato museo
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